Patti Smith incanta lo Sferisterio


Elena Bartolucci

31 Lug 2013 - Commenti live!

Un momento del concertoMacerata (MC). Lunedì 29 luglio 2013, l’Arena Sferisterio di Macerata accantona per un momento l’opera e lascia spazio all’indiscussa sacerdotessa del rock, Patti Smith.
Cantautrice, poetessa e fotografa: un’artista a 360 gradi molto amata e discussa al tempo stesso, che ha saputo, attraverso le sue canzoni, guadagnarsi un posto nell’olimpo delle leggende del rock.
La sua tappa marchigiana rientra nella serie dei sei imperdibili concerti che la Smith terrà insieme alla sua band in città prestigiose come Milano, Venezia, Prato, Palermo e Taormina.
L’arena di Macerata è gremita come non mai ed è impossibile non notare immediatamente quanto fosse eterogeneo il pubblico presente. Da giovanissimi in tenuta da concerto, con magliette variopinte e jeans strappati, a persone di mezza età con i propri nipoti adolescenti o persino gente più matura, che ha vissuto in pieno il ridente periodo del rock.
Ecco finalmente arrivare Patti Smith: una giacca larga, jeans e cappello bianco. I capelli grigi e arruffati le ricadono lungo le spalle, abbozzando delle trecce. Passo calmo e sguardo pieno d’affetto verso il suo pubblico a cui regala un accenno con la mano e un sorriso timido e dolcissimo.
Appena si avvicina al microfono e partono le note inconfondibili di Dancing Barefoot, si scatena di nuovo l’applauso dei fan, che si lasciano andare e cantano insieme a lei per tutto il tempo.
Con le sue movenze e i piccoli passi di danza accennati è impossibile non accorgersi quanto sia un tutt’uno con la sua musica e grazie al suo timbro inconfondibile, a tratti dolce e a tratti graffiante, riesce a ipnotizzare a tal punto il pubblico da offuscare la bravura esagerata della sua band.
Piccolo colpo di scena quando decide di compiere un esperimento in onore del padre di cui ricorreva il compleanno nello stesso giorno e con il quale amava ascoltare la musica classica dei grandi compositori italiani (anche più tardi ha dedicato una canzone al bicentenario di Verdi): accenna alcune note di una famosa aria di Puccini, scusandosi più volte per l’incertezza con cui ha eseguito le poche note e per la sua terribile pronuncia italiana, ma è stato un momento davvero particolare.
A metà del concerto Patti Smith si allontana, lasciando il palcoscenico alla musica della sua band, ma ha fatto quasi subito capolino da dietro le quinte e con leggerezza è scesa verso la platea, ballando e abbracciando la calca di fan che le sono corsi incontro.
Oltre ad eseguire alcuni dei brani tratti dal celeberrimo album Horses (considerato uno dei migliori album rock della storia), Patti Smith e i suoi musicisti (tra cui il suo storico collaboratore Lenny Kaye) hanno proposto anche dei pezzi del suo nuovo progetto discografico Banga (primo disco di inediti dal 2004), tra cui l’omonima canzone che intitola il suo undicesimo album caratterizzata da un’incisività pazzesca e anche la struggente e meravigliosa This Is The Girl in memoria della giovane cantante scomparsa Amy Winhehouse.
Magnifiche e intense le esecuzioni di Summertime Blues, Free Money e nel finale tutto in crescendo degli storici brani come Gloria.
All’accenno di Because The Night (con la dedica al marito scomparso Fred per cui la canzone era stata scritta insieme a Bruce Springsteen) il pubblico, incontenibile, ha raggiunto i piedi del palcoscenico dello Sferisterio, saltellando e alzando le mani al ritmo della celebre canzone e cantando a squarciagola ogni singolo istante.
Al termine della serata è arrivato il momento di ascoltare People Have The Power, con la quale Patti Smith incita alla libertà, ripetendo più volte “Be free”; rimane poi sullo stesso filone di pensiero, quando conclude con la sua versione di My generation, con cui invoca il pubblico a non arrendersi e di guardare al futuro. In mano stringe una chitarra alla quale incomincia a staccare le corde una ad una, ribadendo il concetto di come quelle corde siano il simbolo della musica della sua generazione, ma anche di tutte quelle a venire. Per questo motivo, secondo le sue parole, tutti noi dobbiamo cercare di donare un mondo più libero e pulito ai bambini delle generazioni future, che non sanno ancora cosa li attendono.
Dopo oltre quarant’anni di carriera Patti Smith è riuscita ad esibirsi con la stessa grinta e lo stesso spirito aggressivo e dolce degli esordi dei lontani anni ’70, dimostrando che l’anima ribelle delle sue canzoni e i messaggi che contenevano sono ancora attualissimi.

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