“Millennials”, Ferrara e i giovani al “Tropea Film Festival”
a cura di Vincenzo Pasquali
20 Set 2025 - Commenti cinema
Al “Tropea Film Festival” 2025 è stata presentata la serie “Millennials” di Ludovica Lirosi. Abel Ferrara, Presidente di Giuria, lancia un messaggio di speranza ai giovani.
“MILLENNIALS” LA SERIE SCRITTA E DIRETTA DA LUDOVICA LIROSI
Al Tropea Film Festival diretto da Emanuele Bertucci, è stata presentata in anteprima la serie Millennials, scritta e diretta da Ludovica Lirosi e prodotta da LULIFILM.
La serie, distribuita da Mediterráneo (Mediaset España Group) e Rai Com, è una dramedy che racconta senza filtri la vita dei giovani, con un realismo tagliente, profondità emotiva e uno sguardo ironico sulle complessità della generazione moderna. La serie affronta relazioni tossiche, sessualità, salute mentale, solitudine, legami familiari e l’impatto dei social media.
Millennials è una serie corale che ha in Irene (Julia Liros) la sua protagonista: una giovane ironica e passionale, intrappolata in una relazione tossica con l’ex fidanzato Michael (Gaetano Marsico), da cui subisce violenza psicologica e fisica. Attorno a lei prendono vita le vicende di Giovanni (Matteo Germinario), alla ricerca di amore in legami sbagliati, di Anna (Angelica Pisilli), star dei social divisa tra immagine perfetta e fragilità familiari, e di Michele (Derli Do Rosario Soares).
Accanto a questi quattro personaggi principali si intrecciano numerose altre storie, tra cui quella di Luis Molteni (Nino), in una delle sue ultime interpretazioni, a cui la serie rende omaggio.
Millennials racconta il caos emotivo di una generazione divisa tra sogni infranti, illusioni digitali e relazioni che oscillano costantemente tra passione e autodistruzione.
Il cast, composto da oltre 60 interpreti, include anche, tra i personaggi ricorrenti, Stefano Dichiara (Lorenzo), Yuri Pascale Langer (Eduardo), Silvia Rodríguez Pérez (Maria), Gianfilippo Chiarello (Carmine), Francesca Vannini (Sara) e molti altri.
La regista Ludovica Lirosi, vincitrice di oltre 40 premi internazionali, porta sullo schermo uno stile che richiama produzioni di culto come Euphoria, Skins e Normal People, con una narrazione sincera, dinamica e pensata per un pubblico giovane e contemporaneo.


Millennials sarà disponibile presto con 10 puntate, con una distribuzione che punta al mercato internazionale, tra Europa e Stati Uniti e America Latina.
«Ho voluto raccontare i giovani di oggi senza maschere né filtri, mettendo in luce la loro forza ma anche le loro fragilità», dichiara la regista Ludovica Lirosi. «Ogni personaggio porta con sé una parte di realtà che spesso resta nascosta».
Con la presentazione al Tropea Film Festival, la serie si affaccia per la prima volta al pubblico e agli addetti ai lavori, confermando la centralità del festival come vetrina per le nuove produzioni audiovisive italiane di respiro internazionale.
ABEL FERRARA AL TROPEA FILM FESTIVAL: “NON ABBIATE PAURA NÉ DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, NÉ DI PUTIN”
Al Tropea Film Festival 2025, che anche quest’anno ha accolto giovani registi e nuove storie, il Presidente di Giuria Abel Ferrara non ha usato mezzi termini. Nel corso dell’incontro con il pubblico e gli studenti moderato dalla giornalista Cristiana Allievi, il regista newyorkese ha lanciato un messaggio forte, legando l’arte cinematografica al dovere morale di scegliere la vita in un mondo attraversato da conflitti e violenza.
«Quella che stiamo vedendo a Gaza è la terza guerra mondiale», ha detto Ferrara. «Solo ottant’anni fa ottanta milioni di persone sono state uccise nella Seconda guerra mondiale. E oggi siamo di nuovo sul punto di qualcosa del genere. Quindi cosa possiamo fare? Ucciderci come in Ucraina o a Gaza? No. Qui facciamo vedere dei film. Abbiamo un festival che è dedicato a dei giovani registi. Non puoi essere timido nell’ambiente cinematografico. Devi scegliere: la vita o la morte».
Ferrara ha invitato i giovani a farsi carico di una responsabilità: «Chi governa il mondo spesso pensa solo alla morte, ma i registi, quelli che lo diventeranno, devono capire che il mondo va mostrato com’è, che il mondo è un bel posto. Il cinema è un atto di vita. Io stesso ho iniziato a girare a 16 anni, all’università. Alcuni film non li ha visti nessuno, poi altri sono diventati famosi. Non è questione di essere diversi, ma di crescere e cambiare».
Il regista ha raccontato la sua esperienza personale, parlando del suo ruolo di padre e della sua evoluzione artistica, ma ha soprattutto sottolineato l’importanza di non dimenticare le radici e di guardare alla lezione dei grandi del passato: «Pasolini era una star internazionale, ma il suo amore era per il suo Paese. Ha vissuto ed è morto in una battaglia senza fine per rendere l’Italia e la sua gente migliori».
Ferrara ha ricordato il primo film di Pasolini che vide da ragazzo, Il Decameron, in una sala di New York: «Vedere su uno schermo la gente reale del Sud Italia – Puglia, Sicilia, Calabria – era qualcosa di potentissimo. Nel Bronx ero circondato da italiani del Sud. Era il potere dell’Italia vera».
Alla domanda su cosa dire ai giovani che vogliono diventare registi, Ferrara ha risposto senza fronzoli: «Gira, gira, gira. Anche con il telefono. Hai una videocamera, hai il mondo. Non ci sono scuse. Non sei mai troppo giovane. Puoi persino combattere Trump con il cellulare. Non abbiate paura né dell’intelligenza artificiale né di Putin».
Il Tropea Film Festival si è confermato così non solo vetrina del cinema emergente ma anche luogo di confronto e coscienza civile, dove il cinema diventa linguaggio e scelta di vita.




