L’apocalisse è davvero imminente?


di Elena Bartolucci

9 Dic 2025 - Commenti teatro

La versatilità attoriale di Aprea e la penna micidiale di Makkox regalano una serie di monologhi imperdibili sul futuro del nostro mondo.

(Foto di Giuseppe Bernini, Paolo Caivano e Giulia Pompili)

Porto San Giorgio (FM) – martedì 2 dicembre, presso il Teatro Comunale di Porto San Giorgio, è stato portato in scena il monologo “Lapocalisse” di e con Valerio Aprea, scritto con Marco Dambrosio (in arte Makkox).

Questo spettacolo, che nasce dall’incontro tra l’attore e il disegnatore all’interno del programma televisivo Propaganda live in onda su La7, recupera alcuni dei monologhi più significativi di quell’esperienza (su temi quali la politica e il Fantacitorio, la scienza e il progresso, gli algoritmi e la società) inserendoli all’interno di un discorso più ampio fatto direttamente con il pubblico.

Se davvero l’apocalisse fosse inevitabile, “davvero non c’è un barlume di speranza? Un minimo spiraglio di possibile intervento per scongiurare un destino che sembra ineluttabile? E se sì, a quali condizioni? Attraverso quali ostacoli? Siamo ancora in tempo per correggere la rotta? Ma poi, soprattutto, la vogliamo davvero correggere questa rotta?”

In questo assolo iperbolico, l’attore Aprea cerca di guidare il pubblico attraverso varie riflessioni e, attraverso la comicità e il potere dell’assurdo, prova a scongiurare il grande spauracchio dell’apocalisse o meglio dell’oblio del futuro.

Frutto di una collaborazione artistica ormai rodata, non è facile ingabbiare Lapocalisse in un’unica definizione: non è solo teatro, non è stand-up comedy e non è nemmeno un recital dallo stile satirico. È un insieme di tutto questo.

Le piccole e grandi catastrofi del presente diventano materiale drammaturgico: tra ironia e disincanto oppure tra osservazione sociale e sguardo filosofico, il risultato è un’esperienza teatrale in cui la comicità si trasforma in lente di ingrandimento su questioni sociali e politiche di grande spessore e attualità.

Aprea sfrutta infatti la dimensione scenica per approfondire, rallentare o accelerare il ritmo del discorso, in cui far inserire nelle pause gli interventi del pubblico che diventa esso stesso attore all’interno del monologo principale.

La regia resta sempre molto sobria e il disegno scenico è così minimale che permette al pubblico di concentrarsi esclusivamente sul potere della parola.

Se Aprea sorprende con la sua capacità poliedrica di modulare registri e intensità nonché tempi comici a dir poco fenomenali, la capacità di scrittura di Makkox che, con la sua satira sottile e una straordinaria sensibilità (come anche nei suoi disegni), riesce a fotografare l’assurdità del mondo in maniera disincantata e irriverente al tempo stesso, vince su tutto.

Lo spettacolo è stato realizzato con la consulenza artistica di Francesco Frangipane e luci e video di Alessandro Barbieri, è uno spettacolo produzione di Argot e Dada in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro e in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito. Lo spettacolo è inoltre promosso dal Comune e dall’AMAT con il contributo di MiC e Regione Marche.

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