Giacobazzi racconta un po’ di lui


di Elena Bartolucci

16 Mar 2015 - Commenti teatro, Teatro

giuseppegiacobazzi_musiculturaonlinePorto S. Giorgio (FM) – Sabato 14 Marzo 2015 il palcoscenico del Teatro Comunale ha accolto con grande calore il comico di origine romagnola Giuseppe Giacobazzi, conosciuto al grande pubblico soprattutto con i programmi televisivi Zelig off e Zelig.
Con il suo spettacolo Un po’ di me, scritto insieme a Carlo Negri e giunto alla sua 100° replica, Giacobazzi si mette completamente a nudo con grande umiltà e tenta di raccontare più l’uomo comune (all’anagrafe Andrea Sasdelli) che il personaggio, passando dai ricordi di infanzia contadina e di gioventù trascorsa sui motorini truccati o al bar con gli amici alla nuova (e tanto cercata) realtà di genitore.
Come lui stesso ha dichiarato: “Dopo 20 anni di carriera, ho deciso di aprire il cassetto dei ricordi e raccontare un po’ del mio privato. Non è un racconto retrospettivo, semmai è una lucida analisi su quello che è stato, su quello che è e su quello che forse sarà”.
Le prime battute prendono subito di mira la scenografia minimale composta da cinque semplici armadietti di plastica che si colorano con l’uso delle luci e che rappresentano i cassetti delle memorie e delle esperienze di vita privata e professionale del comico romagnolo.
Senza troppi fronzoli e in maniera schietta, sincera e sempre leggera, Giacobazzi inizia a raccontarsi e lo fa, riportando alcuni simpatici episodi di quando ha lavorato (per ben diciassette anni) nel mondo della moda per conto della grande maison Gianfranco Ferré.
Riguardo la mediocrità che caratterizza l’odierna TV generalista, si sofferma su programmi come “24 ore in sala parto”, “Non sapevo di essere incinta”, “Nudi e crudi” oppure “Mayday, indagini ad alta quota”; quest’ultimo fornisce lo spunto ideale per aprire una breve ma esilarante parentesi sulle compagnie low-cost e le bizzarrie compiute dai passeggeri con i propri bagagli a mano.
Se la televisione non fa che produrre programmi spazzatura, non è tanto meglio rifugiarsi in rete, dove sempre più persone rimangono assuefatte dall’acquisto compulsivo su siti come “Dalani” o “Groupon”.
Con altrettanta ironia e leggerezza vengono raccontati simpatici aneddoti sul confronto dei servizi di carroattrezzi italiani e svizzeri, sul labirinto negli autogrill o sull’ansia da prestazione degli uomini, che regala una lunga esposizione sugli effetti collaterali elencati nei vari bugiardini del Viagra.
La cosa, però, che più ha stupito il pubblico in sala è stato sentir parlare il comico di uno dei momenti più delicati della sua vita ovvero il lungo calvario che ha dovuto sopportare insieme a sua moglie per diventare genitore e che, solo dopo diversi tentativi di fecondazione assistita in Italia e in Spagna, ha portato nel 2013 alla nascita della figlia Arianna.
Con grande maestria Giuseppe Giacobazzi è riuscito a imbastire uno spettacolo in cui si ride davvero tanto e in cui la leggerezza riesce ad andare a braccetto con una profonda e inaspettata emotività, sottolineata dai suoi “momenti di trascurabile felicità” e nel finale dall’esecuzione dal vivo della canzone Il cielo di Renato Zero.

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