La leggenda Nick Cave all’Auditorium di Roma


di Francesca Bruni

23 Lug 2025 - Commenti live!

La poetica raffinata e “decadente” di Nick Cave incanta il pubblico nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.

(Foto MUSA/Fondazione Musica per Roma, dove non indicato)

Roma 22 luglio 2025 – Decidere di andare ad assistere ad un concerto di Nick Cave significa prepararsi mentalmente e psicologicamente, perché addentrarsi nel suo universo è un privilegio per pochi.

L’allestimento del palco è scarno, essenziale, tutto total black, con un pianoforte accompagnato dal basso silente di Colin Greenwood, bassista dei Radiohead. Il pianoforte diventa un diario intimo donato al pubblico che gremiva la suggestiva location nel cuore di Roma.

Nick cave rinuncia alla spettacolarità materiale, lo spettacolo è lui, l’eleganza e la signorilità è nei suoi gesti, nella sua musica.

Nick Cave non ha bisogno di luci e colori; con il suo look da rockabilly, completo nero e camicia bianca e calzini in sintonia con essa, lui stesso è spettacolo dell’esistenza e talento meraviglioso in cui ogni parola e gesti gentili rappresentano un’umanità senza pari.

Lui è l’umanità, quella dei dolori individuali da accettare e capire, che diventano poesia; da tutto questo possiamo trarre un vantaggio profondo: vivere il dolore lasciandolo scorrere, accoglierlo così com’è, senza opporci. Il dolore esiste e dobbiamo imparare ad amarlo.

È proprio questo che ci insegna Nick Cave; spiazzante, amabile, duro e allo stesso tempo scaltro, sempre contraddistinto da una profonda umanità. Da un artista come lui abbiamo solo da imparare.

Poeta sublime e raffinato, Nick Cave scava nell’io più profondo e doloroso, trasformando ogni ferita in un’opera di autentica bellezza.

Nel suo universo, il dolore non è più un qualcosa da evitare, ma un sentimento meraviglioso, rivelatore, capace di dare senso alla nostra vita.

La musica, nelle sue mani, si fa anima dell’esistenza: suono ruvido e vibrante che plasma l’essenza dell’essere.

Attraverso i suoi testi, Cave ci mostra quanta luce può celarsi anche nel tunnel più buio. Ci insegna che il dolore, se ascoltato, può diventare una chiave preziosa per conoscere noi stessi e aprirci agli altri.

La redenzione del dolore è la filosofia di pensiero di Nick Cave.

Esistere è bellissimo, se impariamo a comprenderci, ad accettarci, a perdonarci. Con Cave entri in sintonia profonda, in un gioco silenzioso di pensieri e riflessioni, dove l’universalità dell’esistenza ti lascia carta bianca: sei tu, solo tu, a vivere il tuo essere. È giunta l’ora di guardarsi dentro e in questo viaggio meraviglioso ti accompagna per mano, alla maniera di Virgilio nell’Inferno dantesco.

Si rivolge al pubblico con generosità ed esigenza di comunicare con esso.

La voce potente e a volte disperata del cantautore australiano, che ricorda l’interiorità di Lou Reed, storica voce dei The Velvet Underground, è essenza vitale per l’essere umano.

Una volta usciti da un concerto di Nick Cave, si rimane frastornati e consapevoli di avere assistito ad una performance musicale di grande spessore, vera e propria lezione di vita, umiltà e nobiltà d’animo.

Scaletta del concerto:

  • Girl in Amber
  • Higgs Boson Blues
  • Jesus of the Moon
  • O Children
  • Cinnamon Horses
  • Galleon Ship
  • I Need You
  • Waiting for You
  • Watching Alice
  • Joy
  • Papa Won’t Leave You, Henry
  • Balcony Man
  • The Mercy Seat
  • The Ship Song
  • Avalanche
  • The Weeping Song
  • Skeleton Tree
  • Jubilee Street
  • Push the Sky Away
  • More News From Nowhere
  • Shivers
  • Cosmic Dancer
  • Into My Arms
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