Il Cubafonía European Tour di Daymé Arocena fa tappa a Roma


a cura di Federica Baioni

21 Apr 2017 - Musica live, News live

2016-04-2016_p_dayme-arocena_emma-marshall-musiculturaonlineRoma. “Daymé, con la sua voce e la sua musica, va oltre ogni attesa e nutrendosi della forza della tradizione afro-cubana, dell’atletismo agile del jazz e di melodie pop orecchiabili, ha confezionato un album che suona magicamente come un mash up tra la regina della musica latina, Celia Cruz, e la regina del soul, Aretha Franklin.” NPR
Cantante, compositrice, arrangiatrice, direttrice di coro e band leader, carismatica presenza della musica cubana, Daymé Arocena, appena venticinquenne, sta emergendo rapidamente sulla scena internazionale jazz e neo-soul. Vorrebbe lavorare con Kendrick Lamar e Anderson.Paak e vorrebbe guadagnarsi un pubblico di suoi coetanei. Cuba ha trovato la “buena vista” che può traghettarla appieno nel terzo millennio.
Daymé Arocena sarà in Italia la prossima settimana per tre concerti imperdibili accompagnata da un impressionante quartetto cubano che schiera, insieme alla sua voce, Jorge Luis Lagarza slide-musiculturaonlineal piano, Rafael Aldama al basso e Ruly Herrera alla batteria alla batteria.
www.cubafonia.com
Con Cuba che si appresta a connettersi sempre più col resto del mondo, l’orgoglio del popolo cubano per un patrimonio musicale unico non è mai stato così vitale.
Daymé Arocena non fa eccezione, non si distacca da queste basi, e torna con un secondo album molto ambizioso: ”Cubafonía”.
Daymé sviluppa le sue composizioni partendo dai ritmi classici della musica cubana, abbraccia la ricchezza dei diversi piani musicali del suo paese, e al tempo stesso riesce a guardare al di fuori di quei confini, capitalizzando le esperienze dei tanti viaggi fatti nel corso degli ultimi due anni.
Si tratta del progetto più lucido e completo che abbia mai realizzato da quando, nel 2012, ha incontro quello che diventerà poi il suo mentore (e direttore artistico dell’etichetta) Gilles Peterson. Daymé ha potuto contare sulla grande esperienza e sulla visione molto ampia che Peterson ha come DJ, radiofonico e promoter, e sul sostegno del progetto Havana Cultura* – una piattaforma che sviluppa e incoraggia la creatività contemporanea a Cuba, creata dai produttori del rum Havana Club.
Nel 2014 Daymé appare nella compilation Havana Cultura Mix, che raccoglieva alcuni nomi della nuova e talentuosa scena artistica cubana, grazie alla quale ebbe l’opportunità di confrontarsi per la prima volta con la figura di un produttore. Poi accompagnò Giles Peterson nelle sue ricerche e nei viaggi nell’isola, alla base del progetto Havana Club Rumba Sessions – da cui poi è nato un lungometraggio e un album, con la voce della Arocena –  testimonianza sulle radici e sulle rivisitazioni di uno dei ritmi alla base di tutta la musica cubana: la rumba. Come solista, nel 2015, ha pubblicato il suo primo album “Nueva Era”, debutto molto acclamato da pubblico e critica, con cui per la prima volta va in tour in Europa, in Giappone e negli USA (mentre gli Stones sbarcavano all’Havana, Daymé conquistava la critica statunitense con paragoni da brivido fino a quello con Ella Fitzgerald). A maggio 2016 esce un EP intitolato “One Takes” che raccoglie alcune session registrate in presa diretta in cui si misura in maniera istintiva con composizioni di Eddie Gale, Horace Silver, Raffaela Renzulli, Alfredo & Julio Brito, Peven Everett, brani tra loro molto differenti e mai ascoltati in precedenza. E’ la conferma di un talento e della sua unicità.
Ha condiviso il palco con Roy Ayers e la superstar brasiliana Ed Motta (che ha sorpreso in lacrime di gioia con una dichiarazione d’amore mentre erano sul palco del Worldwide Festival), con Miguel Atwood-Ferguson in occasione della sua trionfante Suite for Ma Dukes al Barbican, arrembando letteralmente il palco. Ha tenuto concerti da Los Angeles a Tokyo, ipnotizzando ogni volta il pubblico con la sua sbalorditiva estensione vocale e un grande senso dell’umorismo e dell’ironia. Le piacerebbe lavorare con Kendrick Lamar e Anderson Paak.
Tutto ciò, comunque, non ha distratto Daymé da un approccio profondamente serio e rispettoso nei confronti della sua arte; che sviluppa a partire da una cultura musicale unica, come appunto quella cubana, sforzandosi di creare un linguaggio musicale coeso che potesse mettere d’accordo i vari dialetti musicali cubani. Crescere in una casa con due letti, e con altre 21 persone, significa scrostare ogni centimetro di superficie disponibile a ritmo di rumba. È un tipo di infanzia abbastanza tipica in un paese come Cuba in cui i bambini crescono rapidamente e sempre esposti ai vari, particolari, ritmi musicali dell’isola.
Questa educazione coinvolgente costituisce il punto di partenza del disco. Entrando in uno dei prestigiosi conservatori classici de L’Avana finanziati dallo Stato, all’età di 9 anni, Daymé ha potuto costruire una visione ampia e una interconnessione tra la formazione classica e le ispirazioni provenienti dai diversi ritmi e stili dell’isola caraibica – dal changüí frenetico di Guantanamo, all’onnipresente guaguancó fino alla ballada in stile anni ’70.
Canta principalmente in spagnolo Daymé, passando all’inglese (e
sperimentando anche un po’ di francese) quando è l’umore a condurcela. Prodotto da Dexter Story (artista di casa Soundway), con gli arrangiamenti d’archi curati da Miguel Atwood-Ferguson, è il patrimonio musicale dei nostri giorni per i cittadini del mondo.
NPR quando l’ha intervistata lo scorso anno agli show-case di Sound of Cuba al prestigioso SXSW di Austin, ha scritto: “E ‘difficile immaginare una voce migliore per aprire i cancelli del suo paese” – e, a distanza di un anno esatto, Cubafonía rende questa affermazione ancora più vera.
slide-2-musiculturaonlineAmbiziosa, laboriosa, e affamata di scambio culturale, che non compromette il sapore unico del suo paese d’origine di cui è così fiera, lascia trasparire che il 2017 potrebbe essere un anno monumentale per lei che ha ben chiaro il senso delle influenze e commistioni nella sua musica: “Non abbiamo una cultura nativa,” spiega. “Non abbiamo popolazioni indigeni, come i Maya o i Quechua. Hanno fatto un paese con persone provenienti da tutto il mondo – che è ciò che rende la cultura cubana così diversa .”
TRACKLIST:

  • Eleggua
  • La Rumba me llamo yo
  • Lo que fue
  • Maybe Tomorrow
  • Negra Caridad
  • Mambo Na’ Mà
  • Cómo
  • Todo por Amor
  • Ángel
  • It’s Not Gonna Be Forever
  • Valentine

* Lanciata nel 2007, Havana Cultura è la piattaforma per la promozione della creatività cubana contemporanea creata dal produttore di rum cubano Havana Club. Il suo obiettivo principale è quello di mettere in mostra e valorizzare il lavoro di artisti in varie discipline, tra cui musica, arti visive e dello spettacolo, del cinema e della letteratura, sia attraverso un sito web ricco di informazioni e finestre multimediali, sia attraverso lo sviluppo di progetti culturali.
Havana Cultura sul web: havana-cultura.com

CUBAFONÍA
(CUBA / Brownswood Recordings / Audioglobe)
Daymé Arocena alla voce, Jorge Luis Lagarza al piano, Rafael Aldama al basso, Ruly Herrera alla batteria alla batteria.

CUBAFONÍA EUROPEAN TOUR
20 aprile BOLOGNA Bravo Caffé
21 aprile ROMA Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio
22 aprile MILANO – Biko Club

GUARDALA DAL VIVO:

Daymé Arocena – Mambo Na’ Mà (live @TivoliVredenburg Utrecht)

Daymé Arocena – La Rumba Me Llamo Yo (live @TivoliVredenburg Utrecht)

Tag:, , , ,