“Fiastrapalooza” ha concluso in bellezza con Iosonouncane
di Elena Bartolucci
30 Giu 2026 - Commenti live!, Festival
L’artista di origini sarde ha chiuso il festival regalando un concerto scarno, poetico e intensamente umano.
(Foto di Lorenzo Raffanelli)
Fiastra (MC) – Domenica 28 giugno, ai piedi del Castello Magalotti, fortezza difensiva di epoca medievale immersa nel paesaggio dei Monti Sibillini e affacciata sulla valle del Fiastrone, è stata ospitata la terza e ultima giornata della prima edizione di Fiastrapalooza.
Organizzata da La Catasta insieme al Comune di Fiastra, questo festival lacustre, nato per coniugare musica, arti performative, attività outdoor e valorizzazione del territorio, ha saputo trasformare per tre giorni il Lago di Fiastra e dintorni in uno spazio di condivisione in cui la natura non rappresentava soltanto una scenografia, ma è diventata parte integrante di un’esperienza artistica a 360°.


L’ultimo ospite sul palco della giornata conclusiva è stato Jacopo Incani, in arte Iosonouncane, cantautore di origini sarde, che ha proposto un’esibizione essenziale e intensa, affidata esclusivamente alla forza di voce e chitarra.
Si tratta di uno degli artisti più originali della musica italiana contemporanea, che ha costruito negli anni un percorso lontano dalle logiche commerciali, sviluppando una scrittura musicale che fonde elettronica, folk, sperimentazione, canto popolare e ricerca linguistica. Dopo l’esordio con La macarena su Roma (2010), è stato il celebrato Die (2015) a consacrarlo come una delle personalità più innovative della scena indipendente italiana, mentre il monumentale Ira (2021) lo ha definitivamente imposto come una delle figure di riferimento della scena musicale nazionale. Negli ultimi anni si è inoltre dedicato alla composizione di colonne sonore cinematografiche, tra cui quelle del film Berlinguer. La Grande Ambizione di Andrea Segre, candidata al David di Donatello, e del documentario Lirica Ucraina di Francesca Mannocchi.
La scelta di presentarsi da solo sul palco in formazione acustica si è rivelata particolarmente efficace in quanto, spogliate delle elaborate architetture elettroniche che caratterizzano le sue versioni discografiche, le canzoni hanno mostrato tutta la loro solidità in termini di scrittura.
Non sono mancate alcune reinterpretazioni di canzoni altrui (tra cui Vedrai, vedrai di Luigi Tenco, Finestre di dolore di Francesco De Gregori oppure Sporca estate di Piero Ciampi), rilette con quella sensibilità personale che costituisce uno dei tratti distintivi dell’artista. Più che semplici cover, sono sembrate nuove narrazioni, capaci di inserirsi con naturalezza all’interno del suo universo sonoro.



La sua incredibile espressività facciale si sposa alla perfezione con un’energia straordinaria che non è altro che l’estensione naturale della sua chitarra con cui ha saputo presentare in modo eccezionale diversi brani tra cui, meritevoli di nota, Novembre, Il corpo del reato, Carne, Stormi e un intenso finale con Sacramento.
Aggressivo quanto necessario per i pezzi più forti, l’artista tocca invece tratti di estrema delicatezza ed eleganza per i brani dalle caratteristiche più intime mostrando un estremo controllo della voce sui toni bassi.


Con questo concerto, “Fiastrapalooza” ha sicuramente puntato sulla qualità di massimo livello.



