Successo di “Tosca” a Civitanova Marche
di Roberta Rocchetti
9 Feb 2026 - Commenti classica
Civitanova all’Opera chiude la stagione con la rappresentazione di “Tosca”, diretta dal Maestro Alfredo Sorichetti, anche direttore artistico della rassegna. Da lode il debutto alla regia di Tanya Khabarova e Marco Di Stefano. Da tre continenti le voci principali: Wang Ye, David Baños e Armando Piña. Grandi applausi per tutti.
(Foto di Luigi Gasparroni @luigigasparroni)
Sui danni del potere esercitato arbitrariamente si possono dire e scrivere tante cose, ma sicuramente poche avrebbero la forza drammatica, struggente e disperante della Tosca di Giacomo Puccini, perché prima che una storia d’amore Tosca è un racconto sul sopruso, l’arbitrio, l’ingiustizia, l’interesse, il calcolo, sul quanto l’esercizio di dinamiche di questo tipo travolgano vite quotidiane senza colpa, come un treno di prevaricazione lanciato su binari di egoismo che macina esistenze una dopo l’altra e poche composizioni come quella del musicista lucchese riescono a renderne l’idea.


Ed è proprio “Tosca” il titolo scelto dal Teatro Rossini di Civitanova Marche per concludere la propria stagione operistica e alla quale abbiamo assistito nella serata di sabato 7 febbraio.
La scena di Sauro Maurizi si apre e subito si intuisce la volontà dei registi Tanya Khabarova e Marco Di Stefano di marciare, a proposito di binari, in quelli della tradizione, dunque un allestimento come da libretto seppur minimale che consente agevoli quadri drammaturgici, i costumi di Francesca Burattini sempre in collaborazione con Sauro Maurizi sono anch’essi sostanzialmente relativi al contesto spaziotemporale del romanzo di Sardou da cui l’opera è tratta, con qualche licenza poetica soprattutto in relazione a Scarpia.




Una “Tosca” internazionale potremmo dire, dal momento che i tre personaggi principali sono stati pescati all’interno di tre continenti diversi, partendo dalla protagonista impersonata da Wang Ye, soprano cinese alla sua prima trasferta fuori della terra d’origine, buona cantante, ottima attrice, in onore della quale prima della rappresentazione è stato suonato l’inno nazionale cinese a cui si è fatto seguire quello italiano come simbolo di fratellanza tra i popoli, altro argomento di stretta attualità.




Mario Cavaradossi è stato interpretato dal tenore spagnolo David Baños il quale ha ottenuto un ottimo successo personale con tanto di richiesta di bis al E lucean le stelle.
Messicano è invece Armando Piña che ha dato corpo e voce al perfido Scarpia preferendo evidenziarne la crudele e selvaggia voracità piuttosto che la subdola indole.
Si torna quindi in Italia con l’Angelotti di Emanuele Rosetti, il sagrestano di Davide Bartolucci, ruolo che ormai il baritono marchigiano esegue con piena padronanza, chiudono il cast lo Sciarrone di Stefano Fagioli, il carceriere di Davide Filipponi, lo Spoletta di Samuele Lattanzi e il delicato ed elegante pastore di Enrico Maria Desideri.
Le comparse erano della compagnia La torre che ride.
Il Coro Ventidio Basso è stato come sempre guidato da Pasquale Veleno a cui si è aggiunto il coro di voci bianche La Corolla –Spontini guidato da Mario Giorgi.
Alfredo Sorichetti ha invece diretto l’ottima Orchestra Sinfonica dell’Adriatico.
Uno sforzo concettuale ed economico quello di Civitanova e del Teatro Rossini a cui il direttore Sorichetti ha voluto porgere i suoi ringraziamenti a fine recita, non è semplice per un teatro di provincia allestire nuove produzioni anno dopo anno in un contesto in cui trovare fondi per la cultura è sempre più difficile laddove a livello di governo centrale sembrano preponderanti altre e meno piacevoli priorità.
Anche per questo, forse, in chiusura di sipario Sorichetti ha voluto sottolineare l’importanza della fratellanza tra popoli, tra continenti, di cui questa recita è stato un esempio piccolo ma importante, perché i cambiamenti nascono anche e soprattutto dal poco che ognuno di noi decide di posare su un piatto della bilancia piuttosto che l’altro.
Applausi per tutti a fine serata.


Alleghiamo un’intervista rilasciata da Marco Di Stefano e Tanya Khabarova nei giorni precedenti l’andata in scena dell’opera “Tosca”:




