“MATTEO RICCI – LI MADOU” al MACERATAOPERA 2001


30 Lug 2001 - News classica

MACERATAOPERA

PRIMA ASSOLUTA

Abbazia di San Firmano Montelupone
1-3 agosto ore 21:30

MATTEO RICCI LI MADOU
In tutto fatto un China

Dieci quadri di un forestiero straordinario
Testo: Filippo Mignini
Musica e violoncello: Giovanni Sollima – Voce recitante: Ruggero Raimondi
Regia: Ivo Guerra
Regia del suono: Maurizio Curcio

Dopo il successo alla Scala con la prima di “Tempeste e ritratti”, con l'Orchestra Filarmonica diretta da Muti, e con “J. Beuys Song” alla Biennale Danza e al Teatro Massimo di Palermo, continua il personalissimo “Viaggio in Italia” – che è anche il titolo del suo ultimo CD – di Giovanni Sollima, trentanovenne compositore e violoncellista palermitano, avviato ormai da anni ad una carriera internazionale.
L'1 e il 3 agosto Sollima sarà a Macerata Opera, per la prima assoluta di un melologo scritto per Ruggero Raimondi, ispirato all'astronomo-missionario Matteo Ricci. Titolo: Matteo Ricci – Li Madou – “In tutto fatto un China” , dieci quadri di un forestiero straordinario – dove “Li Madou” è la trascrizione fonetica cinese del nome di Matteo Ricci e “in tutto fatto un China” l'espressione con la quale Matteo Ricci esprime la consapevolezza di essere stato accettato in Cina nella sua veste di straniero.
Alla scuola di Ignazio nel 1561 Matteo Ricci, a Macerata, apprese le lettere degli antichi e dei moderni, logica, dialettica, filosofia, retorica e arte della memoria; geometria ed algebra, geografia, cartografia e fisica, astronomia, meccanica e l'arte di misurare il tempo.
Inviato nelle Missioni d'India giunse a Goa nel 1578. Sbarcò a Macao nel 1582.
Disprezzato e solo, Matteo Ricci capisce che la religione cristiana non avrà credito in Cina finchè egli stesso non si sia fatto cinese. Si impone così all'attenzione dei letterati con il bagaglio ricchissimo delle sue conoscenze. Traduce in cinese i libri del sapere occidentale suscitando stupore e ne scrive, sempre in cinese, di propri. Diventa l'uomo del libro: un uomo che con successo ha portato l'Occidente in Oriente, protetto dall'Imperatore con il grado di mandarino, sostenuto dall'incrollabile fede cristiana ma anche da una altrettanto incrollabile fiducia nei frutti dell'amicizia.
Una straordinaria avventura intellettuale ed umana, raccontata attraverso la musica di Giovanni Sollima e la voce di Ruggero Raimondi sul testo interamente tratto dai Commentari e dalle Lettere di Matteo Ricci, a cura di Filippo Mignini, studioso della prima filosofia moderna ed eminente conoscitore di Spinoza, che da anni dedica le sue ricerche anche a grandi figure di maceratesi come Matteo Ricci, Alberico Gentili e Romolo Murri.

(a cura dell'Ufficio Stampa)

RUGGERO RAIMONDI Basso

Ruggero Raimondi è nato a Bologna ed ha iniziato gli studi musicali presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, proseguendoli successivamente a Roma, sotto la guida di Teresa Pediconi e del Maestro Piervenanzi.
Dopo aver vinto il Concorso Nazionale per giovani cantanti lirici a Spoleto, debutta nella stessa città il ruolo di Colline nè LA BOHà ME nell'ambito del Festival dei Due Mondi. Successivamente la grande occasione viene dall'Opera di Roma che lo chiama per una sostituzione nel ruolo di Procida nella produzione de I VESPRI SICILIANI dove ottiene straordinario successo di pubblico e critica. La sensazione di questo debutto gli vale una serie di inviti nei più importanti teatri internazionali: la Fenice di Venezia, il Teatro Regio di Torino, la Scala di Milano, il Comunale di Firenze, il Festival di Glyndebourne.
Ruggero Raimondi diviene presto personalità di fama mondiale grazie alla rara capacità di unire a qualità vocali d'eccezione una presenza scenica ed un talento espressivo da grandissimo attore. Queste caratteristiche lo portano a collaborazioni di altissimo livello con direttori come Claudio Abbado, Riccardo Muti, Herbert Von Karajan, Zubin Mehta, Lorin Maazel, Riccardo Chailly tra gli altri, e registi come Piero Faggioni, Jean-Pierre Ponnelle, Luca Ronconi e Giorgio Strehler.
Ruggero Raimondi ha al suo attivo un ricchissimo catalogo di registrazioni discografiche che spaziano da Rossini (IL BARBIERE DI SIVIGLIA, L'ITALIANA IN ALGERI, IL VIAGGIO à REIMS, MOSà IN EGITTO) a Verdi (del quale ha registrato tutti i grandi ruoli del repertorio da basso), a Puccini, a tutto Mozart, al repertorio francese e, più recentemente, anche quello russo, con un Boris Godunov diretto da Mstislav Rostropovich.
In particolare, tra le interpretazioni sue più significative degli ultimi anni, vanno ricordate quelle di “Filippo II” nel DON CARLO verdiano (registrato anche nella rara versione integrale in francese con la direzione di Claudio Abbado), e del protagonista del DON QUICHOTTE di Massenet, in una storica produzione di Piero Faggioni diretta da Georges Prà tre a Parigi e poi ripresa con medesimo successo a Venezia, Napoli, Firenze, Barcellona, Montecarlo, Parma.
Ha inoltre partecipato alle famose produzioni cinematografiche di DON GIOVANNI diretto da Joseph Losey, di CARMEN diretto da Francesco Rosi e di BORIS GODUNOV diretto da Andrej Zulawski.
Nel 1992 è stato Scarpia nella TOSCA prodotta da Ardermann nei luoghi e nelle ore originali in diretta da Roma, con Placido Domingo e Catherine Malfitano, diretta da Zubin Mehta.
Tra le interpretazioni ancora recenti, quella del “Conte” de LE NOZZE DI FIGARO, nella straordinaria produzione di Jonathan Miller diretta da Claudio Abbado all'Opera di Vienna, dove è stata realizzata la registrazione in Video dalla Sony Classics, ripresa poi a Ferrara e Tokyo.
Nel Giugno 1994 ha partecipato ad un concerto straordinario nella Biblioteca Nazionale di Sarajevo diretto da Zubin Mehta, accanto a Josè Carreras trasmesso da oltre 30 televisioni di tutto il mondo e dedicato alle vittime della tragedia della ex-Jugoslavia.
Nel marzo 1996 un importante debutto: Jago nella produzione OTELLO al Festival di Salisburgo sotto la direzione di Claudio Abbado. Nell 'estate 1996 ha partecipato al concerto diretto da Zubin Mehta dedicato ai Salmi di Davide, concerto che ha concluso le celebrazioni per i 3000 anni di Gerusalemme capitale di Israele.
Nonostante il vastissimo repertorio, Raimondi ama cimentarsi in nuovi ruoli, così ultimamento ha debuttato DON PASQUALE all'Opera di Zurigo e al Teatro Comunale di Bologna, FALSTAFF con il Mo. Claudio Abbado a Berlino e Ferrara e recentemente lo straordinario ruolo di Thomas Becket nel ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE di Pizzetti al Teatro Regio di Torino, mentre per il gennaio 2003 all'Opera di Nizza è in programma il suo primo “Hollà nder” in DER FLIEGENDE HOLLà NDER di Richard Wagner.

GIOVANNI SOLLIMA violoncello

Giovanni Sollima, violoncellista e compositore, nato Palermo nel 1962 da una famiglia di musicisti, si perfeziona a Salisburgo e Stoccolma con Antonio Janigro e Milko Kelemen.
Dopo tre anni con la European Community Young Orchestra di Claudio Abbado, intraprende una brillante attività concertistica, collaborando con direttori e solisti quali Sinopoli, Soudant, Delman, Inbal, Demus, Argerich.
Le sue composizioni, basate sulla originale fusione fra musica colta, rock, jazz ed etnica di area mediterranea, sono attualmente eseguite in tutto il mondo da grandi solisti e prestigiose orchestre . Con diversi gruppi strumentali esegue i suoi brani per violoncello e ensemble nelle più famose sale da concerto, dalla Carnegie Hall al Festival Internazionale di Istanbul.
Nel 1998, su invito di Philip Glass, realizza il CD Aquilarco, il brano per ensemble eseguito con la Giovanni Sollima Band e la partecipazione della voce recitante di Bob Wilson.
Nel 2000 scrive le musiche per il balletto di Karole Armitage Io, Giacomo Casanova
Nel 2001, per la Nonesuch/Warner, uscirà Violoncelles, vibrez! nell'esecuzione di Gibon Kremer con la Kremerata Baltica; nel giugno 2001 alla Biennale di Venezia e al Teatro di Verdura di Palermo andrà in scena lo spettacolo di danza da lui musicato J: Bauys Song , con la coreografia di Carolyn Carlson.
Nel 2002 andrà in scena a Ravenna Festival la sua prima opera lirica.

FILIPPO MIGNINI Autore

Ordinario di storia della filosofia nell'Università di Macerata e studioso della prima filosofia moderna, ha svolto indagini sistematiche anche su Medioevo e Rinascimento. I suoi studi su Sigieri, Cusano, Bruno e, sopra tutto, Spinoza sono apprezzati dalla comunità scientifica internazionale.
Da vari anni dedica specifiche ricerche anche a grandi figure di marchigiani, tra i quali Matteo Ricci, Alberico Gentili e Romolo Murri. Oltre alla pubblicazione di contributi su Ricci, ha promosso le recenti edizioni critiche delle due opere più importanti per la ricostruzione dell'esperienza storica del grande maceratese: Storia dell'introduzione della Compagnia di Gesù e Christianità nella Cina e Lettere.


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