Grandissimo successo di Pat Metheny a Milano
di Giovanni Longo
11 Lug 2026 - Commenti live!
Teatro degli Arcimboldi gremito ed entusiasmo alle stelle per il concerto del “Side Eye III +”, tour di Pat Metheny a Milano.
Che ogni nuovo ritorno di Pat Metheny in Italia riscuota un grande successo di pubblico è ormai un dato assodato. Questa volta però, a differenza delle ultime due occasioni in cui avevamo avuto l’opportunità di ascoltarlo a Milano, ovvero il concerto in trio del maggio 2022 per la prima versione del progetto Side Eye (Side Eye NYC (V1.IV) e l’esibizione solista del novembre 2024 successiva a MoonDial, il coinvolgimento del pubblico è apparso sensibilmente maggiore, sfociando in larghi tratti in sincero entusiasmo. Si è, in effetti, come registrato un salto di qualità, in termini di maggiore vivacità e coinvolgimento nell’approccio interpretativo del musicista americano, complice anche e soprattutto l’energia e la freschezza trasmessa dai giovani comprimari sul palco. E se tale circostanza poteva apparire prevedibile – e si è piacevolmente confermata tale – relativamente alla proposizione delle tracce dell’ultimo lavoro Side Eye III +(ne sono state suonate la prima metà, nell’ordine esatto dell’elenco del cd), la vera sorpresa ha riguardato la (ri)proposizione dei brani di repertorio, come le celeberrime First Circle e Are You Going With Me, o ancora la meno nota The Red One (contenuta in I Can See Your house from Here, un quasi dimenticato lavoro del 1994, in collaborazione con John Scofield). Di grande suggestione anche la più recente Zenith Blue, contenuta all’interno del primo, già citato Side Eye, uscito nel 2021 (ma registrato dal vivo nel 2019).
Si parlava dei “comprimari” che hanno accompagnato sul palco Metheny. Chris Fishman al piano, tastiere e organo e Joe Dyson alla batteria sono apparsi enormemente cresciuti e maturati rispetto alla precedente esibizione del 2022. I nuovi hanno dimostrato di aver bene interiorizzato l’affascinante universo musical-sonoro metheniano: Jermaine Paul al basso ha regalato un groove a tratti entusiasmante e Leonard Patton, voce e percussioni, si è ben disimpegnato, , tra l’altro misurandosi dignitosamente con l’inarrivabile modello vocale di Pedro Aznar in First Circle.
Applausi scroscianti hanno inondato l’Arcimboldi, bis a ripetizione, notata una maggiore, confortante presenza giovanile. Nel complesso, non diciamo una cura ringiovanente ma certo un bel sussulto per Pat Metheny, nella consapevolezza nell’ineluttabile scorrere del tempo, con la lancinante nostalgia del mitico Pat Metheny Group e del sodalizio con il compianto Lyle Mays.

