Il tour italiano di Paolo Nutini sbarca con successo al NoSound Fest di Servigliano


di Chiara Bartolozzi

26 Lug 2022 - Commenti live!, Festival

“Through the echoes, straight to you.” Paolo Nutini coccola e strega gli spettatori del NoSound Fest con il grande ritorno della sua voce avvolgente e graffiante. Più di seimila le anime che hanno ascoltato il cantante scozzese protendersi verso di loro, attraverso gli echi della sua musica.

Servigliano, Parco della Pace – Si è tenuta il 22 luglio 2022 la quinta tappa delle otto previste dal tour italiano di Paolo Nutini. La location dell’occasione è stata il Parco della Pace, ormai nota meta di pellegrinaggi musicali grazie al NoSound Fest, incubatore dell’intrattenimento estivo fermano. Arrivato alla sua sesta edizione, il festival organizzato da Best Eventi in collaborazione con il comune di Servigliano non delude e vede protagonisti di quest’anno alcuni tra gli artisti più in vista del momento: (nell’ordine) Irama, Paolo Nutini, Blanco, Pinguini Tattici Nucleari, Frah Quintale, Bresh + Massimo Pericolo, Cosmo, Psicologi e Rkomi. Sono stati e saranno questi i protagonisti dell’edizione 2022 dal 21 al 24 luglio e dal 24 al 28 agosto.

Dopo l’energico inizio di giovedì con Irama, che ha infiammato il Parco con il suo stile rap e pop, è stata la volta di Paolo Nutini, che ha coccolato e stregato il suo pubblico di più di seimila anime con la sua voce avvolgente e graffiante, suo marchio di fabbrica dai tempi dell’esordio nel 2007.

Noi di Musiculturaonline abbiamo quasi raggiunto le transenne (eravamo in terza fila). Tra i rocker intorno a noi, così vicini quasi da riuscire a toccare con mano il cuore del cantante, anche un gruppo di inglesi, alcuni ragazzi arrivati direttamente dalla Germania e un simpatico ascoltatore polacco.

Il “Last Night in the Bittersweet Tour” ha già registrato il tutto esaurito nelle sue precedenti date. Il successo del nuovo album è infatti fenomenale. “Last Night in the Bittersweet” è un’epopea di 70 minuti che spazia dal rock classico al post-punk al Krautrock ipnotico, dimostrando di essere l’album più profondo, più vario, più completo e più gratificante scritto da Nutini fino ad ora. L’artista porta con sé anche una serie di influenze inaspettate, dal rock celtico dei primi anni Ottanta alla Kosmische Musik della metà degli anni Settanta, dalla new wave, al folk e al rock classico.

Dopo otto anni di silenzio, il suo ritorno sul palco è dunque prodigioso. Il cantante si è infatti preso una lunga pausa dal suo ultimo album (2014), tra alti e bassi emotivi. In un’intervista rilasciata al Corriere ha detto: «Mi sono allontanato e ne ho affrontato le conseguenze». Non si sbilancia oltre e lascia che i suoi testi parlino per lui attraverso l’atmosfera malinconica di alcuni pezzi che compongono il suo nuovo album “dolceamaro”, come espresso nel titolo. «Non riuscivo a trovare una via d’uscita dalla mia mente preoccupata», canta in Lose it. «Ho perso molto ritmo, dentro questa mia bolla», dice in Abigail.

L’attesa è stata ampiamente ripagata e il batticuore che proveniva dal parterre era palpabile prima dell’ingresso del cantante. Tutto il pubblico lo attendeva con trepidazione e lo reclamava. Quando si sono spente le luci e Nutini è finalmente entrato, tutti gli spettatori lo hanno accolto con un boato. Il cantante si è riversato sulla folla in un crescendo di ritmo ed emozioni perfettamente bilanciato e coinvolgente. Diciannove i pezzi suonati per quasi due ore di spettacolo. Highlight della serata indubbiamente la cover in una versione delicata e intima di Dream a little dream of me, la sua famosissima Iron Sky – che Nutini ha in parte interpretato scendendo dal palco ed esibendosi davanti al pubblico appoggiato alle transenne, Shine a light in pre-chiusura che ha trasformato il concerto in un dj-set in stile Chemical Brothers e Abigail in versione acustica, che Nutini non aveva ancora mai portato sui palchi italiani e con cui ha chiuso il concerto.

Setlist:

  1. Afterneath
  2. Lose it
  3. Scream (Funk My Life Up)
  4. Acid eyes
  5. Stranded Words
  6. Radio
  7. Dream a little dream of me (cover)
  8. Coming Up Easy
  9. Through the Echoes
  10. Cherry Blossom
  11. Petrified in Love
  12. Jenny don’t be hasty / Teenage kicks (cover, originale di The Undertones) / New Shoes (Medley)
  13. Pencil full of Leads
  14. Candy
  15. Everywhere

Encore – Paolo rientra sul palco con un sorriso delicato e saluta il pubblico con un “Hello!”

  1. Desperation
  2. Iron Sky
  3. Shine a light

Encore 2 – Paolo rientra per un’ultima canzone con un timido “Hello again…” e, dopo una lunga e commossa pausa, ringrazia tutti per il viaggio fatto fino al luogo del concerto e per aver cantato le sue canzoni insieme a lui. Umilmente sorride e inizia a cantare.

  1. Abigail

Per chi come noi ha atteso con ansia questo momento, sarà difficile dimenticare la performance che ci ha regalato Paolo Nutini venerdì sera. Entusiasti di partecipare a un festival dopo tanti mesi di preoccupazione, è stata davvero una fortuna immensa che un artista del suo calibro abbia scelto proprio Servigliano tra le mete del suo Tour, essendo anche l’unico artista internazionale di questa edizione. Il nostro augurio è che si possa ricominciare a prendere parte liberamente a questo tipo di manifestazioni e che si possa godere della partecipazione di altri artisti emergenti e non, provenienti da tutto il mondo: uniti nella musica, sempre.

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