L’Ensemble Musagète chiude la rassegna “Concerti nel Chiostro”
di Elena Bartolucci
17 Ago 2026 - Commenti classica
La musica di Brahms e Fauré trascina il pubblico di Civitanova Alta in un viaggio sonoro di altissimo profilo.
(Foto di Luigi Gasparroni)
Civitanova Marche – Nel suggestivo teatro Annibal Caro di Civitanova Alta (MC), la musica da camera è tornata ad affascinare il pubblico con la rassegna Concerti nel Chiostro. L’appuntamento dello scorso 13 agosto ha regalato una serata di grande interpretazione musicale grazie al prestigioso Ensemble Musagète.


Questa formazione nata a Vicenza nel 2001 è nota per il suo vigore interpretativo e la sua costante ricerca interpretativa che, accanto ai grandi classici, pone attenzione alla valorizzazione di opere poco eseguite e alla produzione contemporanea. Il quartetto, composto da Tommaso Luison (violino), Michele Sguotti (viola), Simone Tieppo (violoncello) e Gabriele Dal Santo (pianoforte), ha proposto il Quartetto per pianoforte e archi n. 1 op. 15 in do minore di Gabriel Fauré (1845-1924) e il Quartetto per pianoforte e archi n. 1 op. 25 in sol minore di Johannes Brahms (1833-1897). Due compositori che hanno rappresentato il vertice della musica da camera del Romanticismo della seconda metà dell’Ottocento.


Nella prima esecuzione, il quartetto ha saputo restituire la delicatezza del celebre compositore francese Gabriel Fauré mantenendo un equilibrio perfetto tra archi e piano eseguendo in maniera impeccabile tutti e quattro i tempi: Allegro molto moderato, Scherzo (Allegro vivo), arricchito da un gioco di pizzicati di notevole precisione, Adagio, dove violoncello e viola hanno intessuto un dialogo espressivo di intensa armonia e infine Allegro molto.
Dopo un breve intervallo, la serata è proseguita con l’esecuzione del brano di Johannes Brahms, in cui l’Ensemble Musagète ha sfoggiato un’energia travolgente e una solida architettura sonora.
Dopo i primi tre tempi, Allegro, Intermezzo (Allegro ma non troppo) e Andante con moto, nel finale l’esecuzione è esplosa con il Rondò alla zingarese, affrontato con una precisione ritmica impeccabile tale da mettere in luci i virtuosismi collettivi.



In risposta ai calorosi e prolungati applausi del pubblico al termine del programma, il quartetto ha deciso di replicare il movimento finale del Rondò di grande brillantezza tecnica, in cui i cambi di tempo repentini hanno lasciato tutti letteralmente senza fiato. Fin dalle prime battute, il pubblico ha potuto apprezzare la cura del suono e il dialogo fluido tra gli strumenti e questo appuntamento ha confermato ancora una volta la validità di una rassegna che, organizzata dall’Associazione Musicale “Pier Alberto Conti”, sa valorizzare la grande musica con proposte culturali di altissimo livello.




