Steven Wilson magia all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati


di Andrea Ascani

14 Lug 2016 - Commenti live!, Musica live

DSC_0228 MusiculturaonlinePorto Recanati (MC) 13.07.2016. Ci sono momenti in cui penso che il diavolo esista. Tutte le storie nei film o nei romanzi in cui l’uomo vende la propria anima al demonio in cambio di bellezza, successo, denaro, potere.. Steven Wilson l’ha ceduta in cambio di una dose esagerata di talento.
L’arena Beniamino Gigli è una vera chicca, acustica perfetta – per essere uno spazio all’aperto a 2 passi dal centro città – e un fascino che solo la corte di un castello medioevale può suscitare.
Entri, ti guardi intorno e ti accorgi che il pubblico è composto da gente di tutte le età, dal metallaro 20enne al 60enne.. ma negli occhi di tutti vedi la stessa passione, lo stesso amore nei confronti di un autore e di una musica sicuramente poco commerciale e poco adatta a tutti.DSC_0230 Musiculturaonline
Pronti via, si comincia: Steven Wilson sale sul palco, scalzo per poter meglio manovrare la pedaliera degli effetti, e subito ti rendi conto che niente è lasciato al caso. La cura del suono è maniacale, chiudi gli occhi e riesci chiaramente a distinguere il timbro di ogni singolo strumento e di come i volumi siano perfettamente bilanciati. Nelle sue parole, nei suoi atteggiamenti si riscontrano subito quella autoconsapevolezza e autocelebrazione che lo hanno sempre caratterizzato. Lo stesso vale per i musicisti che lo accompagnano sul palco: Dave Kilmister alla chitarra, Craig Blundell alla batteria, Nick Begs al basso, Adam Holzman alle tastiere e la bravissima e bellissima Nina Tayeb con cui intervalla il canto.
Il concerto è un mix ben distribuito di canzoni del suo vasto repertorio e del suo ultimo disco DSC_0234 MusiculturaonlineHand.Cannot.Erase. Il disco è un concept che prende ispirazione da una vicenda realmente accaduta: il cadavere di una donna giovane e “socialmente attiva” viene ritrovata nel proprio appartamento 3 anni dopo la morte. Da questa storia ha tratto una serie di riflessioni che si sono tradotte in musica, testi e immagini proiettate “tutt’uno” con la musica. Un racconto in musica.
L’atmosfera è incredibile, le immagini dei video proiettati si fondono con la musica a volte triste e malinconica, altre potente e “rock”: è difficilissimo pensare di poter dare una definizione al genere musicale di Steven Wilson, definire solamente Prog Rock la sua produzione musicale è quantomeno riduttivo.
Nella setlist spiccano Hand Cannot Erase, Lazarus, Don’t Hate Me, Hey Brother, tutti brani che riescono a mostrare il fascino e la bellezza che possono nascondersi nel sentimento della DSC_0240 Musiculturaonlinetristezza e della malinconia.. una nota particolare alla bellissima versione di Routine e del video: non mi meraviglierei di trovarla nella colonna sonora di uno dei prossimi film di animazione in stop-motion di Tim Burton.
Immancabile il reprise, che si chiude con il dovuto omaggio a David Bowie e Prince e con  The Raven That Refused to Sing cantata a gran voce da tutto il pubblico ormai in piedi a ridosso del palco.

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