“L’uomo, la bestia e la virtù” al Manzoni di Pistoia
a cura di Francesca Bruni
9 Dic 2025 - News teatro
Sabato 13 e domenica 14 dicembre, al Teatro Manzoni di Pistoia, andrà in scena “L’uomo, la bestia e la virtù” di Pirandello, con Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese. La regia è di Roberto Valerio. Il 14 sarà presente Francesca Bruni che farà il report dello spettacolo.
(Foto Pino Le Pera)


La Stagione di Prosa del Teatro Manzoni prosegue, sabato 13 (ore 20.45) e domenica 14 dicembre (ore 16) all’insegna della grande Prosa con L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, nuova produzione di Teatri di Pistoia realizzata, in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Andato in scena per la prima volta nel 1919,è forse il testo più anomalo di Pirandello: grottesco, onirico, folle, emblema dell’ipocrisia dei nostri tempi.
Lo spettacolo porta la firma, anche nell’adattamento, del regista Roberto Valerio che ha firmato molte produzioni di successo di Teatri di Pistoia, apprezzate da pubblico e critica, quali Tartufo, Casa di Bambola, Zio Vanja e Il Giuocatore: protagonisti Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese, affiancati da Beatrice Fedi, Massimo Grigò, Franca Penone, Lorenzo Prestipino e Mario Valiani. Scene e costumi sono di Guido Fiorato; Anselmo Luisi e Emiliano Pona hanno curato, rispettivamente, musiche e luci.
L’incontro con la compagnia, preziosa occasione di dialogo col pubblico, è in programma lunedì 15 dicembre, alle ore 18, nella sala del Teatro Manzoni, nell’ambito del ciclo “Il Teatro si racconta”, promosso con Unicoop Firenze – sezione soci Pistoia,
Dopo il debutto con grande successo a Udine in ottobre, lo spettacolo, nel corso della tournée, sarà prossimamente a Castelfiorentino, Pisa e Grosseto.
“Una commedia stranamente divertente – così Roberto Valerio, nelle note di regia – piena di situazioni anche comiche, dove però l’apparente semplicità del classico triangolo amoroso (marito, moglie, amante), cela tematiche forti che ci parlano ancora oggi. Il salvare le apparenze, l’ipocrisia, il perbenismo non sono forse ancora oggi nostre compagne di viaggio? La Morale che senso ha ai nostri giorni? E poi la morbosità del sesso, il possesso del corpo della donna amata … non sono forse ancora storie che ci appassionano e che spesso troviamo nelle pagine di cronaca nera dei giornali? In una scenografia onirica, i personaggi (da Pirandello introdotti con didascalie che li descrivono come degli animali), si muovono come sospesi in un tempo indefinito, sognanti come i Sei personaggi o come nel Non si sa come: perché in Pirandello il sogno spesso rivela più del reale o spesso la realtà coincide col sogno. E nulla più del racconto Teatrale (mai reale, ma specchio del reale) sa svelare i torbidi desideri, le meschinità, la violenza e il nero dell’animo umano.”
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