Gigi Proietti: “Questo amore”. Addio maestro!


a cura di Alberto Pellegrino

3 Nov 2020 - Altre Arti e Festival, Video

In omaggio al Grande Maestro Gigi Proietti che ci ha recentemente lasciati proponiamo la poesia Questo amore recitata dall’attore nel 2000 nella trasmissione “A me gli occhi” in due versioni: video e solo audio.

Per onorare la scomparsa di una grande maestro della scena come Gigi Proietti, penso sia opportuno riproporre questo testo appositamente scritto da Roberto Lerici per l’attore, che l’ha interpretato da par suo nel 1981 nel corso dello spettacolo A me gli occhi please, allestito nel Teatro Tenda di Roma e successivamente riproposto in televisione in una puntata dello spettacolo Cavalli di battaglia. Il fiorentino Roberto Lerici (1931-1992) è stato uno scrittore, commediografo e sceneggiatore, a cui si devono molti testi degli spettacoli di Proietti. Questa composizione, che all’inizio sembra quasi una citazione dell’omonima poesia di Jacques Prévert, acquista una propria originalità in un misto di sentimento, ironia e violenza politica, perché Lerici ha scritto una poesia d’amore originale ed elegante, “arrabbiata” e appassionata nel suo pathos anarchico-libertario. Malgrado siano passati 40 anni, bisogna riconoscere con amarezza che essa rimane ancora attuale.

Quest’amore (di Roberto Lerici)

Quest’amore, quest’amore, quest’amore.
Quest’amore malato, denutrito,
fatto di parole smozzicate;
quest’amore usato, digerito,
buttato in pasto al popolo ignorante,
come fosse una cosa interessante;
quest’amore corrotto dalla noia
dei grandi amatori della storia,
masticato da cento letterati,
vomitato da principi, prelati;
quest’amore che accoglie, che perdona,
fatto per gente dalla bocca buona,
è un amore di fradicia letizia,
che assolve tutto, pure l’ingiustizia;
quest’amore sciancato, deficiente,
sbattuto sulla faccia della gente
come l’osso al cane disperato;
quest’amore scarnito, rosicchiato,
coi suoi stracci di corpo denudato;
quest’amore di cui si parla, tanto
celebrato con tutte le grancasse,
quest’amore è disceso tra le masse,
elargito per grazia del potere
perché tutti ne possano godere.
È un amore deforme, malandato,
generato dal vecchio capitale,
fra le cosce del mondo occidentale.
Per quest’amore è meglio non cantare,
perché non c’è una musica che tenga
e questa mia canzone sgangherata
non so nemmeno cosa la sostenga.
Avessi almeno la grazia più scollata,
di una puttana sola, disperata,
piuttosto che la facile mania,
il fascino merdoso di questa borghesia.
Ma quell’amore che era una certezza,
s’è assopito con l’ultima carezza,
ha piegato pian piano le sue foglie,
rinunciando, per ora, alle sue voglie.
L’anima mia per questo s’è ammalata,
non sogna più e resta addormentata.
Prima che il vuoto tutti ci divori,
che venga, venga presto
il tempo in cui ci si innamori.

Gigi Proietti, Questo Amore – dalla trasmissione “A me gli occhi” 2000

Versione audio:

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