Ottima “Carmen” al Teatro la Fortuna di Fano
di Roberta Rocchetti
4 Apr 2026 - Commenti classica
Successo e applausi per tutti i comparti di questa “Carmen” andata in scena al Teatro della Fortuna di Fano (AN). Ovazione dal pubblico per la Micaela di Valentina Mastrangelo. Regia e scene di Filippo Tonon. Direzione musicale di Riccardo Bisatti.
(Foto di Marilena Imbrescia)
Ah che sarà, che sarà… si chiedeva Chico Buarque in uno dei suoi brani più famosi che non ha ragione né vergogna, quel che non ha ragione, quel che non ha misura…se lo chiedeva in merito a quella forza viscerale, ancestrale, arcaica, totalmente incontrollabile a cui ogni essere vivente è soggetto e che prescinde da tutto, la forza della vita che per farsi strada passa anche attraverso la morte.
L’uomo con il suo potenziale cognitivo che ha poi deciso in uno slancio di autostima di chiamare intelligenza ha dato a questa forza molti nomi, forse nel tentativo di codificarla e dunque controllarla, analizzarla, dominarla.
Riemerge Carmen dal 1875 a ricordarci che non è possibile, che ciò che di animale abbiamo dentro non potrà mai essere del tutto domato dalla ragione.
Carmen è arrivata sul palcoscenico del Teatro della Fortuna di Fano sabato 28 marzo, ultima tappa di una produzione che ha visto l’opera approdare prima a Fermo poi ad Ascoli Piceno.
La regia e le scene sono di Filippo Tonon, che la ambienta all’epoca in cui l’opera è stata scritta e cioè durante la seconda rivoluzione industriale, il sipario si apre su uno scenario Industrial, tubi, soppalchi, polvere, buio, ruggine, ma un degrado controllato, quasi un loft metropolitano.
Anche i costumi, sempre di Tonon in collaborazione con Carla Galleri, appaiono inizialmente in linea con la volontà di minimalismo visivo anche se in corso d’opera si indugia di più verso l’iconografia classica comprese le balze e i tessuti a pois giganti.
L’Orchestra Sinfonica Rossini precisa e adamantina come sempre segue il direttore Riccardo Bisatti nella visione interpretativa che sposa quella di Tonon, uno sguardo nelle ombre ma in quelle meno pericolose, quelle controllate, volute, dominate.
Ottimi gli interpreti senza eccezione, a partire dalla protagonista interpretata da Teresa Iervolino, voce di grande gradevolezza e duttilità, agile e dal timbro che ricorda il velluto non ostentato di un petalo di rosa.
Il Don José di Riccardo Della Sciucca si è confermato e potenziato a mano a mano che la vicenda avanzava, lirismo sostenuto e buona tenuta.
Si è guadagnata un’ovazione dal pubblico la Micaela di Valentina Mastrangelo, impeccabile, Micaela deve essere così, non c’è altro da aggiungere.
Elegante e spavaldo, senza esitazioni vocali l’Escamillo di lusso di Simone Alberghini.
Frasquita e Mercédès sono state portate in scena rispettivamente da Camilla Console e Carlotta Vichi, Moralès da Giacomo Medici, Remendado da Roberto Mancini Virgili e le Dancaïre da Ernesto de Nittis, Piersilvio De Santis ha rivestito il ruolo di Zuniga.
Il Coro del Teatro della Fortuna guidato da Mirca Rosciani è stato affiancato dal magnifico Coro di voci bianche sempre del teatro fanese guidato da Francesco Santini.
Le coreografie di Maria José Leon Soto.
Un ensemble vocale davvero ineccepibile che forse avremmo preferito vedere sfruttata su una struttura registica e interpretativa dal punto di vista musicale un po’ più sanguigna, dove si potesse intravedere di più quella forza di cui parla Chico Buarque, senza il timore che sfugga di mano, perché tanto in ogni caso, sfugge.
Successo e applausi per tutti a fine serata.












