Ramazzotti, Baglioni e i loro ultimi dischi


16 Lug 2003 - News live

Eros Ramazzotti “9”

Come ascoltare il nuovi disco di Eros (nel senso di Ramazzotti) senza pensare a Michelle (nel senso di Hunziker)? Come ignorare il divorzio tra il cantante italiano di maggior successo nel mondo e la soubrette più amata dagli italiani? E infatti: abbondano in
questo “9” le canzoni che parlano apertamente di amori finiti, di ricominciare, di affetti da salvare, di madri e figlie. Conta poco che poi Eros smentisca che il singolo scelto per lanciare il disco, “Un'emozione per sempre”, sia dedicato alla bella ex-moglie italosvizzera. Il risultato è lo stesso: Eros è trasparente, quasi didascalico, privo di lati oscuri. Per il resto, siamo alle solite: Ramazzotti ha cambiato molto (nuovo management, nuovo
contratto con Bmg a cancellare i dissapori con la major) per non cambiare niente. Questo disco suona dunque come la summa delle canzoni melodiche “alla Ramazzotti”, arrangiate in manie ra incisiva (merito di Celso Valli) e ben suonate (merito in questo caso dei grandi strumentisti coinvolti nel
disco, da Vinnie Colaiuta a Mike Landau). Grandi melodie, ballate semplici e raffinate ricerche di suoni supportano testi anche questi profondamente “ramazzottiani” . Insomma, se siete fan di Eros qui troverete tutte le conferme che desiderate. E se il Nostro vi sta sullo stomaco, avrete nuovi titoli da aggiungere al dossier.

Claudio Baglioni “Sono io, l'uomo della
storia accanto”

A proposito di conferme. Quattro anni dopo “Il viaggiatore sulla coda del tempo” Claudio Baglioni torna in pista con un nuovo disco. Ringiovanito (i maligni dicono “liftato” a dovere dal chirurgo estetico) e in buona forma, dopo un paio di album
riflessivo-esistenziali Baglioni torna a occuparsi – indovinate un pò? – di amore. Come dire che Maradona torna a dare calci a un pallone. Si apre con il singolo “Sono io”, poi via alla melodica “Tutto in un abbraccio” (verso esemplare: “E la canzone degli amori infelici/l'ultima occasione per attori e attrici”), la paterna “Grand'uomo”, che canta l'amore per un figlio che cresce; la riflessiva “Mai più come te” (“E com'è sempre tardi per amare/e l'amore è la pena da scontare/per non volere stare soli”) e via baglioneggiando, nel bene come nel ma le. “Sono io, l'uomo della storia accanto” finisce così per
suonare più baglioniano di Claudio Baglioni stesso. I fan dello zoccolo duro apprezzeranno. Chi non ha mai sopportato “Poster” e quella famosa maglietta fina troverà nuovi motivi per spostare il selettore della frequenza in radio.

(fonte: RockingtheMail)


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