“Ti sposo ma non troppo”: fa ridere e riflettere


di Elena Bartolucci

10 Dic 2025 - Commenti teatro

Gabriele Pignotta è un grande maestro nel riuscire a confezionare commedie brillanti dal sapore sincero.

Fermo – domenica 7 dicembre, al Teatro dell’Aquila di Fermo, è andata in scena la commedia “Ti sposo ma non troppo”. Dopo il successo travolgente di Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?, Gabriele Pignotta propone un testo divertente, romantico e graffiante che intreccia leggerezza e profondità per raccontare le complessità del cuore umano e delle relazioni contemporanee nonché della volontà di mettersi in gioco.

I protagonisti sono quattro individui che, superati i quarant’anni, si trovano a navigare in acque sentimentali burrascose: Andrea (Vanessa Incontrada), madre devota sconvolta dal tradimento del marito, che l’ha lasciata dopo tanti anni di matrimonio per una ragazza più giovane, Luca (Gabriele Pignotta), osteopata divorziato, alla prese con una ex che non ama più e una figlia piccola che riesce a vedere non tanto quanto vorrebbe e poi Carlotta e Andrea (Siddhartha Prestinari e Fabio Avaro), sposati da 15 anni, che affrontano una crisi matrimoniale che mette in discussione tutto ciò che credevano di sapere sull’amore.

In un intreccio brillante e sorprendente, le vite dei quattro si accavallano e si trasformano, mettendo in risalto crisi esistenziali, gaffe esilaranti e momenti di verità illuminanti.

“Ma la vera domanda è: siamo davvero diventati inadatti a costruire relazioni stabili, o è l’amore stesso a richiedere un’evoluzione personale che non abbiamo il coraggio – o il tempo – di affrontare?”

Pignotta confeziona una commedia brillante, costruita a incastri, dal ritmo sostenuto, che diverte senza risultare mai banale: dietro battute leggere (quasi mai scontate e ambigue al punto giusto) ed equivoci divertenti e paradossali, riesce a portare in scena la maggior parte delle fragilità emotive della generazione dei quarantenni di oggi, sospesi tra paura del fallimento, idealizzazione del partner e incapacità cronica di dichiararsi, nascondendosi spesso dietro ai social e alle app di incontri.

Ti sposo ma non troppo riesce a far ridere e, allo stesso tempo, a far emergere quella lieve malinconia che accompagna le incertezze amorose di oggi, soprattutto sul finale (auto-conclusivo), che forse è stato chiuso in modo troppo accomodante.

Sin dalle prime battute si percepisce quanto il cast sia ben coeso in scena: ognuno ha il suo spazio e tutto si incastra alla perfezione in una dinamica del racconto davvero piacevole (superfluo l’uso di un momento cantato), che evita ogni tipo di staticità grazie in particolare al movimento continuo delle scenografie e delle luci studiate alla perfezione.

La commedia, che è una produzione di ArtistiAssociati – Centro di produzione teatrale, è scritta e diretta da Gabriele Pignotta con Malvina Ruggiano come assistente alla regia. Le scene portano la firma di Alessandro Chiti, i costumi di Rosalia Guzzo, le musiche di Stefano Switala e le luci di Maximiliano Lumachi.

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