La notte magica a Villa Vitali con Daniele Silvestri


di Elena Bartolucci

10 Ago 2026 - Commenti live!

Un’architettura di parole e due ore di grandi successi musicali per il “Canzoni a sdraio tour 2026”.

Daniele Silvestri (foto di Albert D’Andrea)

Fermo – Venerdì 7 agosto 2026, nella splendida cornice dell’Arena di Villa Vitali, il Canzoni a sdraio tour 2026 di Daniele Silvestri si è rivelato uno degli appuntamenti più suggestivi dell’estate marchigiana (dedicato espressamente alla recente scomparsa del grande Francesco Guccini).

Energico nella musica, colto in ogni parola e profondamente coinvolgente, Silvestri ha regalato oltre due ore di concerto ripercorrendo più di trent’anni di carriera musicale con testi sempre affilati e attuali.

Fin dalle prime note, la sintonia tra il cantautore romano – che si è destreggiato tra pianoforte e chitarre di vario tipo – e i suoi due compagni di viaggio, Davide Savarese (batteria e percussioni) e Marco Santoro (tromba e fagotto), è stata palpabile.

Silvestri è riuscito a costruire una scaletta capace di equilibrare con estrema naturalezza l’impegno civile, l’ironia tagliente e la poesia più intima, spaziando tra sonorità rock, funk, reggae e raffinatezze cantautorali.

I grandi classici come Sana e robusta Costituzione, Strade di Francia, Ma che discorsi, Frasi da dimenticare, La classifica, Le cose in comune, Monetine, La mia casa, Banalità, Occhi da orientale hanno letteralmente trascinato l’Arena in un coro unanime.

Davvero toccante la scelta di proporre come brano finale A bocca chiusa (celebre anche per il suo inserimento nel bellissimo finale di C’è ancora domani di Paola Cortellesi). Presentato a Sanremo 2013 (Premio della Critica “Mia Martini”), il pezzo è nato come un delicato ma potente inno alla libertà di espressione e alla protesta pacifica. Il pezzo si distingue per la presenza della Lingua dei Segni Italiana (LIS), resa parte integrante della performance grazie allo storico interprete Renato Vicini (a cui il cantante ha dedicato il brano prima della sua esecuzione). Salito sul palco con Silvestri all’Ariston e poi al suo fianco in videoclip e tour dal vivo, Vicini ha dimostrato come la LIS possa integrarsi perfettamente con la musica, trasformandosi in una vera e propria forma d’arte poetica.

Prima di congedarsi definitivamente ha regalato un triplice bis cantando La paranza (travolgente tormentone del Festival di Sanremo nel 2007che nasconde una brillante satira sociale e politica), Salirò proposta in una versione al piano quasi dal gusto da avanspettacolo (un classico brano pop-funk, la cui travolgente coreografia nel2002 non passò inosservata alla kermesse della Città dei Fiori; vinse anche il Premio della Critica “Mia Martini”) e Testardo, con cui il cantante ha ironizzato sulla caparbietà dei fan che non hanno resistito ad affollare il sottopalco a fine serata.

Il fascino della location, unito a un gioco di luci essenziale ma di forte impatto visivo, ha creato l’atmosfera perfetta per valorizzare la sintonia con il pubblico.

Con questo concerto, Daniele Silvestri non ha semplicemente offerto un’esibizione impeccabile sotto il profilo tecnico e artistico, ma ha confermato di essere uno dei pilastri più lucidi, generosi e indispensabili della musica italiana.

L’apertura della serata è stata affidata al giovanissimo cantautore Nico Arezzo con la sua chitarra.

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