MIKA strabilia il pubblico del Festival dei Due Mondi


di Elena Bartolucci

2 Lug 2026 - Commenti live!

Un concerto incredibile che, grazie a una nuova forma narrativa sinfonica, ha fatto capire quanto il pop sia versatile.

(Foto Collettivo Opera Studio / Fabrizio Sansoni e Andrea Boccalini)

Spoleto – Martedì 30 giugno, nella magnifica Piazza Duomo del comune umbro, il poliedrico artista Mika (nome d’arte di Michael Holbrook Penniman Jr.) ha incantato il numeroso pubblico del Festival dei Due Mondi regalando un concerto in una veste alquanto insolita per i suoi standard canori.

Autore, cantante e performer, ha saputo nell’arco degli ultimi vent’anni fare della contaminazione il proprio tratto distintivo, intrecciando un immaginario pop dirompente con una scrittura melodica che affonda le radici nella tradizione classica.

Il concerto rappresenta quindi la sintesi perfetta di questo suo percorso artistico che ha sempre vissuto il confine tra mondi apparentemente inconciliabili.

Fin dall’esordio con Life in Cartoon Motion (2007), la popstar di origini libanesi ha dimostrato come una scrittura brillante, teatrale e immediatamente accessibile potesse convivere con una costruzione musicale sofisticata.

Prima delle hit radiofoniche e delle tournée internazionali, Mika aveva trovato conforto nella musica classica grazie agli studi di pianoforte e canto che lo hanno condotto giovanissimo sul palcoscenico della Royal Opera House di Londra. Quando la sua voce cambiò improvvisamente, la crisi che dovette affrontare in età adolescenziale lo portò comunque a scoprire altri generi musicali oltre alla musica classica e iniziò a scrivere segretamente nuovi pezzi ispirandosi a cantanti dell’epoca moderna e contemporanea.

Proprio quella formazione classica e l’esplorazione del pop moderno, lo hanno fatto diventare l’artista conosciuto a livello internazionale che è oggi.

Per il concerto MIKA SYMPHONIQUE, l’artista è stato accompagnato sul palco dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e dal Coro del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, diretti dal compositore canadese Simon Leclerc.

Mika ha proposto diversi dei suoi brani più celebri come ad esempio Relax, take it easy, Love Today, Happy Ending e Grace Kelly (che ha letteralmente infiammato il pubblico sul finale), i quali hanno però acquistato una nuova profondità sostenuta da una incredibile scrittura orchestrale e rappresentazione teatrale senza eguali.

Nella scaletta è comunque stata inanellata una serie di perle del suo repertorio, tra cui Toy Boy, Underwater, Rain, Last Party, I Went to Hell Last Night, Heroes, Love You When I’m Drunk, Science Fiction Lover, Modern Times e Origin of Love. Tra queste, il momento più intimo e toccante è stato l’esecuzione di Blue, una vera e propria lettera aperta alla madre scomparsa nel 2021, che ha sospeso l’atmosfera in un silenzio quasi sacro.

I coristi da sx: Max Taylor, Esme Bowdler e James Bradshaw

Dalle sfumature più malinconiche si è poi passati a una ventata di pura energia con i brani cantati in francese: l’intervento del coro in Boum Boum Boum è stato magnifico, mentre con Jane Birkin l’artista ha trascinato il pubblico nel ritornello, fino all’esplosione finale di Elle me dit (senza nessun agognato bis nonostante quasi più di due ore di concerto).

Grazie alla sua innata e straordinaria estensione vocale, in ogni brano è riuscito a passare con grande facilità da registri bassi ad acuti molto alti, spesso usando il falsetto in modo evidente e controllato.

Con questo concerto, Mika ha dimostrato che la musica è capace di parlare contemporaneamente sia agli appassionati di repertorio sinfonico sia al pubblico cresciuto con le classifiche di Top of the pops.

Parallelamente alla carriera discografica, ha saputo trasformare la propria popolarità in uno spazio di dialogo culturale, dal mondo televisivo fino all’impegno civile, dimostrando in ogni occasione come la qualità artistica non risiede nel genere, ma nella capacità di costruire un discorso musicale credibile.

Il suo innato carisma sul palco, la poeticità e la semplicità delle sue parole e la sua (quasi) timidezza nell’interagire con il pubblico lo rendono un cantante che è impossibile non amare. Questa sua profonda umiltà è emersa chiaramente quando l’artista ha preso la parola per esprimere la sua gratitudine: si è detto profondamente onorato di calcare un palcoscenico così prestigioso, un festival che fin dal lontano 1958 scrive la storia della cultura ospitando i più grandi nomi dell’arte internazionale.

Mika con Daniele Cipriani, direttore artistico del Festival dei Due Mondi

MIKA SYMPHONIQUE è stato il naturale incontro tra due mondi che parlano una lingua comune: non è sembrato affatto un compromesso per acchiappare più spettatori e tanto meno un raffinato esercizio di stile, ma un esperimento per dimostrare come le grandi canzoni possano sopravvivere al proprio tempo perché possiedono una struttura tanto solida da accogliere nuove armonizzazioni, nuovi suoni e nuovi significati.

Tag: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *