Recensione del film “La grazia” di Paolo Sorrentino


di Francesca Bruni

28 Gen 2026 - Commenti cinema

La fragilità umana e la posizione di potere secondo Paolo Sorrentino nel film “La grazia”, interpretato da un austero Toni Servillo.

(Foto di Andrea Pirrello)

Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.

Paolo Sorrentino nel film “La grazia” esplora la fragilità umana oppressa dal peso del potere che deve avere il Presidente della Repubblica Mariano De Santis, interpretato da un maestoso Toni Servillo, personaggio sottoposto, per la sua posizione, a continue decisioni, in particolare riguardo l’eutanasia e il dover decidere se dare la “grazia” a due assassini.

Da una parte Sorrentino con grande eleganza mette in evidenza anche l’aspetto umano e fragile del Presidente, schiacciato dalla costrizione del potere e dal profondo dolore che prova dovuto alla perdita della sua amata moglie che non lo lascia un attimo nei suoi pensieri.

Il Presidente, tormentato dal desiderio di scoprire l’identità dell’amante di sua moglie, si rivolge a una sua carissima amica, la bizzarra critica d’arte Coco Valori (interpretata da Milvia Marigliano), che inizialmente rifiuta di confessare, fino a quando, in lacrime, ammette di essere stata lei stessa.

Personaggio cardine del film è la figlia, Dorotea De Santis (interpretata da Anna Ferzetti) che si è sempre occupato di lui anche nelle decisioni per approvare le leggi.

Lei lotta affinché il padre possa firmare la legge sull’eutanasia, anche di fronte all’agonia di un cavallo, trovandosi così a un bivio tra il lato umano e quello austero del presidente.

Aspetti fondamentali del film sono le ambientazioni eleganti e raffinate (Musei Reali del Palazzo Reale di Torino) che mettono ancora di più in evidenza la responsabilità del potere che lo stanno opprimendo rendendolo sempre più solo. La musica, in questo caso l’amato Gue Pequeno, diviene per il protagonista una forma di liberazione per sentirsi leggero come una farfalla.

Il “sentirsi leggeri” è un privilegio che ormai abbiamo molto di rado a causa dello stress quotidiano che schiaccia il nostro vero essere.

In “La grazia” Sorrentino esprime un’eleganza di animo che a mio parere è sempre stata presente nelle sue opere cinematografiche. In questo film arriva ai massimi livelli per la fotografia, l’interpretazione di Tony Servillo, da sempre a fianco del regista, e gli altri eccezionali interpreti che lo circondano come, ad esempio, Roberto Zibetti, perfetto nel ruolo del segretario del presidente.

Sulla destra Roberto Zibetti nella veste del segretario del Presidente

Molto significative sono le musiche inserite nel film, di matrice elettronica e rap, in opposizione al ruolo del protagonista, per sottolineare l’importanza della leggerezza e della sua conquista. (A fine articolo potete visionare l’elenco completo delle musiche utilizzate nel film, n.d.r.)

In questa pellicola l’egocentrismo del regista, spesso presente nelle sue opere, viene messo da parte per lasciare spazio a tematiche universali come i diritti umani e alle difficili scelte ad essi connesse, volte al bene degli altri e alla tutela dell’individuo.

La leggerezza dell’essere si conquista e ci si arriva solo quando siamo veramente liberi da obblighi imposti dalla vita.

“Mariano De Santis” lo diventerà solo quando cesserà di essere il Presidente. Solo allora resterà in solitudine a pensare alla sua amata moglie, che porterà per sempre nel cuore, e potrà finalmente ritrovare la gioia di “vivere sé stesso”.

“La grazia” è un film che colpisce nel profondo, affrontando tematiche legate al dolore, sia umano che animale. Il film ci ricorda che tutte le specie viventi provano sofferenza, anche se spesso ce ne dimentichiamo. Sorrentino è un poeta dell’umano: contrappone l’austerità ad aspetti profondamente umani, unendoli a un’eleganza grazie alla quale ciò che appare pesante diventa il suo contrario. Questo avviene solo quando siamo veramente liberi, e la libertà esiste soltanto quando siamo con noi stessi, con i nostri ricordi e le nostre esperienze di vita.

LA GRAZIA

  • regia di: Paolo Sorrentino
  • cast: Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giuseppe Gaiani, Linda Messerklinger, Vasco Mirandola
  • sceneggiatura: Paolo Sorrentino
  • fotografia: Daria D’Antonio
  • montaggio: Cristiano Travaglioli
  • scenografia: Ludovica Ferrario
  • costumi: Carlo Poggioli
  • produttore: Paolo Sorrentino, Annamaria Morelli
  • produzione: Fremantle, The Apartment, Numero 10
  • Distribuzione per l’Italia: PiperFilm
  • durata: 131′
  • uscita: 15/01/2026

Le musiche del film

  • Le bimbe piangono – Guè Pequeno
  • Surf Rider – Il Est Vilaine
  • 5 Mins Of Acid – KI/KI
  • Aurora – Alva Noto & Ryuichi Sakamoto
  • Disig 
  • A Sparrow Alighted Upon Our Shoulder – Jóhann Jóhannsson
  • Con Moto – Hania Rani & Dobrawa Czocher
  • Delta – di Max Casacci / “Earthphonia”

Per la scheda del film e le affermazioni del regista potete approfondire a questo link: https://www.musiculturaonline.it/la-grazia-il-film-di-paolo-sorrentino-il-15-gennaio-esce-nelle-sale/

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3 responses

  1. Mena risati ha detto:

    Il consiglio, dopo aver visto il film, è di astenersi da un giudizio. Dopo la storia ti entrerà dentro e farà tutto da sola. Ogni scena ,ogni dialogo,sono rivalutati nel ricordo. La grazia più che essere accordata agli omicidi viene accordata prima alla moglie fedigrafa,poi all’ amante di essa e soprattutto al protagonista che si concede la grazia di vivere con leggerezza. Con un brodino leggero come cena. Sublime

  2. bruno ha detto:

    Sorrentino assistito dal suo formidabile e collaudato cast ha dato un vero spaccato della vita del genere vivente. A tutti si presentano momenti per decisioni che
    provocano turbativa e sofferenza e di rimuginare sul passato. Il regista ha colto pienamente questo aspetto . Lo sceneggiato è magico, meriterebbe in tandem con il protagonista l’ ambito premio.

  3. Luciana Sardei ha detto:

    Mi è piaciuto molto.Non è un film di cassetta,ma che fa riflettere.Toni Servillo è fantastico, perfetto in questo ruolo.Anche le inquadrature,le varie scene sono ben scelte,di buon gusto.I temi trattati,assai delicati sono di grande attualità,pur senza forzature.Pur essendo un film serio non stanca e coinvolge chi guarda Grazie

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