Ottimo “Mai più Majorana” al Teatro degli Angeli


di Alessandra Lupi

20 Gen 2026 - Commenti teatro

“Mai più Majorana” visto al Teatro degli Angeli di Milano, lascia inquietudine e domande aperte. Lo spettacolo è ben riuscito e ottimamente recitato da Francesco Maruccia e Anna Manella.

(Foto fornite dall’ufficio stampa del teatro)

Milano 17.01.2026 – Andare a teatro per vedere uno spettacolo su Ettore Majorana suscita subito curiosità, quella legata alla vicenda di un genio della fisica scomparso senza lasciare traccia. La scenografia colpisce subito: una grande lavagna occupa lo spazio e sul palco vediamo Francesco Maruccia, nei panni di Majorana, sdraiato su una scrivania piena di fogli. Una voce accompagna l’inizio in questa atmosfera sospesa, che crea il tono surreale della rappresentazione.

La narrazione prende forma con un cambio di luce che illumina Anna Manella, nei panni di una giornalista sulle tracce di Majorana. La vediamo al telefono, agitata ed entusiasta, mentre spiega il motivo della sua presenza lì: ha scoperto che quella è la stanza dell’Hotel Bologna di Napoli dove Majorana soggiornò poco prima della sua scomparsa nel 1938. Da qui parte la storia. Anna vuole capire, dare una risposta a un mistero che da decenni affascina studiosi e appassionati.  È un espediente narrativo semplice ma efficace per introdurre il motore della storia.

La luce su Anna si spegne, si accende quella sul fisico. Majorana si volta verso il pubblico, rompe la quarta parete e ci accoglie come se fossimo studenti della sua classe di fisica quantistica. È solo quando entrambe le luci rimangono accese che i due piani temporali collidono: i personaggi iniziano a interagire, trasformando la stanza d’albergo in un luogo fuori dal tempo.

Le luci guidano lo spettatore, passando da un personaggio all’altro o illuminandoli entrambi. Majorana parla spesso direttamente al pubblico, Anna invece è chiusa nella sua ricerca, quasi ossessionata. Quando i due mondi si toccano, la stanza d’albergo diventa uno spazio fuori dal tempo, dove la vita di Majorana e l’indagine di Anna si intrecciano. Dal punto di vista visivo tutto funziona e si segue senza difficoltà.

Francesco Maruccia interpreta un Majorana diverso dal solito. Non è uno scienziato freddo e distante, ma un uomo pieno di rabbia e delusione, quasi stanco della scienza. C’è un momento, accompagnato da una musica inquietante, in cui questa rabbia esplode in un lungo monologo. È uno dei passaggi più forti dello spettacolo e mostra tutta la profondità del personaggio.

Anna Manella interpreta chi cerca risposte. Il suo personaggio fa da ponte tra il pubblico e il mistero di Majorana. La vediamo fare domande, insistere, cercare di mettere insieme i pezzi.  

Non c’è da aspettarsi uno spettacolo che spieghi bene la fisica di Majorana o la sua carriera accademica, la scienza resta sullo sfondo. Si accenna alla meccanica quantistica e alle particelle, ma senza entrare nei dettagli. Il centro dello spettacolo è un altro: perché una persona decide di sparire? Cosa vuol dire rifiutare il proprio passato? Quanto pesano le scelte che facciamo o non facciamo?

Lo spettacolo non dà risposte definitive, il mistero rimane, non sempre bisogna chiudere il cerchio.

“Mai più Majorana” è uno spettacolo riuscito. Gli attori sono solidi e il racconto tiene insieme bene i vari elementi. La scelta di puntare più sull’interiorità che sulla ricostruzione storica funziona ne esce un lavoro che lascia una sensazione di inquietudine e molte domande aperte.

“Mai più Majorana”

  • di Francesco Maruccia, Anna Manella, Leonardo Castellani
  • con Anna Manella, Francesco Maruccia
  • ideazione e drammaturgia Francesco Maruccia
  • drammaturgia fisica Leonardo Castellani
  • assistenza al percorso drammaturgico Ginevra Salvaggio
  • consulenze scientifiche Rita Invernizzi, Cecilia Ferrari, Andrea Panozzo, Isabella Salvaggio
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