“Sicuramente Amici” il musical a Lago di Monte Colombo
di Roberta Rocchetti
17 Nov 2025 - Commenti live!
Il musical “Sicuramente Amici”, rivisitato e riarrangiato da Emanuele Tedeschi, è andato in scena a Lago di Monte Colombo (RN) per opera di Carlo Tedeschi; uno spettacolo dove la vecchia e la giovane umanità si confrontano in un mondo affollato di mutazioni.
(Foto di Maria Carla Cuccu)
Siamo tornati per la seconda volta in quel luogo carico di buone energie che è il Lago di Monte Colombo nell’entroterra di Riccione. Chissà se questo onirico spicchio di Romagna così vicino eppure così lontano dal divertimentificio che si trova solo pochi chilometri più a valle possedeva già le caratteristiche di serenità attuali e per questo è stato scelto da Leo Amici nei lontani anni ’80 o se il luogo si è via via impregnato dei buoni propositi delle migliaia di persone che qui hanno lavorato, lavorano e lavoreranno per creare un’alternativa al male esistenziale che diventa male sociale.
Sì, perché potremmo dire che se c’è una possibilità di sintetizzare in pochissime parole la filosofia di Leo Amici e di tutte le persone che portano avanti il suo progetto è, crediamo, proprio questa: è necessario creare persone felici perché solo chi è felice e in pace con sé stesso non nuoce. Dunque, la serenità interiore come motore di pace sociale.
Il Lago di Monte Colombo è un progetto individuale e collettivo, creare un paese dal nulla con lo scopo di veder fiorire attività educative, rieducative, ludiche, culturali, sociali, terapeutiche e di soggiorno, tutte senza scopo di lucro e improntate al mantenimento dell’obbiettivo iniziale.
Uno dei più stretti collaboratori di Leo Amici fin dagli esordi è stato Carlo Tedeschi, scrittore e regista che nutre e cura il settore culturale del progetto e scrive in questo contesto musical portati negli anni in tournée in Italia e all’estero, tra questi Sicuramente Amici scritto nel 1986 a cui abbiamo assistito nel pomeriggio di domenica 16 novembre.
Sicuramente Amici è una fiaba di quelle trasversali, che possono essere viste dai bambini ma che forse fanno più bene agli adulti, e forse proprio per questo motivo le protagoniste sono due, una donna con anni di vita alle spalle e una bambina sulla soglia dell’adolescenza che si scopriranno essere due espressioni della stessa figura e cioè una personificazione dell’umanità. Una Umanità quella più vecchia ormai stanca, disincantata, delusa da se stessa, che dirige un colorato e disordinato bazar di cui fatica a tenere il controllo, in una notte di tempesta scopre la bambina nascosta in un baule che tenta di rubarle un vestito e da questo presupposto si snoda una notte di tregenda fatta di racconti in cui la Vecchia Umanità racconta alla nuova la sua vita, ed ecco comparire i primi siderali abitanti provenienti da chissà quale stella lontana che decidono di colonizzare il pianeta, poi via via in diversi quadri musicali e coreutici ecco sfilare Omero e Ulisse, Merlino e Artù, Leonardo e Monna Lisa, Colombo e Rodrigo, fino ad arrivare ad un ampio omaggio alla cultura USA pur senza dimenticare di citarne le ombre e le contraddizioni.
Ogni epoca è però minacciata da un drago che cambiando nome e aspetto a seconda dell’area geografica o del periodo storico sparge polvere nera, prima sulle menti singole, poi per contagio sulle civiltà e proprio questa polvere cerca di combattere il Re Supremo che lotta per la luce.
La Vecchia Umanità si dichiara parzialmente sconfitta, pur riconoscendo l’esistenza di soggetti illuminati capisce che il grosso del lavoro è ancora da fare e allora passa lo scettro e il bazar alla bambina, la giovane umanità avrà la responsabilità di migliorare il cammino della nostra specie, lei è la nostra specie e il messaggio finale è che tutto è possibile collaborando, legandosi affettivamente agli altri, sicuramente amici.
Il musical messo in scena ai giorni nostri ha visto un riarrangiamento che rende più fresca e moderna la parte musicale, mentre delle piccole aggiunte sono state fatte ai testi anche qui per attualizzarli rispetto al periodo della sua genesi, quattro decenni che hanno cambiato il mondo come mai prima nella storia dell’uomo.
Certo l’America ha perso molto dello smalto che quando Sicuramente Amici fu composto la rendeva un faro culturale pur con le sue zone d’ombra, anzi, potremmo dire che è riuscita a spettacolarizzare anche le zone d’ombra, ma anche lei è invecchiata con l’Umanità mostrando i trucchi e gli inganni che si celano sotto i lustrini di Broadway e sotto le pagine di storia scritte dai vincitori a partire da Colombo, ma le opere liriche, i musical, le pièce teatrali, i film, sono anche questo, un archivio storico di soggettività, di contesto temporale, una lente che cambia colore di decennio in decennio, cambiano la percezione di ciò che vediamo.
E poi chissà che la Nuova Umanità non riesca a ridare lustro anche alla terra degli indios.
Annamaria Bianchini e Varvara Strelnik hanno rivestito rispettivamente i ruoli della Vecchia e Giovane Umanità, intervallando i vari quadri musicali con intermezzi carichi di ironia e levità, Francesco Troilo di Carlo e Jacopo Malpasso hanno guidato il fronte vocale con la consueta professionalità, la Compagnia dei Ragazzi del Lago RDL ha accompagnato i protagonisti in una esibizione che comunica passione e ricerca, un vero vivaio di talenti.
Si replica il 23 e 30 novembre, non mancate.








Complimenti vivissimi per il racconto, personalmente amo e ammiro il buon giornalismo e in questo caso, lo ha praticamente e essenzialmente innalzato. Grazie e buon lavoro.