Il viaggio di Andrea Scanzi nell’universo di Franco Battiato
di Elena Bartolucci
3 Ago 2026 - Commenti live!, Commenti teatro
“E ti vengo a cercare”: aneddoti, racconti e canzoni per onorare la memoria di un grande artista.
Ripe San Ginesio (MC) – Mercoledì 29 luglio, presso l’Arena La Cava del piccolo comune marchigiano, si è esibito Andrea Scanzi con lo spettacolo “E ti vengo a cercare”.
Giornalista, scrittore, autore teatrale e opinionista italiano, Scanzi da anni si occupa di politica, cultura, musica e spettacolo, affiancando all’attività giornalistica una prolifica produzione di libri e spettacoli teatrali di divulgazione.
Questa volta ha deciso di cimentarsi nell’ardua impresa di raccontare il grande Maestro Franco Battiato. Artista refrattario a qualsiasi classificazione, Battiato è stato un grande cantante, compositore, sperimentatore (nonché primo utilizzatore in Italia e in Europa del sintetizzatore portatile VCS3) e pittore, capace di attraversare oltre cinquant’anni di musica italiana reinventandosi continuamente.
Scanzi costruisce una serata che si colloca a metà strada fra il teatro, il concerto e la conferenza. Mentre fotografie e filmati originali hanno accompagnato il racconto sul palco, il musicista Gianluca Di Febo ha interpretato dal vivo alcune delle pagine più significative del repertorio di Battiato tra cui Povera patria, La stagione dell’amore, Prospettiva Nevski, Summer on a Solitary Beach e Centro di gravità permanente eseguita come bis finale della serata.
Ogni canzone interrompe il flusso della narrazione per trasformarsi in un momento di partecipazione collettiva, restituendo al pubblico quella dimensione emotiva che solo la musica di Battiato sapeva trasmettere.
Il punto di forza dello spettacolo risiede nella scelta di non strutturare la storia in modo cronologico-didascalico. Scanzi ha infatti preferito seguire il filo delle metamorfosi artistiche di Battiato, mostrando come ogni svolta musicale sia stata il riflesso di una più profonda evoluzione umana e intellettuale che non seguiva né le mode musicali e né i dettami delle etichette discografiche. Dal periodo sperimentale degli esordi alla stagione pop inaugurata con L’era del cinghiale bianco, fino alla maturità e ai sodalizi artistici con Giusto Pio e Manlio Sgalambro, il racconto procede con ritmo sostenuto, alternando aneddoti, riflessioni e citazioni di alto livello.
E ti vengo a cercare è un viaggio condiviso dentro un universo artistico straordinario, condotto da una guida preparata e affabulatoria. Nasce e si sviluppa come un atto di gratitudine verso uno dei maggiori protagonisti della cultura italiana contemporanea. Con questo spettacolo Scanzi invita a riascoltare quei dischi, a rileggere quei testi incredibilmente attuali, soprattutto, a riscoprire un vero artista che ha sempre privilegiato la sostanza rispetto all’apparenza, continuando ancora oggi a parlare al presente con la sua musica. Per citare le sue stesse parole a chiusura della serata: “Io credo che di Franco Battiato resterà tutto. Resterà la sua arte. Resteranno le sue canzoni. Le sue rivoluzioni. Il suo esempio. Resterà tutto di Franco Battiato. E se resterà tutto come io credo fermamente, credo che noi che siamo sopravvissuti a lui dovremmo fare una cosa neanche troppo difficile. Dovremmo fare la stessa cosa che ha fatto lui con noi. Dovremmo avere cura. Dovremmo avere cura, ricordo e rispetto di Franco Battiato. Avere cura di Franco Battiato. Questo secondo me dovrebbe essere il nostro imperativo.”




