Musica e gioco: colonne sonore per film memorabili


a cura della Redazione

7 Ago 2026 - Approfondimenti cinema, Approfondimenti live

Sei delle canzoni più iconiche utilizzate in film memorabili nelle sequenze ambientate in sale da gioco.

Musica e cinema sono stati fondamentali per costruire l’immaginario estetico dell’intrattenimento odierno, su questo c’è poco da fare. Ad oggi dovunque ci si voglia divertire in qualche maniera si entra sempre a contatto con qualcosa che cinema e musica hanno predato da un punto di vista cronologico.

Non fanno eccezione nemmeno i casino online italiani di oggi, che tra interfacce utente e colonne sonore devono moltissimo proprio a un immaginario fatto di quasi cento anni di produzioni. Non tutti sanno che alcuni dei brani più iconici della storia della popular music siano nati proprio per accompagnare alcune scene legate al mondo del gioco arrivate sul grande schermo, diventando poi dei classici eterni del mondo della musica.

Oggi andiamo a vedere più nel dettaglio proprio questo, esaminando più da vicino sei specifiche canzoni che si sono dimostrate capaci di raccontare determinate emozioni incrociandosi con alcune specifiche sceneggiature, per un’eredità sonora che continua a farsi sentire anche all’interno delle produzioni più recenti.

Da Frank Sinatra a Las Vegas

Bulli e Pupe è un film del 1955, diretto da Joseph L. Mankiewicz, con protagonisti Marlon Brando e Frank Sinatra, in quel momento due dei nomi più importanti di tutto il mondo cinematografico; di Sinatra è la fondamentale “Luck Be A Lady”, canzone che è utilizzata dalla sceneggiatura per far pregare il personaggio di Marlon Brando per la fortuna prima di lanciare i dadi durante una partita clandestina di craps, in uno dei numeri musicali più citati dell’epoca d’oro di Hollywood.

Di pari importanza è invece Elvis Presley con la sua “Viva Las Vegas”, canzone centrale della colonna sonora del film omonimo, diretto da George Sidney, uscito durante il corso del 1964 e che rappresenta forse il più grande esempio di colossale campagna pubblicitaria per una singola città. Viva Las Vegas, infatti, è sia musicalmente che cinematograficamente un inno vero e proprio alla città del gioco, diventata poi fonte di ispirazione per innumerevoli esempi di roulette e altri giochi di fortuna come la slot machine sweet bonanza.

Diverso il caso di “House of the Rising Sun” degli Animals, brano del 1964 diventato celebre a sé ma riutilizzato magistralmente da Martin Scorsese nel suo “Casino” del 1995, durante una delle sequenze più cupe e violente dell’intero film, quasi a fare da contrappunto sonoro alla spirale di violenza narrata sullo schermo; in questo caso parliamo di una canzone che già era molto famosa ma che con la scelta di Scorsese diventa un presagio ineluttabile.

Gioco e spie vanno a braccetto da sempre

Se c’è un tipo di cinema che ha contribuito più di altri a costruire per i casinò un’estetica “pop” questo è quello legato ai film di spionaggio/rapine e, nello specifico, al personaggio di James Bond.

Ad esempio “You Know My Name” di Chris Cornell, tema portante del bellissimo film “Casino Royale” del 2006, diretto da Martin Campbell, accompagna un Bond più cupo e spietato all’interno di un film che ruota letteralmente attorno a una partita di poker dalla posta altissima, capace di ridefinire l’intero immaginario dell’agente segreto per una nuova generazione di spettatori. Rimanendo sempre nei panni dell’agente segreto sintetizzato da Ian Fleming troviamo “Goldfinger” di Shirley Bassey, che nel 1964 apre uno dei capitoli più celebri della saga con una sequenza ambientata in un casinò di Miami, prima ancora che la trama si sposti su Fort Knox in una delle aperture più memorabili dell’intera saga cinematografica.

Fuori dall’universo di Bond ci sono tante possibili selezioni interessanti ma è difficile non citare “Ain’t That a Kick in the Head” di Dean Martin, utilizzata nei titoli di coda di “Ocean’s Eleven” del 2001, diretto da Steven Soderbergh: la canzone viene riprodotta mentre la banda capitanata da Danny Ocean osserva in silenzio le fontane del Bellagio a conclusione di quello che è stato un colpo quasi perfetto, ad altissimo rischio ma capace di restituire emozioni che hanno trasformato quella di Ocean’s in una della saghe più popolari degli anni duemila.

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