Recensione del film “Elisa”di Saverio di Costanzo
di Francesca Bruni
15 Set 2025 - Commenti cinema
Proponiamo la recensione del film “Elisa” di Saverio di Costanzo, con Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon e Valeria Golino, presentato alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
La pellicola ha come protagonista Elisa, interpretata da Barbara Ronchi, in carcere da dieci anni per aver commesso un reato terribile, cioè l’uccisione di sua sorella Katia, bruciata viva o meno, non è chiaro.
Agghiacciante è il silenzio ed il dolore che il regista vuole mettere in risalto attraverso la freddezza della protagonista, nelle azioni quotidiane e nelle ambientazioni nevose e algide, in una Svizzera invernale che rassicura lo spettatore confortandolo.


Tutto cambia quando Elisa farà una serie di colloqui con il criminologo Alaoui, interpretato da Roschdy Zem, che la porterà verso una sincera messa in discussione di sé stessa e dunque mettendola in crisi.
La pellicola vuole mettere in luce l’analisi criminologica di una mente assassina; Elisa racconterà il suo vissuto con una famiglia che la riteneva incapace e colpevole dei fallimenti della loro azienda. Per questo lei decide di commettere, oltre all’omicidio della sorella, anche il tentativo di strangolare la madre, durante una lite furibonda.
Il regista non vuole dare giudizi o invitare lo spettatore nel farlo ma analizzare, sul piano scientifico, cosa possa portare una persona, con varie problematiche, a commettere reati verso la propria famiglia.
Ed è proprio questo il punto: la famiglia può diventare fonte di conflitti e dolori, soprattutto quando è proprio essa a ripetere a Elisa che è una fallita. Nella mente umana esiste sempre un lato oscuro, fatto di rancori, che bisogna saper gestire. Spesso occorre accettare che la realtà intorno a noi non corrisponde a ciò che desideriamo, imparando a convivere con queste inevitabili imperfezioni.
Il film procede con un ritmo lento per mettere in luce un’analisi profonda, mostrando come la protagonista non venga mai lasciata sola: oltre al criminologo, anche il padre la sostiene andandola spesso a trovare in carcere. Quest’ultimo è rappresentato come un luogo in cui le detenute vengono trattate con rispetto e in cui tutto appare confortevole, nonostante l’orrore del fatto accaduto.



Le ambientazioni ampie danno la possibilità alla protagonista di essere libera di vivere in qualche modo, come se la mente fosse invitata ad aprirsi; infatti, durante i colloqui con il professore ad un certo punto Elisa entrerà totalmente in crisi; quando prende coscienza di sé e di ciò che ha commesso, resta “paralizzata”: corpo e mente si stringono insieme nel gelo di un dolore che nasce dal riconoscersi assassina feroce.
Molto profonda è anche l’interpretazione di Valeria Golino (Laura), una madre sofferente a cui un gruppo di sbandati hanno ucciso brutalmente il figlio. Totalmente distaccata dalla protagonista, la vediamo seguire le lezioni del criminologo, dove è anche presente Elisa. Il riferimento del film è chiaramente rivolto alla problematica, piuttosto diffusa, delle sofferenze familiari subite e dei conflitti che spesso sfociano in atti violenti.
Barbara Ronchi conferma il suo talento con un’interpretazione intensa: i suoi primi piani invitano lo spettatore a riflettere sulle motivazioni del delitto, nella consapevolezza che l’esistenza resta segnata dall’atto compiuto, pur nella ricerca di un perché. Non è casuale che l’omicidio della sorella avvenga proprio nella casa di famiglia messa in vendita: il fulcro del dramma è il mancato riconoscimento da parte dei propri cari, una ferita che, nelle menti più vulnerabili, può trasformarsi in minaccia se mancano dialogo e condivisione del dolore.


Il film è tratto da una storia vera. Le ambientazioni, fatte di case in legno, in boschi silenziosi, rievocano fatti di cronaca nera come il delitto di Cogne.
Elisa è un film che descrive la mente umana di un assassino sotto l’aspetto scientifico e la messa in discussione in chi commette il reato, uno studio approfondito su cosa ci sia dietro una mente labile.
Una presa di coscienza verso una società dove la violenza regna sovrana in tutti i suoi vari aspetti.



SCHEDA DEL FILM
Titolo:“Elisa”
Regia: Leonardo Di Costanzo
Cast: Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino, Giorgio Montanini, Hippolyte Girardot, Monica Codena, Roberta Da Soller, Marco Brinzi, Nadia Kibout, Josepha Yang, Federico Di Costanzo, Adeline Tayoro, Antonio Buil, Jasmin Mattei, Roberta Fossile
Sceneggiatura: Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella
Fotografia: Luca Bigazzi
Montaggio: Carlotta Cristiani
Scenografia: Luca Servino
Costumi: Bettina Pontiggia
Musica: Giorgio Matteo, Aki Oliviero
Tratto dal libro: Io volevo ucciderla di Adolfo Ceretti, Lorenzo Natali
Produzione: Tempesta (Carlo Cresto-Dina, Manuela Melissano), Amka Films Productions (Michela Pini, Amel Soudani), Rai Cinema, RSI Radiotelevisione svizzera
Distributore per l’Italia: 01 Distribution
Durata:105’
Lingua: Italiano, Francese
Paesi: Italia, Svizzera

