Nureyev ricordato al Teatro di Ostia Antica


Federica Baioni

29 Lug 2003 - Commenti classica

Ostia Antica (Roma) – Il mondo della danza italiana ed internazionale saluta e rende omaggio a Rudolph Nureyev coreografo e ballerino scomparso dieci anni fa. L'occasione: il Festival Euro Mediterraneo alla sua terza edizione capitanato dall'instancabile organizzatore e direttore artistico Enrico Castiglione. Tante etoile della danza tra cui: Maximiliano Guerra, Anita Magyari, Oriella Dorella, Nilas Martins, Christina Olsson e molti altri si sono esibiti sul palco del Teatro di Ostia Antica domenica 27 Luglio sfidando l'umidità e la pericolosità del palco scivoloso in linoleum sostituito dopo il primo pas de deux di repertorio Il Lago dei Cigni e, malgrado una regia ed una fonica arrangiate per l'occasione, danno tutti il meglio ricordando il grande Maestro: Rudy. Tante le variazioni e i pas de deux di repertorio presenti nel programma del Gran Gala: dal Lago dei Cigni alla Bella Addormentata allo Schiaccianoci (quest'ultimo su coreografie dello stesso Nureyev) per citare i più classici sino a Don Quixote e The Lesson mirabile storia al confine tra il musical ed il teatro – danza ballata da un straordinaria Oriella Dorella, veterana interprete in grandissima forma. Lo spettacolo inizia con un'immagine suggestiva di Nureyev che sorride riflesso nel proiettore al centro della scena, a fianco a lui sulla quinta di destra Luigi Pignotti, manager storico del ballerino scomparso che, visibilmente commosso, legge due righe in sua memoria. La platea attonita segue con viva partecipazione ed il suggestivo scenario degli scavi di Ostia Antica suggella una delle scene più indimenticabili della storia del balletto. Il programma inizia con alcuni pas de deux di repertorio per eccellenza tratti da Il Lago dei Cigni. I due ballerini Alessandro Grillo e Maria Francesca Garritano sono i primi a tenere a battesimo il palcoscenico, che nonostante l'umidità e la pericolosa scivolosità della superficie, non distoglie i due dal piroettare in onore del Maestro. L'impraticabilità e la scivolosità del materiale che riveste il palcoscenico fa tentennare i due sulla prima variazione e sarà solo dopo l'inizio del secondo intervento in programma l'assolo da Il Corsaro, ballato dal bravo e atletico Massimo Garon e la sua improvvisa caduta al suolo, a convincere i tecnici e l'organizzazione a rimuovere con un intervento immediato e pronto il materiale di rivestimento preferendo le spoglie e ruvide tavole dell'antico palco al più scenografico ma pericoloso linoleum nero. E così dopo aver tirato un sospiro di sollievo da parte dei più in ansia per le evoluzioni dei tersicorei, il programma continua con l'entrata in scena della coppia più attesa della serata: l'etoile Maximiliano Guerra e Anita Magyari stella del Teatro alla Scala di Milano in un mirabile e romantico passo a due tratto da La Bella Addormentata. E' la volta poi di Nilas Martins, figlio dello storico coreografo e ballerino statunitense Peter Martins (ex direttore del New York City Ballett) accompagnato dall'eterea e sorridente partner Christina Olsson ne L'Infiorata a Genzano. Dopo una breve pausa il programma continua e le variazioni in onore di Nureyev si fanno via via più interessanti: di notevole interesse l'intervento di Oriella Dorella in The Lesson ballata e coreografata a suo tempo insieme allo stesso Rudy. L'energia, l'espressività , la precisione meticolosa ed il rigore di un'interprete come la Dorella, che impersona la sfortunata allieva nella storia, suscita struggente commozione. Di non meno rilievo la variazione tratta da Lo Schiaccianoci su coreografie “rivoluzionarie” dello stesso Nureyev ballata dal bravo Alessandro Grillo che ricorda a tratti per la vigorosità e la somiglianza fisica il coreografo scomparso. E ancora La Bella Addormentata che vede impegnati nei volteggi stavolta Massimo Garon e Antonella Albano molto precisa e tecnicamente pulita quest'ultima nel movimento, merita senza dubbio un'elogio per la sua performance. Poi il gran finale assegnato alla coppia Magyari – Guerra in una conclusione tutta all'insegna del duende spagnolo su musiche coinvolgenti tratte dal Don Quixote di Minkus. Si conclude così il Galà in onore del grande Rudolph Nureyev coreografo eccezionale dotato di genio e sregolatezza ma indimenticabile per aver lasciato un'impronta inconfondibile nella storia della danza classica di questo secolo.

(Federica Baioni)


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