Nostra intervista al duo jazz & blues The Jolly Shoes Sisters


a cura della Redazione

23 Mar 2021 - Commenti live!

Abbiamo incontrato, per un’intervista, Laura Fedele e Veronica Sbergia, duo The Jolly Shoes Sisters, di cui ci siamo già occupati su queste pagine all’uscita di Like Aretha used to sing.

Il duo The Jolly Shoes Sisters nasce nel 2019 dall’incontro di Laura Fedele e Veronica Sbergia, due anime jazz & blues dalla strepitosa vocalità, veterane dei palchi nazionali e internazionali.

The Jolly Shoes Sisters propongono con invidiabile smalto interpretativo una selezione di hot jazz e swing, restituendo con sirito ludico le suggestioni di un periodo che va dai Roaring Twenties, “I ruggenti anni venti”, agli anni quaranta.

Polistrumentiste e autentiche virtuose della voce, The Jolly Shoes Sisters coniugano tradizione e modernità, regalando all’ascoltatore un felice, talora serrato, interplay vocale e architetture pianistiche sofisticate e brullanti, puntellate dalla ritmicità primitiva e coinvolgente del washboard.

Alle riletture del canzoniere degli anni Venti-quaranta, nelle quali sembrano convivere rigore filologico e gusto per la sperimentazione, si affiancano, in scaletta, brani originali: vere e proprie topical song “al femminile”, sempre in linea, nelle sonorità, con le atmosfere musicali care al duo.

Dal 16 febbraio è in radio e su tutte le piattaforme digitali il brano Like Aretha used to sing, una topical song “al femminile” dalla travolgente veste swing and roll.

Del brano, interamente scritto da Laura Fedele (e già premiato nel 2019 dalla Fondazione Estro Musicale, nell’ambito del concorso riservato agli inediti, sezione Jazz) è stata realizzata dal duo una nuova versione, accompagnata dal videoclip ufficiale, per la regia di Danilo Sbergia.

Registrato in presa diretta a Il Cortile Studio da Massimo Caso e Amedeo Bianchi, con la partecipazione di Franco Cristaldi al basso, il brano è distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records del musicista e produttore Salvatore Papotto. Special guest Enrico Rava, al flicorno. Del brano e relativo video ce ne siamo già occupati sul nostro magazine: https://www.musiculturaonline.it/uscito-like-aretha-used-to-sing-di-the-jolly-shoes-sisters-feat-enrico-rava/.

Musiculturaonline ha incontrato Laura e Veronica per una chiacchierata sul loro progetto musicale.

D. Come ha preso forma il brano Like Aretha used to sing, dal messaggio così importante?

R. Veronica: Il brano è stato composto da Laura, che me lo ha proposto già nella sua forma finale. Lascio quindi a lei il racconto del processo creativo che lo ha generato. Laura: Amo scrivere brani, lo faccio da sempre. Il pezzo è stato concepito, musicalmente, apposta per l’intreccio delle nostre voci; riguardo al testo, è un argomento che da sempre mi sta a cuore. Ogni artista ha l’opportunità di divulgare il proprio pensiero, e questo è il nostro piccolo tributo alla celebrazione della libertà individuale.

D. Il duo The Jolly Shoes Sisters nasce nel 2019… come è avvenuto il vostro incontro artistico? 

R. Veronica: Conosco Laura artisticamente da molto tempo e l’ho sempre ammirata e stimata molto. L’incontro di persona è avvenuto grazie ad amici comuni, in una bella serata informale dove abbiamo avuto modo di cantare insieme. La scintilla è scattata in quell’occasione e dopo qualche tempo abbiamo tentato di rendere più “serio” quel divertimento provato a jammare insieme su blues, jazz e gospel…et voilà! Sono nate le Jolly Shoes Sisters! Laura: Io e Veronica ci conosciamo, e ci stimiamo, da molto tempo; pur muovendoci in contesti e situazioni differenti, abbiamo in comune l’amore per il blues e per un certo tipo di sonorità legate al jazz tradizionale. Era da tempo che avevo voglia di tornare un po’ alle “origini”, ovvero al jazz degli anni 20/30; in più, mi piaceva l’idea di lavorare a due voci, una passione che ho sempre avuto. E Veronica era semplicemente perfetta per questo progetto: quindi, con entusiasmo, gliel’ho proposto e lei, con entusiasmo, ha accettato.

D. C’è un pezzo del vostro repertorio che vi è particolarmente caro?

R. Laura: Amo tutto il nostro repertorio ma, forse, scelgo St. James Infermery, un brano struggente e drammatico. Veronica: Amo molto Like Aretha used to sing, per il messaggio che porta e l’energia che trasmette…nel nostro repertorio abbiamo anche pezzi “tradizionali” e tra questi il mio preferito è I’ll see you C.U.B.A. di Irving Berlin.

D. Avete entrambe calcato importanti palchi nazionali e internazionali. Qual è l’esperienza che ricordate con maggiore orgoglio o emozione?

R. Laura: Difficile dirlo…In tanti anni di attività, le belle esperienze non sono mancate. Rimanendo in tempi più recenti, devo dire che la mia partecipazione a The Voice Senior 2020 è stata gratificante: sono riuscita a portare su Rai 1, in prima serata, due brani entrambi da me arrangiati, e tutt’altro che “coverizzati”. In pratica, ho portato me stessa, il mio mondo musicale, senza compromessi. Una bella soddisfazione! Veronica: personalmente ho provato una grande emozione quando mi sono esibita all’Edinburgh Jazz & Blues Festival, in un tendone da cabaret in stile anni ’20 e davanti ad un pubblico di grandi conoscitori del genere.

D. Qual è lo stato di salute del jazz in Italia?

R. Veronica: Io mi muovo più nell’ambito del blues che del jazz, lascio a Laura il compito di rispondere a questa domanda. Laura: Ahi… Non godeva di ottima salute già prima del Covid; poi, il virus ha dato la mazzata finale.

D. Ci dite la vostra sul dilemma tra purismo e contaminazioni nel jazz?

R. Veronica: Come risposto precedentemente, non sono troppo addentro al mondo jazzistico ma, se possibile, risponderei che, per qualsiasi genere musicale, è fondamentale la contaminazione. Il jazz stesso non esisterebbe se il blues non fosse stato contaminato a sua volta…poi si può decidere di perseguire una strada musicale che porta verso una direzione piuttosto che un’altra. Laura: Sono sempre stata a favore delle contaminazioni. No a limiti e confini nella musica!

D. Tre nomi che non possono mancare nella vostra playlist musicale?

R. Laura: Ray Charles, Carmen Mac Rae, gli U2. Veronica: Sister Rosetta Tharpe, Billie Holiday, Fred Buscaglione.

D. Libro attualmente sul comodino?

R. Laura: Sono una divoratrice di thriller… Attualmente, La sedia vuota di Jeffery Deaver. Veronica: Screening the Blues di Paul Oliver.

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