L’Opera da tre soldi a Cagli


Giosetta Guerra

19 Dic 2013 - Commenti classica, Musica classica

I protagonistiCagli (PU). L’opera da tre soldi (Die Dreigroschenoper), opera teatrale scritta da Bertolt Brecht, rielaborata dal Beggar’s Opera (Opera del mendicante) di John Gay, musicata da Kurt Weill e andata in scena per la prima volta nel 1928, è ambientata nella Londra vittoriana e pone rilevanti questioni politiche e sociali con intento provocatorio nei riguardi del pubblico borghese, descrivendo l’ambiente della malavita, dove il crimine non è elemento discriminante e il cinismo regola la quotidianità.
In Italia ha avuto diverse edizioni, ma rimane un punto di riferimento quella di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano con Tedeschi, Modugno e Milva, della quale ricordiamo la provocante interpretazione della ballata di Mackie Messer, Die Moritat von Mackie Messer, tema iniziale dell’opera.
Il protagonista è il noto criminale Macheath, detto Mackie Messer, che sposa Polly Peachum. Il padre di Polly, Gionata Geremia Peachum, che controlla i mendicanti di Londra, disapprova la scelta e tenta di far arrestare e impiccare Mackie, che però è protetto dal capo della polizia Tiger Brown, suo amico di gioventù. Alla fine comunque Gionata  riesce a farlo condannare all’impiccagione, ma poco prima dell’esecuzione, Brecht fa apparire un messaggero a cavallo mandato dalla Regina che grazia Mackie e gli conferisce addirittura il titolo di baronetto.
Lo spettacolo alterna prosa, musica e canto, attingendo all’opera lirica, al cabaret e al jazz.
Non è facile far seguire le contorte vicende di quest’opera, senza il supporto di scene e sovratitoli, ma gli allievi del Conservatorio Rossini di Pesaro ci hanno provato, accontentandosi della forma semiscenica, con l’orchestra in palcoscenico e i cantanti seduti davanti, ma liberi di muoversi sul boccascena e in platea e, direi, con un buon risultato.
Apre la scena il narratore ufficiale che è anche un cantastorie di strada, il quale, dopo aver annunciato Questa sera vedrete un’opera pezzente,  canta la ballata di Mackie Messer (Die Moritat von Mackie Messer);  sostiene bene il ruolo il baritono Giovanni Ribuoli, vestito appunto da pezzente, quasi sempre presente in scena o in platea come figura incombente che parla anche nelle orecchie della gente, spingendo un carrello del supermercato pieno di cianfrusaglie.
Nelle vesti di Gionata Geremia Peachum il baritono chiaro Hyunseok Park ha una bella proiezione del suono e dizione poco chiara.
La Sig.ra Clelia Peachum, sua moglie, è Sonia Sheridan, un mezzosoprano chiaro dalla voce piccola e dizione incomprensibile, scenicamente sfrutta la sua avvenenza con pose provocanti nella Ballade von der sexuellen Hörigkeit (Ballata della schiavitù sessuale).
Polly Peachum, sua figlia e nuova sposa di Mackie, è Samanta Pagnini, un sopranino acuto dall’accento chiaro ed incisivo, con lo sposo canta una bella  Canzone d’amore (Liebeslied).
Macheath, detto Mackie Messer, è il tenore Luca Narcisi, che ha un mezzo vocale robusto ma non impostato; Brown, capo della polizia di Londra, è Kato Fumijuki, baritono con vocalità piena ed emissione poco fluida; il loro duetto iniziale per ricordare i vecchi tempi, Kanonen-Song (Canzone dei cannoni), è sottolineato da una musica ritmata e ripetitiva. Ripetitività ossessiva e agitazione in orchestra anche nei dialoghi tra i coniugi Peachum.
Il Coro posizionato all’inizio sul loggione canta a cappella in onore degli sposi, che, introdotti da una dolce pagina orchestrale, duettano a tempo di valzer inglese: Luca Narcisi produce suoni acuti puliti e sicuri, accompagnato dal pianoforte solo; alla fine il coro scende e si posiziona intorno alla platea per introdurre col canto su musica agitata il messo che porta la grazia accompagnato da musica imponente. Maestro del coro Aldo Cicconofri.
La musica densa e sensuale del tango introduce Jenny, una prostituta che ha avuto una relazione con Mackie e, sentendosi ingannata,  lo consegna alla polizia; il mezzosoprano Ekaterine Mazmishvili la presenta in modo piuttosto sguaiato.
Lucy Brown, figlia del poliziotto e altra moglie di Mackie, è Gabriella Catapano, un sopranino puntuto, che nel Duetto della gelosia (Eifersuchtsduett) sfoga la sua rabbia contro la nuova sposa con gesti strani e suoni staccati sostenuti dal pianoforte.
L’opera è un insieme di canzoni, ballate, arie e marce e le voci sono amplificate.
Maestro Concertatore e Direttore dell’Orchestra del Conservatorio “G. Rossini” è Jacopo Rivani, la regia di Andrea  Maria  Mazza, i costumi di Agnese Rabatti e Giulia Giannino, supervisore costumi Paola Mariani, l’audio e il suono Swansound di Enzo Geminiani. Progetto e organizzazione  Giovanna Franzoni, Paolo Vignani. Anche se le voci sono in fase di formazione e quindi con vari obiettivi da raggiungere, va lodato il lavoro di questi giovani artisti per il loro debutto  fuori Conservatorio.

Gli applausi finali

 

 

 

L’Opera da tre soldi (Die Dreigroschenoper)
Commedia musicale in un prologo e tre atti
musiche Kurt Weill  –  libretto Bertolt Brecht
traduzione  e versione ritmica del testo  Giorgio Strehler
Teatro Comunale di Cagli (PU) Sabato 7 dicembre 2013.

Orchestra del Conservatorio “G. Rossini”
Flauto -Ottavino Cristina Cenci
Sassofoni – Valentina Darpetti, Ruggiero Leone, Leonardo Rosselli
Clarinetti – Myrto Frenkli, Carlos Villanueva
Fagotto – Simone Ruggeri
Trombe – Andrea Magrini, Francesco Sanchini
Trombone – Maurizio Bocchini
Percussioni – Stefano Guiducci , Enea Guerra
Chitarra – Irene Placci, Valentina Benvenuti, Gabriele Orso
Banjo – Marco Sanguigni
Armonio – Elena Gentiletti Drago
Fisarmonica – Raffaele Damen
Pianoforte – Andrea Alessandrini, Tamar Giguashvili
Violoncello Manuela Pompizii
Contrabbasso Matteo Panni

Coro del Conservatorio “G. Rossini”
Annalisa Cancellieri, Sheyla Companioni Leiva, Antonia Di Capua, Maria Luce Gamboni, Anita Genga, Isabella Orazietti, Francesca Rosa, Maria Sassi, Jiwon Shim, Mariam Zurabishvili, Tommaso Baldassarri, Andrea Di Marzio, Luca Gasperini, Matteo Goffi, Xiongfei Guo, Federico Raffaelli, Luca Romanelli,Michele Spinazza

(pubblicato su www.teatrionline.com e su www.mariotiberini.blogspot.com)

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