La magia del Quartetto d’archi dell’orchestra sinfonica “G. Rossini”


di Elena Bartolucci

11 Ago 2025 - Commenti classica

Con “I concerti nel chiostro 2025”, la vivacità e l’energia del famoso compositore pesarese viene riproposta in varie chiavi musicali.

(Foto di Luigi Gasparroni)

Civitanova alta (MC) – Sabato 9 agosto, presso lo spazio multimediale San Francesco, è andato in scena il secondo appuntamento degli incontri intitolati “I concerti nel chiostro 2025” per la direzione artistica del Maestro Bruno Bizzari.

La serata ha visto protagonisti i professori del Quartetto d’archi dell’orchestra sinfonica “G. Rossini”, i quali hanno omaggiato il grande Gioachino Rossini (1792-1868), uno dei compositori e operisti italiani più famosi al mondo nella prima metà del XIX secolo, che fu soprannominato il “Mozart italiano” per la sua precocità e la sua velocità di composizione.

Il quartetto è composto dalle prime parti degli archi dell’Orchestra sinfonica “G. Rossini”: l’istituzione riserva grande spazio ai progetti cameristici e in seno ad essa sono infatti nate diverse formazioni, protagoniste di stagioni concertistiche, eventi e festival.

In questi anni, il quartetto è stato ambasciatore della musica rossiniana in un tour che ha toccato diverse città europee, un progetto di respiro internazionale volto a illustrare la bellezza dell’Italia al mondo attraverso la vita e l’opera di un genio universale come Rossini.

Il quartetto, composto da Henry Domenico Durante (violino), Antonio Lubiani (violino), Luca Bacelli (violoncello) e Francesco Mancini Zanchi (contrabbasso), ha eseguito un programma conciso ma di grande effetto (incentrato sull’uso del contrabbasso anziché della viola), non valorizzato a pieno dall’acustica insoddisfacente della location in cui si è esibito.

All’inizio è stata proposta la famosissima overture tratta da una delle opere capolavoro quali Il Barbiere di Siviglia sia per salutare il pubblico che per omaggiare il grande maestro di origini pesaresi, il quale in tenera età (estate 1804 a soli 12 anni) aveva già composto le sei sonate per quartetto d’archi di cui sono state poi proposte solo la prima e la terza.

La Sonata n. 1 in sol maggiore si compone di tre movimenti: il pizzicato del contrabbasso rende il Moderato molto più giocoso, che ritorna poi anche nel successivo Andante, dove si registra un maggiore piglio che terminerà con grande vigore nell’Allegro finale.

Prima di eseguire la sonata successiva, il quartetto ha deciso di proporre un pezzo moderno intitolato appunto A Rossini (2025) composto dal loro conoscente Danilo Comitini (classe 1986), il quale si è immaginato un Rossini nell’ultima fase della sua vita quando, ritiratosi dalle scene, aveva ormai abbandonato l’attività compositiva. In questo brano, Rossini è come se avesse interiorizzato la musica della sua epoca e, viaggiando nel tempo, avesse conosciuto la musica moderna. Avendo quindi assorbito vari linguaggi musicali, in preda quasi a uno stato confusionale, il compositore fa ascoltare diversi esercizi di stile citando al tempo stesso varie sue opere. L’esecuzione si è rivelata molto interessante, in quanto si distacca dal classicismo puro ma al contempo ne esalta diversi dettagli e richiama stili dal sapore più contemporaneo, quasi tendente al jazz, in alcuni istanti.

In conclusione della serata, il quartetto ha eseguito la Sonata n. 3 in do maggiore, i cui tre movimenti (Allegro, Andante e Moderato) hanno fatto assaporare la grande energia della musica rossiniana, dallo stile più impetuoso alternando toni cupi e melodrammatici prima di concludere con un tocco molto più gioioso e dal ritmo incrementale.

Come bis (anche se il pubblico non ha fatto in tempo a richiederlo a suon di applausi) è stato proposto il terzo movimento Tempesta. Allegro della Sonata n. 6 in re maggiore, il cui vigore scaturisce a pieno grazie alla formazione musicale del quartetto che, seppur ristretta, è riuscita comunque a regalare tanti colori e sfumature musicali.

Il prossimo appuntamento in cartellone è previsto per il 12 agosto al Teatro Annibal Caro con un concerto del famoso sassofonista Federico Mondelci e del celebre trombonista Massimo Morganti, insieme all’Orchestra italiana di sassofoni con un programma molto vario che spazia dal repertorio classico alla musica da film.

Il Maestro Bruno Bizzari
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