Riflettori puntati su Magnus per riportare alla ribalta un maestro del fumetto italiano


di Alberto Pellegrino

27 Ago 2025 - Arti Visive, Fumetti

Il maestro del fumetto Magnus presentato da Alberto Pellegrino, in occasione della mostra “Il segno di Magnus”, a cura di Luca Baldazzi, Michele Masini e Giovanni Nahmias, allestita nel Palazzo del Fumetto di Pordenone, inaugurata il 5 aprile e aperta fino al 12 ottobre 2025.


Magnus è stato uno dei grandi artisti del fumetto italiano del secondo Novecento, un ecclettico narratore per immagini che ha attraversato tutti i generi fumettistici con opere sempre contrassegnate da uno stile di alto livello tecnico, una grande eleganza grafica, una efficace combinazione tra realismo e fantasia. Nel grande labirinto del fumetto contemporaneo egli si è mosso come uno esploratore sempre alla ricerca di nuove storie da raccontare, un innovatore perché ha saputo conciliare la forza comunicativa del fumetto popolare e le raffinatezze del fumetto “letterario”.

La mostra di Pordenone

Magnus (Roberto Raviola, 1939-1996) è rimasto per diversi anni nell’ombra ed è stato giustamente riproposto all’attenzione della critica e degli appassionati con una mostra intitolata Il segno di Magnus, a cura di Luca Baldazzi, Michele Masini e Giovanni Nahmias, allestita nel Palazzo del Fumetto di Pordenone, inaugurata il 5 aprile e aperta fino al 12 ottobre 2025.

Sono esposte circa 500 tavole delle sue principali opere e per la prima volta sono presenti in mostra tutte le 224 tavole originali che compongono la storia di La valle del terrore (nota anche come “il Texone di Magnus”), un’avventura di Tex Willer, il più celebre personaggio western del fumetto italiana, alla quale l’autore ha dedicato gli ultimi sette anni di vita e che è stata pubblicata postuma nel maggio 1996.  

L’esordio di Magnus nel mondo del fumetto con due “eroi neri”

Nel 1964 Magnus fa il suo ingresso nel mondo del fumetto per merito dello scrittore e sceneggiatore Luciano Secchi (Max Bunker) che ha l’intenzione di sfruttare il successo del “fumetto noir” inaugurato dalle sorelle Giussani con l’invenzione di Diabolik. I due autori creano una coppia di personaggi che conquisteranno una grande popolarità. Il primo è Kriminal, protagonista di un universo narrativo dove non c’è posto per la speranza e la redenzione, ma solo per una violenza che rappresenta lo specchio di una società sgradevole, crudele e moralmente corrotta.

Kriminal

Kriminal ha alle spalle una storia molto travagliata: il padre è stato rovinato e spinto al suicidio da soci disonesti, la madre e la sorella hanno fatto una brutta fine, lui stesso ha passato diversi anni in un riformatorio. Diventa quindi il “Re del delitto” non per sete di ricchezza e di potere (come il suo collega Diabolik), ma per vendicare i torti subiti, per colpire il mondo del capitale e della finanza, scegliendo per nemici i ricchi e le loro donne che non sono delle brave casalinghe e madri di famiglia, ma delle signore dell’alta società piene di gioielli e spesso sfrontatamente “affamate” di sesso.

Max Bunker e Magnus aprono una nuova stagione del fumetto per adulti, che non è solo avventura “nera”, ma anche ambizioni di critica sociale e politica.

Satanik

L’altro personaggio è Satanik, la prima donna criminale del fumetto italiano, invano imitata da altre testate, una eroina dell’avventura noir, la quale nella sua vita precedente si chiamava Marny Bannister, era una famosa scienziata, una donna intelligente ma con il volto sfigurato da un angioma che la condannava alla emarginazione sociale. Quando scopre un composto chimico capace di mutare l’aspetto delle persone, diventa una specie di Dottor Jekyll in gonnella e si trasforma in una donna bellissima e crudele, la quale vuole godere di quei piaceri che la vita precedente le ha negato: la ricchezza, il potere sui maschi e le femmine, il godimento sessuale con uomini-oggetto, la realizzazione di progetti criminali contro esponenti del potere politico, grandi industriali, banchieri, delinquenti in guanti bianchi. Satanik si prende la rivincita, diventando una donna bellissima e assetata di vendetta, una dark lady seducente, lussuriosa, cinica, affamata di potere. 

Si tratta quindi di due “eroi con la K” molto più complessi e sfaccettati rispetto a Diabolik, che tuttavia scatenano una campagna moralistica da parte di una Italia benpensante e perbenista che coglie l’occasione per addossare a questi personaggi le colpe della corruzione morale e dell’aumento della criminalità, senza tenere conto che il fumetto, come gli altri mass media, non è la causa ma lo specchio e il prodotto della società del momento.

Kriminal e Satanik trasmettono un certo pessimismo sulla possibilità di creare una società più giusta, si distinguono per il loro carattere anarcoide che li pone al di fuori della legge, che infrangono le regole sociali seguendo una propria morale secondo una specifica mission: derubare il denaro dei ricchi per vivere una vita agiata, per essere sempre vincitori nella lotta tra il Male e il Bene, per opporsi a una società borghese meschina e grottesca, fondata sul profitto, il benessere e il consumismo, formata da un sottobosco umano perverso, corrotto e privo di vincoli morali. Questi personaggi sono criminali senza scrupoli, a volte degli assassini che non sono peggiori di coloro che li circondano.

Alan Ford e il Gruppo TNT

Magnus e Max Bunker trionfano con Alan Ford e il Gruppo TNT

Dopo il successo del fumetto noir, la coppia Secchi-Magnus nel 1965 tenta la strada dell’avventura poliziesca con Dennis Cobb-Agente SS018, un lavoro che non incontrerà i favori del pubblico.

I due imboccano allora la strada del fumetto umoristico e, tra il 1969 e il 1975, creano la più grande saga comico-avventurosa del fumetto italiano, che ha come protagonista Alan Ford, uno squattrinato ex-grafico pubblicitario, s’improvvisa un investigatore e un agente segreto che finisce a essere coinvolto in avventure poliziesche o spionistiche rappresentate in modo decisamente umoristico e persino grottesco, con un retroterra di denuncia sociale.

Con Alan opera un gruppo di sgangherati agenti segreti che hanno contribuito al successo di pubblico e di critica di queste storie a fumetti ambientate in una New York decadente e maleodorante, quasi infernale, dove tutti sono poveri o poverissimi, la ricchezza e il benessere appartengono a poche persone, il resto degli abitanti è impegnato a farsi la guerra per un tozzo di pane e a malmenarsi senza troppi scrupoli. L’atmosfera non è tuttavia cupa, ma è segnata da una incontenibile ironia, venata da quel retrogusto amaro e particolarmente inquietante proprio del black humor accompagnata da una sana denuncia sociale, perché il fumetto vuole essere una crudele parodia dell’Italia e della stupidità umana rappresentata in modo comico e paradossale.

Alan Ford è un giovane biondo, alto e magro che ha passato l’infanzia in un orfanotrofio, un ingenuo vittima di una timidezza patologica che ha rapporti da imbranato con le donne. Nonostante abbia un bell’aspetto, è la caricatura del classico eroe dei fumetti e i successi delle sue missioni sono dovuti più alla fortuna che al suo coraggio o alle sue limitate capacità intellettuali.

I comprimari, che lo circondano, acquistano uno spessore e una importanza tali da renderli i veri protagonisti della serie, di volta in volta collocati al centro di una missione impossibile rocambolescamente portata a termine grazie al contributo più o meno determinante dell’intero Gruppo TNT, che ha la sede in un negozio di fiori a New York. Tutti i membri del gruppo vivono in costanti ristrettezze economiche, poiché non riescono quasi mai a ricavare un vantaggio economico dal buon esito delle missioni. Tuttavia questi paradossali agenti segreti, oltre che per la sopravvivenza quotidiana, lottano contro una società formata da borghesi, i capitalisti e i proletari mostrati coi loro difetti in un contesto morale fortemente degradato che viene “filtrato” attraverso la lente dell’ironia per sollecitare il lettore a fare una riflessione sulla società contemporanea con occhio critico e disincantato.

Il capo del Gruppo TNT è il Numero Uno, un uomo vecchissimo che vive su una sedia a rotelle, che ha una mente acuta ed è un opportunista, capace di approfittare delle situazioni, sfruttando l’operato dei suoi collaboratori.

Gli altri componenti del gruppo sono La Cariatide, che è un assistente del capo; il Conte Oliver, un ex nobile inglese dotato di notevole intelligenza ma che non rinuncia al vizio di rubare quello che gli capita a tiro; Grunf, un immigrato tedesco reduce delle due guerre mondiali, nostalgico e un po’ lento di comprendonio ma fedelissimo al Numero Uno e capace, con mezzi scarsissimi, di realizzare i macchinari più strampalati che incredibilmente funzionano; Bob Rock, un uomo complessato in quanto piccolo di statura e dal naso spropositato, impulsivo, irascibile e sfortunato; Geremia Lettiga, un agente ipocondriaco quasi sempre confinato nella sede e raramente coinvolto nelle missioni; Cirano, un bracco di razza, il fedele cane del gruppo; Clodoveo, un pappagallo dotato di intelligenza umana e consigliere del Numero Uno.

I principali avversari del gruppo sono Superciuk (sempre ubriaco in milanese), uno spazzino che di notte si trasforma in un Robin Hood alla rovescia che “ruba ai poveri per dare ai ricchi”. Il suo “superpotere” è una fiatata alcolica capace di tramortire qualunque persona, vorrebbe vivere in un mondo pulito, popolato da gente che non sporca; Gommaflex è un ladro con la faccia di gomma che gli permette di assumere le sembianze di chiunque per compiere delle azioni criminali; Arsenico Lupon è un personaggio bieco e un ciarlatano, è un esperto in travestimenti e un avvelenatore che inganna le sue vittime, indossa abiti eleganti per compiere le sue imprese fedele al motto “assai galante e molto ladron”, il suo nome è un citazione dell’Arsenio Lupin di Maurice Leblanc.

I personaggi della “Compagnia della Forca”

Un salto nel Medioevo con la Compagnia della Forca e Maxmagnus

Magnus decide d’impegnarsi nel genere comico-avventuroso, per cui scrive e disegna un fumetto comico-satirico intitolato La Compagnia della Forca (1977), una saga fantasy a sfondo medioevale con una serie di personaggi grotteschi e paradossali che formano un compagnia di soldati di ventura di varia estrazione, che affrontano i loro nemici in una sequenza di avventure corali. Il loro capo è sir Percy di Montblanc, un giovane e imbranato cavaliere che raramente esce vincitore nei vari duelli e scontri con le forze del Male. Gli altri componenti della compagnia sono Capitan Golia, un forte e esperto guerriero; Ser Crumb, anziano scudiero di Percy; Bertrando, fromboliere e menestrello, ma anche un dongiovanni spesso costretto a fuggire inseguito da mariti traditi; Messer Ciacco, vivandiere ed ex boia. La protagonista femminile è Annalisa di Montblanc, sorella di Percy, una graziosa fanciulla che indossa un abito simile a quello Robin Hood; è una esperta nel tiro con l’arco e spesso dimostra la propria superiorità rispetto ai colleghi maschi ed è un oggetto d’innamoramento per molti personaggi della saga.

Nel 1978 nasce la serie di Maxmagnus il re di un piccolo regno medievale visto come la piccante parodia di un mondo fiabesco (con re, cavalieri, maghi, streghe e castelli) che sottintende una feroce critica contro la società contemporanea e il potere che la gestisce. Sono storie dominate da un umorismo nero che non lascia il posto a eroi cavallereschi, a belle e nobili principesse, ma a personaggi che operano in una società contrassegnata dalla corruzione e dall’ingiustizia, dove non ci sono possibilità di redenzione e di salvezza, perché anche i proletari, una volta giunti al potere, con una sommossa popolare, si rivelano più avidi e stupidi dei precedenti governanti, per cui bisogna rassegnarsi al fatto che la giustizia non è uguale per tutti, che attraverso la corruzione è possibile scalare i gradini più elevati dell’ordine sociale. 

La grande avventura dello “Sconosciuto”

Sulla scia dei successi conseguiti dall’Agente segreto 007, Magnus ritorna ad occuparsi del genere avventuroso con Lo Sconosciuto (1975-1996), un mercenario che ha militato nella Legione Straniera e che ora ha scelto una pericolosa professione che lo costringe a lottare contro nemici di varia natura.

Magnus scrive i testi e disegna queste storie con uno stile maturo e rigoroso, caratterizzato da ritmi essenziali e mozzafiato, da un modo di raccontare che fa diventare questi episodi seriali dei piccoli capolavori a fumetti.

Lo Sconosciuto è un personaggio senza scrupoli, provato dalla vita, con un oscuro passato, che opera nel secondo Novecento punteggiato da rivoluzioni, attentati, crisi politiche e sociali. Viene ingaggiato per fare dei lavori apparentemente tranquilli, ma finisce sempre per trovarsi invischiato in situazioni pericolose ambientate nei Paesi arabi, nell’America Latina, nel Libano, nel Marocco, ma anche in Italia e altri Paesi europei, costretto a confrontarsi con narcotrafficanti, mercanti di armi, venditori di esseri umani, sfruttatori della prostituzione; in mezzo a scontri fra terroristi, ribelli e fascisti latinoamericani, neofascisti ed estremisti di sinistra italiani, con i mercanti di armi, trame spionistiche dei servizi segreti britannici e americani. Si scontra con uomini e donne spietati e senza scrupoli morali e spesso è costretto a uccidere sicari e criminali per salvare la propria vita. In uno dei suoi pericolosi incarichi, in una Beirut devastata dalla guerra civile, durante un attacco terroristico, viene ferito gravemente ed è sul punto di morire, ma viene miracolosamente salvato da esperti chirurghi. Dopo una breve degenza viene dimesso e scopre che il misterioso benefattore disposto a pagare le sue costose cure è una un’organizzazione segreta americana denominata S.C.U.D.O, impegnata in varie operazioni di spionaggio e controspionaggio in tutto il mondo per la quale ora dovrà compiere nuove e pericolose missioni. Inviato in Bolivia per stroncare il traffico della cocaina, lo Sconosciuto viene catturato e ferocemente torturato dai falangisti che ufficialmente sono impegnati a combattere la guerriglia comunista, ma in realtà gestiscono il traffico della droga. Lo Sconosciuto riesce a fuggire e alla Vigilia di Natale si rifugia a Washington e si reca presso uno studio dentistico per rifarsi la dentatura completamente distrutta dalle torture dei falangisti boliviani. L’intervento ha successo e, sentendosi “vent’anni di meno” addosso, riscuote il suo compenso dalla S.C.U.D.O e di notte s’incammina sotto la neve, felice di essere ancora vivo.

L’ultimo capolavoro, il ciclo dei “Briganti”

Magnus è stato sempre attratto dalla letteratura cinese e si è ispirato al romanzo Fiori di prugno in un vaso d’oro per la storia a fumetti intitolata Le 110 pillole (1985), un’opera fortemente erotica che racconta la vita del ricco farmacista Hsi-Men Ching preso in una spirale di sesso e di morte.

Ha anche pubblicato Le Femmine Incantate (1987), sette brevi storie sul tema della femminilità tratte da alcune novelle cinesi.

Magnus ha creato uno dei capolavori della narrativa a fumetti con I briganti, traendo l’ispirazione dal romanzo del XV secolo intitolato Storia in riva all’acqua e ambientato durante la dinastia Song del XII secolo, uno dei quattro grandi romanzi storici ella letteratura cinese. Magnus ha pubblicato i primi 12 capitoli nel 1979; nel 1987 ha dato alle stampe il volume Atto III: Tutti gli uomini della legge e nel 1988 è uscito il volume Atto IV: Governanti e rivali, che lascia incompiuto questo ciclo narrativo a causa della morte dell’autore.

Magnus è riuscito a trovare un perfetto equilibrio tra ambientazione, struttura e stile narrativo per creare un romanzo a fumetti dove storia medievale e fantascienza si fondono in modo poetico e affascinante, avendo come sfondo un Oriente riletto secondo gli stilemi del Flash Gordon di Alex Raymond.

Gli avvenimenti sono collocati in una società dove la corruzione e la prevaricazione sono diventate insostenibili all’interno di una Cina spaziale, tecnologica e medioevale, nella quale 108 briganti furbi e intelligentissimi lottano per sopravvivere alle ingiustizie, caratterizzati più come cavalieri erranti che briganti in lotta contro un potere corrotto e prevaricatore. I protagonisti sono portatori di virtù cavalleresche proprie dei samurai, i quali si oppongono a governanti subdoli e corrotti che schiavizzano un popolo stremato dalla miseria e dalle ingiustizie.

Questi cavalieri ricordano gli eroi dei cicli medioevali della Chanson de geste, dei Cavalieri della Tavola rotonda e di Robin Hood, poiché si ribellano a una burocrazia corrotta che l’imperatore cinese, nonostante il suo immenso potere, non riesce a debellare. In questa Cina medioevale, dominata da intense passioni, odio, avidità, gelosia, brama di potere, opportunismo e tradimento, dove solo i briganti hanno conservato il senso dell’onore e sono costretti ad agire con coraggio secondo le tecniche della guerriglia fedeli al motto: “Un vero guerriero non conosce imprudenze, ma si attiene alle tre prudenze fondamentali: dormire armati, uccidere senza pietà, morire senza odio”.

Magnus sa muoversi con disinvoltura tra passato e futuro, fantasy e fantascienza, gusto per il grottesco e sensualità e con la sua fantasia riesce a inventare un mondo barocco “esotico” e “alieno” caratterizzato da una tecnologia avanzata introdotta in una società antica e crudele. Pistole a raggi, astronavi, armature ed elmi fioriti diventano credibili grazie al tratto dinamico di Magnus, capace di elaborare figure e avvenimenti, lasciando che la storia si snodi inquadratura dopo inquadratura attraverso particolari, dettagli, carrellate, panorami, usando un tono epico che dà la sensazione che la Storia si snodi nel suo farsi, che sia vissuta da uomini valorosi che mostrano anche le passioni, le debolezze, gli istinti carnali di tutti gli esseri umani (il cibo, il sesso, il potere). Magnus costruisce l’affresco di un romanzo planetario, dove le città e le province cinesi diventano pianeti di un impero che si dispiega nello spazio attraverso gli anni luce, ma dove la vita sulla terra è la cosa più importante in una dimensione orientale filtrata attraverso le lenti della cultura occidentale, una chinoiserie alternativa sia alle storie cinematografiche in voga negli anni Settanta e Ottanta (Guerre StellariStarTrekAlien), sia al fumetto dei supereroi statunitensi.

Tag: , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *