“Il Vangelo di Giuda” di Giulio Base al Cinema dal 2 aprile


a cura di Francesca Bruni

25 Mar 2026 - News cinema

Dal 2 aprile sarà nelle sale cinematografiche il film “Il Vangelo di Giuda”, scritto e diretto da Giulio Base, con Rupert Everett, Paz Vega, John Savage, Darko Peric, Abel Ferrara e Tomasz Kot. A breve pubblicheremo l’intervista col regista, a cura di Francesca Bruni.

(Foto messe a disposizione dall’ufficio stampa della produzione)

Esce nelle sale italiane giovedì 2 aprile l’ultimo lavoro scritto e diretto dal torinese Giulio Base “Il Vangelo di Giuda”.

Il film, girato nell’estate di due anni fa in Calabria dal regista, direttore del Torino Film Festival, vanta un cast internazionale di alto livello: Rupert Everett, Paz Vega, John Savage, Darko Peric, Tomasz Kot, Abel Ferrara.

Nella versione italiana la voce di Giuda è di Giancarlo Giannini.

La storia

Sua madre faceva la prostituta e una chiromante le predisse che avrebbe partorito un diavolo; la donna rimane incinta di un cliente sconosciuto ma muore dando alla luce un bimbo a cui le altre ragazze del bordello danno nome: Giuda. Giuda è ancora un bambino quando uccide l’uomo tenutario del postribolo che tenta di violentarlo. Il ragazzo diventa poi grande presto, il dolore lo indurisce e lo trasforma nel protettore del luogo dove è nato e cresciuto: si arricchisce vendendo donne. Quando un giovane chiamato Gesù salva Maria Maddalena (sua sorella ma anche una delle sue ‘protette’) dalla lapidazione, Giuda ne rimane rapito, lascia tutto e prende a seguire quel ‘guaritore’. Giuda il peccatore, Giuda lo sfruttatore, Giuda il ruffiano, è l’ultimo fra gli apostoli a essere chiamato.
Seguono gli anni della predicazione e del vagabondaggio di Gesù e dei suoi discepoli, gli anni di un’ininterrotta convivenza, dei successi, delle sconfitte, dei trionfi, della paura.
Giunge la fatidica ultima cena e i fatti della passione che conosciamo… ma il vangelo secondo Giuda è diverso.
È una lunga confessione straziante.
Lui si sente uno strumento fondamentale perché si adempia la Scrittura, ma deve trasformarsi in uno dei peggiori malvagi di sempre, seppur sia fra i più generosi: infatti dona la sua vita.
Tradisce Gesù condannando sé stesso alla dannazione purché si compia ciò ch’è scritto.
Di tutti gli apostoli Giuda è l’unico a morire con Gesù.
Lui che ha vissuto vendendo donne, muore vendendo un uomo.

Note di regia

C’è un frammento di Giuda in ciascuno di noi. Nelle scelte sbagliate, nei silenzi vigliacchi, nei tradimenti grandi o piccoli che segnano il nostro passaggio nel mondo. L’idea del film nasce da qui: dal riconoscere Giuda non in un altro, ma in una parte di me. Non è solo un film su di lui, ma su ciò che rappresenta, una figura che ci mette in discussione a distanza di secoli, come uno specchio che non smette di rifletterci.

Dal punto di vista del linguaggio cinematografico ho scelto una forma radicale: Giuda non appare mai. Eppure, aleggia. In un film che rinuncia quasi del tutto ai dialoghi, il racconto si affida al flusso della sua coscienza, in una voce che si fa liturgia laica, invocazione, talvolta bestemmia. Una coscienza che dubita, si interroga, accusa, sbaglia e implora, in un viaggio interiore che spero perturbante.

In chiave teologica invece mi auguro che questo lavoro si collochi su una soglia che mi è cara, quella dell’attenzione agli ultimi, agli esclusi, agli sbagliati, quindi al senso più rivoluzionario del messaggio evangelico.

Nel dare voce a colui che da duemila anni viene identificato come l’emblema del traditore, c’è un tentativo di disinnescare la dicotomia tra il bene e il male, tra la fede e la colpa, tra l’amore e la condanna. Ciò implica interrogarsi sull’idea stessa di libero arbitrio: se la sua redenzione doveva passare attraverso il tradimento, allora chi è davvero Giuda? Soltanto un colpevole? Un dannato? Uno strumento? O è forse lui stesso una vittima? Non è mia intenzione offrire tesi risolutive, né tantomeno sancire verità assertive. Il film semmai procede come una specie di vangelo empirico, privo di dogmi, affidandosi allo spettatore come a un lettore dubbioso. Se c’è uno scopo, è proprio lo scandalo quasi eretico della contraddizione, nel fremito esaltante dell’autonomia di opinione.

Nel fluire dei pensieri del mio protagonista senza volto, ho osato attraversare la complessità del mistero. Non per dissolverlo, ma per assaporare il frutto proibito della traversata stessa, confermando che ogni mistero autentico resiste allo sguardo e si protegge nel suo insondabile silenzio. (Giulio Base)

Giulio Base

Nato a Torino nel 1964, ha conseguito due Lauree: la prima in Lettere Moderne (con tesi in Storia e Critica del Cinema), la seconda in Teologia (con tesi in Patristica).

Lavora nello spettacolo da più di 40 anni in qualità di regista, sceneggiatore, produttore. Diplomato attore alla Bottega Teatrale di Firenze, diretta da Vittorio Gassman nel 1985.

Ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali firmando la regia di 32 titoli fra film per il cinema e/o opere di fiction tv. Come interprete (46 film) è stato diretto da grandi nomi del cinema mondiale (fra cui Ridley Scott e Nanni Moretti).

È giurato dei Premi David di Donatello, è membro della Commissione di Classificazione Opere Cinematografiche presso il Ministero della Cultura (Direzione Generale Cinema), ha presieduto la giuria della sezione ‘Classici’ alla Mostra del Cinema di Venezia 2022, e direttore del Torino Film Festival a partire dal 2024.

SCHEDA DEL FILM

Il Vangelo di Giuda

  • titolo internazionale: Judas’ Gospel
  • regia di: Giulio Base
  • cast: Rupert Everett, Paz Vega, John Savage, Darko Peric, Abel Ferrara, Tomasz Kot
  • sceneggiatura: Giulio Base
  • fotografia: Giuseppe Riccobene
  • montaggio: Micaela Natascia Di Vito
  • scenografia: Gianluca Salamone
  • musica: Checco Pallone
  • produttore: Tiziana Rocca, Gianluca Curti, Alessandro Leone
  • produzione: Agnus Dei Production, Minerva Pictures, Agresywna Banda, Rai Cinema, con il sostegno di Fondazione Calabria Film Commission
  • distribuzione per l’Italia: FilmClub Distribuzione
  • paese: Italia/Polonia
  • anno: 2025
  • durata: 93′
  • uscita nelle sale italiane: 2 aprile 2026
  • premi e festival: Locarno Film Festival 2025: Fuori Concorso
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