La “tigre” silenziosa dentro ognuno di noi


di Elena Bartolucci

19 Gen 2026 - Commenti teatro

“La tigre” di Ramon Madaula, vista al Teatro Comunale di Porto San Giorgio (FM), si muove tra commedia amara e riflessione esistenziale. Ottimo livello di recitazione di entrambi gli attori sul palco Marina Massironi e Alessandro Benvenuti anche regista dalla cifra stilistica notevole.

Porto San Giorgio (FM) -Giovedì 15 gennaio, al Teatro Comunale di Porto San Giorgio, è andata in scena la commedia “La tigre” di Ramon Madaula interpretata da Marina Massironi e Alessandro Benvenuti che firma anche la regia.

Lui, un rinomato specialista della crescita personale ai limiti del patetico, deve fare un servizio fotografico legato al supplemento domenicale di un’importante rivista. Un riconoscimento al quale tiene tantissimo e proprio per questo è stato ingaggiato un fotografo di cui si fa. A causa di un incidente, è stato sostituito da una collega altrettanto celebre, il cui portfolio lo mette di nuovo a suo agio… peccato però che quella che ha di fronte sia in realtà solo la terza scelta del giornale. Di solito lei segue noiose conferenze stampa politiche o eventi di poco rilievo e, pur di non perdere questa occasione, ha giocato le sue carte fingendosi un’altra in modo da poter dimostrare a tutti che ha la stoffa.

Dopo vari bisticci e fraintendimenti, i due riescono a sintonizzarsi sul canale giusto fin tanto che lo spettatore assisterà a un simpatico plot twist finale.

Come definito nelle note di regia di Benvenuti: “Il tema è tutto ciò che ruota intorno alla ricerca della felicità. Lui vorrebbe essere un guru. Lei è una fotografa professionista. Lui parla di come rendere meravigliosa la vita degli altri. Lei cerca di catturare la realtà della vita fotografando gli altri. Lui vorrebbe apparire. Lei vuole renderlo, a ragion veduta, esattamente com’è. Lui non pensa di essere in crisi. Lei sa benissimo di essere in crisi. Una cosa, però, li accomuna: lui non è quello che crede di essere… e lei non è affatto chi dice di essere. La Tigre del titolo ‘è la paura che tutti abbiamo e che, impossibile da nascondere, va solo accettata e gestita come meglio si può’. In pratica, la condizione nella quale, più o meno, ognuno di noi attualmente si trova.”

La tigre è uno spettacolo che si muove sul crinale sottile tra commedia amara e riflessione esistenziale, confermando l’ottimo livello di recitazione di entrambi gli attori sul palco e la cifra stilistica di Benvenuti come regista. Soprattutto nella prima parte, lo spettacolo è costruito su un continuo gioco di ripetizioni e improvvise accelerazioni emotive.

Marina Massironi offre una prova di grande misura e intelligenza scenica, anche se fin troppe volte regala una recitazione sopra le righe, che però ben si adatta all’estro creativo e all’irriverenza del suo personaggio: una donna in piena crisi che non si fa però abbattere dai problemi personali e che decide di resistere nonostante il tradimento del marito e un cliente non troppo a suo agio davanti alla macchina fotografica.

Se Massironi ha dimostrato una padronanza totale dei tempi comici, il continuo cambio di registro del personaggio di Benvenuti è risultato piacevolmente disarmante. I dialoghi sono molto precisi e serrati e vengono sostenuti su passaggi velocissimi, che lasciano letteralmente lo spettatore senza fiato.

La regia di Benvenuti è essenziale e coerente con l’impianto scenografico, ridotto all’osso, che permette agli attori di mettersi a nudo delle proprie paure e funzionare perfettamente in uno spazio decisamente ristretto, ma che racchiude benissimo l’energia di entrambi i loro mondi e i loro drammi interiori.

Lo spettacolo fa parte della stagione in abbonamento proposta dal Comuni di Porto San Giorgio insieme ad AMAT con il contributo di MiC e Regione Marche.

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