“Side Eye III +”: l’ennesimo ritorno dell’eterno Pat Metheny
a cura di Giovanni Longo
20 Mar 2026 - Dischi, News live
Pat Metheny pubblica il suo nuovo disco “Side Eye III +” (Uniquity music). Il tour di Side Eye III + arriverà in Italia a luglio, partendo da Udine.
Dopo due lavori in solitaria (Dream Box, 2023 e MoonDial, 2024), caratterizzati da un focus sulla ricerca sonora legata all’uso di chitarre con accordature e materiali particolari, Pat Metheny si riaffaccia subito sulla scena con un nuovo capitolo che va ad arricchire una discografia ormai cinquantennale e conferma la sua fama di artista di una prolificità con pochi eguali. Questo Side Eye III +, uscito per la sua nuova etichetta Uniquity music, è addirittura il sesto album dal 2020 e, nello specifico, prosegue il progetto iniziato nel 2021 con Side Eye NYC (V1.IV), con il quale il chitarrista e compositore del Missouri si propone di valorizzare le nuove, emergenti leve della scena jazz americana e far loro da mentore; un approccio – questo – , del quale a sua volta un giovanissimo Metheny aveva beneficiato all’inizio della sua carriera, negli anni Settanta, quando aveva attirato l’attenzione e riscosso la fiducia di alcuni noti jazzisti, da Gary Burton a Steve Swallow.
In Side Eye III + il nucleo sonoro è rappresentato oltre che da Metheny, da Chris Fishman (piano, tastiere, organo) e Joe Dyson (batteria) ma come evidenziato dal titolo la formazione si estende ad altri componenti e l’occasione qui è propizia per una proposta che, forte del contributo di diversi strumentisti, possa avvicinarsi a una situazione musicale che ricordi la formula del mitico Pat Metheny Group e degli episodi successivi alla scomparsa di Lyle Mays che si richiamavano in qualche modo a quella irripetibile esperienza (il riferimento è a lavori come Kin e From this Place).
Side Eye III + racchiude alcuni motivi di sicuro interesse e appare capace di offrire più di una suggestione già al primo ascolto, sebbene i conoscitori filologicamente più avvertiti e smaliziati di Metheny non potranno sottrarsi all’impressione che non pochi spunti melodici costituiscano variazioni e ulteriori sviluppi di cellule e temi già presenti e più volte rielaborati nella produzione passata. Poco importa, perché idee nuove e intriganti, comunque, ci sono e la qualità e complessità della scrittura musicale e la bravura dei comprimari è tale da offrire un’esperienza d‘ascolto appagante, sicché la capacità seduttiva di questa musica rimane alla fine sostanzialmente intatta. Linguaggio e sonorità jazz sono ibridati magistralmente, come spesso in Metheny, da ritmi e spunti melodici di sapore latino (soprattutto brasiliano); la naturale attitudine al lirismo è sempre capace di irretire l’ascoltatore, regalando momenti di indubbio spessore emotivo (si segnala in tal senso Our Old Street, traccia che riporta ai paesaggi sonori di Beyond the Missouri Ski); sempre accattivante la forma di suite, veicolo espressivo ormai consueto della produzione di Metheny, che permette di esaltare la qualità “narrativa” del suo immaginario musicale e che culmina in concitati, coinvolgenti e liberatori finali abitati dall’”urlo” della chitarra synth e dal coro di voci (è il caso di Don’t Look Down). Proprio la reintroduzione dell’elemento vocale costituisce un altro dei motivi di attrattiva di Side Eye III +. L’accompagnamento vocale rappresentava un valore aggiunto fin dai tempi del Pat Metheny Group, capace com’era di regalare infiniti colori e sfumature espressive a quell’universo sonoro; appannaggio, nel corso degli anni di figure quali Pedro Aznar, Mark Ledford e David Blamires, per citare i più rappresentativi, l’ultima volta se n’era incaricato il nostro Giulio Carmassi in Kin. Qui Metheny lo affida a un ottimo gruppo, diretto da Mark Kibble, di matrice gospel, che crea climi tutt’altro che frequenti nella musica di Metheny, specie in Urban and Western, dove è presente anche in qualità di ospite, all’organo, James Francies, le cui sortite allo strumento sembrano ricordare talune atmosferedi Jimmy Smith.
L’ultima traccia, l’onirica So Far So good, accompagna l’ascoltatore verso un finale misterioso e a tratti inquietante.
Nel complesso un buon ritorno di Metheny alla musica d’insieme, molto atteso dai suoi appassionati.
Il tour di Side Eye III +arriverà in Italia a luglio e farà tappa a Udine (il 2), Ravenna (il 3), Roma (il 5), Pompei (il 6) Giulianova (il 7), La Spezia (l’8) e Milano (il 9). Sul palco, con Metheny, Fishman e Dyson ci saranno Jermain Paul al basso e Leonard Patton.
SIDE EYE III +
- Pat Metheny/ Chitarre
- Joe Dyson/batteria
- Chris Fishman/tastiere, piano, organo
- Daryl Johns/basso
- Brandee Younger /arpa
- Luis Conte/percussioni
- Vincent Peirani/fisarmonica
Voci:
- Mark Kibble
- Natalie Litza
- Kim Fleming
- Kim Mont
- Sam Franklin
- Stephanie Hall
- Joel Kibble
- Terry White
- Armand Hutton
Ospiti
- Leonard Patton, voce in SE-O
- James Francies, organo in Urban and Western
TRACK- LIST
- IN ON IT
- DON’T LOOK DOWN
- 3 MAKE A NEW WORLD
- URBAN AND WESTERN
- SE-O
- OUR OLD STREET
- RISK AND REWARD
- SO FAR SO GOOD


