Intervista al chitarrista (e non solo) Marco Germani


a cura di Felice Capasso

28 Lug 2022 - Commenti live!

In occasione dell’uscita del nuovo singolo autoprodotto del chitarrista Marco Germani, dal titolo Confused Memories, abbiamo intervistato il musicista.

Il brano Confused Memories, brano interamente strumentale, esce dai canoni della musica odierna: si tratta di un riarrangiamento con nuovo mix e master realizzati da Cristiano Sacchi di un brano già pubblicato in passato, vede la collaborazione di Ivano Bonizzoni al basso, Riccardo Ferraresi alla batteria e percussioni, Davide Pagliano alle tastiere.

Elisa Collimedaglia è autrice della copertina. Vuole essere un tributo al prog di fine anni sessanta, ma con una forma moderna. Il brano è presente su tutte le piattaforme di distribuzione digitale.

D. Puoi presentarti ai nostri lettori? Quali sono stati i punti salienti della tua carriera artistica?

R. Sono un chitarrista, produttore, insegnante, organizzatore di eventi e membro di diversi progetti musicali nella Lomellina, nello specifico Vigevano, in provincia di Pavia, la mia carriera artistica è in continua evoluzione. Ho iniziato con l’insegnamento e poi mi sono dedicato maggiormente a progetti da band, sia inediti che cover, e ho costruito e avviato due strutture per la musica moderna che comprendono sale per lezioni, prove e registrazioni oltre ad un piccolo service audio luci per realizzare eventi in modo autonomo; la mia carriera tende a sviluppare più situazioni contemporaneamente perché non amo fossilizzarmi su un solo genere o progetto.

D. Chi sono i tuoi miti musicali?

R. Ne ho veramente tanti: chitarristicamente citerei Steve Vai, Nuno Bettencourt, Joe Satriani, Eric Clapton, David Gilmour, Jimi Hendrix, John Petrucci, Van Halen, mentre come band Metallica, Pink Floyd, Guns And Roses, Dream Theatre, Extreme, Nine Inch Nails, Nirvana, Purcupine Tree, Tool, Queen, Iron Maiden, Smashing Pumpkins, Marylin Manson, Foo Fighters, Opeth, come artisti singoli David Bowie, Trent Reznor, Frank Zappa, Steven Wilson, Vangelis, John Williams, poi mi piace molto la musica anni ’80 e tutto il rock sperimentale anni ’60.

D. Per te quale è il futuro del rock o del metal? Forse in un mix opportuno e ben congegnato con un’elettronica molto elaborata?

R. Anche questo è già stato fatto, io sono convinto che si debba essere bravi ed espressivi, ovviamente mescolando e prendendo dal passato senza per forza essere la copia di qualcosa che si è già sentito. Oggi conta molto la qualità della produzione, ma percepisco un po’ di mancanza di idee in generale nel mainstream e mi sembra che molti grandi del passato stiano riciclando e facendo dei “compitini”. Sono convinto che questa situazione sia voluta ad alti livelli per creare un music control suddiviso per genere in modo che tutto sia simile.

D. È uscito Confused Memories. Cosa puoi dirci di questo tuo singolo strumentale?

R. È stato il primo brano strumentale che ho scritto a vent’anni, ci sono affezionato e mi sembrava doveroso ripercorrere quel momento, poi è un brano che suono con Limbo Neutrale e piace molto, ho voluto cambiare un po’ di passaggi e farlo suonare da amici, poi darlo in mano a Cristiano Sacchi che ha avuto il compito di dargli un sound moderno ma allo stesso tempo un po’ “vintage”.

D. Stai ripubblicando tuoi singoli. Perché questa scelta?

R. In primo luogo per migliorare la qualità di produzione, in secondo luogo perché sono brani che hanno funzionato e rispecchiano la mia identità di compositore in vari contesti, terzo sto sistemando i miei profili e voglio proporre in streaming dei singoli per un po’ visto che non credo che funzionino molto gli album sulle piattaforme se non sei veramente famoso, peccato perché il mio modo di scrivere si adatta di più agli LP che alle hit.

D. Cosa ti spinge a fare musica?

R. È il mio lavoro e non saprei cos’altro fare, la composizione e la produzione sono un esercizio molto importante e lo faccio per divertimento, coinvolgendo amici e musicisti talentuosi, non mi interessa diventare famoso ma il feedback di qualcuno che si appassioni a quello che propongo.

D. Limbo Neutrale è una band e un romanzo. Ce ne puoi parlare?

R. È un contenitore di idee ed un po’ il mio avatar artistico, ad oggi ci sono due romanzi su Amazon, una band e diverse produzioni audio e video, è in cantiere un fumetto e nuovi brani, purtroppo si sta suonando poco dalle mie parti perché dopo l’emergenza covid sono falliti la maggior parte dei locali che propongono inediti.

D. Sei fondatore di After Life Music Dimension, un’associazione culturale e ricreativa che si occupa di musica e intrattenimento e svolge le seguenti attività: corsi di canto e musica moderna, animazione musicale per feste e matrimoni, musica dal vivo, registrazioni, video, foto, grafica ed etichetta discografica indipendente. Come fai a mandare avanti tutte queste cose?

R. Fortunatamente non da solo, ho molti collaboratori, tra cui la mia compagna che cura gli orari delle lezioni e tutta la parte visiva, fotografica e video di tutti i progetti, lavoro comunque molte ore al giorno e mi divido tra prove, lezioni, registrazioni ed eventi, inoltre mi piace comunque studiare e allenarmi, è molto difficile che possa avere il weekend libero o tempo per me, ma non è importante perché il mio tempo è sempre ben speso.

D. A che punto sei della tua carriera? Quanto sei maturato? Quale il tuo sogno nel cassetto?

R. Non saprei a che punto sono e non è molto importate, riesco a vivere facendo ciò che mi piace e questo lo reputo un grosso successo frutto del mio impegno, in questi anni sto migliorando tanto a livello di qualità delle produzioni perché ho anche investito in strumentazione e lavori che migliorano l’acustica delle sale, grazie all’impegno dei soci e di amici interessati. Il mio sogno nel cassetto resta il poter comporre una colonna sonora per un film o un videogioco e un piccolo tour per proporre gli inediti fuori dall’Italia, però dopo l’accanimento che si è visto nei confronti del mondo dei concerti e il menefreghismo generale dei politici nei confronti degli artisti non mi faccio prendere troppo dall’entusiasmo, perché sono consapevole del fatto che solo a pochissime persone interessa quello che faccio artisticamente. Viviamo un periodo storico dove la musica è diventata solo ed esclusivamente un sottoprodotto di altri media, bypassando completamente il concetto di opera d’arte per essere un intrattenimento fugace, in questo modo non si dà valore al talento e all’impegno che questo lavoro necessita, ma sono convinto che anche questo sia voluto unicamente per appiattire la capacità di empatia media degli individui. Mr. Germani vede un complotto dietro ad ogni cosa nel romanzo ed io non sono da meno…Grazie per il vostro tempo ed il vostro interesse.

Per Marco Germani su MusiCultuAonline vedi anche: https://www.musiculturaonline.it/abreaction-singolo-di-marco-germani/

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