“Fermacarte, fermaporte, fermaportoni” a The Venice Glass Week 2026


a cura della Redazione

10 Set 2026 - Arti Visive

Per la decima edizione di The Venice Glass Week la mostra “Fermacarte, fermaporte, fermaportoni” è ospitata presso due sedi distinte: il Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia e lo Spazio Sorelle Sent a Murano. Apertura il 12 settembre.

Il Comitato Vetri di Laguna, in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia, propone per la decima edizione di The Venice Glass Week la mostra “Fermacarte, fermaporte, fermaportoni” ospitata presso due sedi distinte: il Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia e lo Spazio Sorelle Sent a Murano.

L’OTTOCENTO – A cura di Chiara Squarcina e Mauro Stocco

Museo del Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo

La sezione del Museo di Palazzo Mocenigo si concentra prevalentemente sulla produzione di fermacarte in vetro a Venezia nel XIX secolo. La fortuna e la diffusione che questo genere di lavori ebbe nelle vetrerie europee – soprattutto della Francia e della Slesia – e americane nel corso dell’Ottocento trova le sue origini proprio nella città lagunare. Venezia aveva già sperimentato con successo in passato, tra la fine del XV e il XVI secolo, la produzione di sfere di vetro massicce inglobanti sezioni di varie tipologie di canna rosetta e di altre canne policrome, di cui un esemplare è conservato presso il Museo muranese.

Pietro Bigaglia, Fermacarte con murrine millefiori e figurate di Giacomo Franchini, Venezia, 1846, diam. 77 mm, collezione privata

I fermacarte così come li conosciamo oggi ricomparvero a Murano verso la metà degli anni Quaranta dell’Ottocento per opera di Pietro Bigaglia (1786-1876), il quale per la loro realizzazione utilizzò non solo le canne in filigrana di sua produzione, ma anche le murrine millefiori e figurate di Giovanni Battista Franchini (1804-1873) e di suo figlio Giacomo (1827-1897). L’esposizione a Palazzo Mocenigo presenta al pubblico alcuni significativi e rari esemplari della produzione di fermacarte di Bigaglia, che fu però di breve durata e si fermò nel 1847. Grazie al suo esempio, tuttavia, la moda dei fermacarte cominciò a diffondersi nelle cristallerie francesi, la cui produzione raggiunse elevati livelli qualitativi. Sono presenti in mostra anche alcuni esempi della produzione muranese di fermacarte del Novecento, a testimonianza del successo di questo genere di oggetti anche nel secolo scorso.

Pietro Bigaglia (?), Fermacarte a spezzoni di canne, Venezia,1845-1847 circa, diam. 55 mm, Museo del Vetro di Murano

INFO

  • la mostra rimarrà aperta dal 12 settembre fino al 20 settembre 2026
  • orario dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17) – chiuso il lunedì. Venerdì e sabato il Museo sarà aperto fino alle ore 20 (ultimo ingresso ore 19)
  • Ingresso a pagamento con il biglietto del Museo – Santa Croce 1992, 30135 Venezia
  • mocenigo@fmcvenezia.it
  • www.mocenigo.visitmuve.it

DAL NOVECENTO AD OGGI – A cura di Marina Sent, Susanna Sent e Sandro Pezzoli

Spazio Sorelle Sent

L’intento della mostra “Fermacarte, fermaporte, fermaportoni” è quello di valorizzare un’espressione dell’artigiana­to in vetro che è stata capace di trasformare un oggetto d’uso quotidiano in un microcosmo di perfezione estetica. La popolarità di questi oggetti, esplosa a metà del XIX secolo, ha spinto molte manifatture in Europa a confrontarsi con queste creazioni rendendo immortale questo genere di realizzazioni. Tra queste, oltre alle più importanti vetre­rie muranesi, troviamo le cristallerie di Baccarat, Saint-Louis e Clichy, per citare solo le principali, dando vita a quello che oggi è un vero e proprio mercato del collezionismo d’élite. Tra i più appassionati collezionisti di questi oggetti va ricordato re Faruk d’Egitto (1920-1965).

Oltre alle vetrerie, il fermacarte ha sollecitato l’interesse anche di artisti moderni e contemporanei che, con le loro sperimentazioni, hanno contribuito a rinnovare e rileggere nelle forme e nei decori questo oggetto presentandolo come una vera e propria scultura. Tra gli artisti che più sono stati influenzati troviamo gli americani Paul Joseph Stankard, uno dei protagonisti dello Studio Glass Movement, e Charles Kaziun jr., particolarmente conosciuti per i propri “paperweight”.

Lo Spazio Sorelle Sent a Murano ospita in particolare i lavori di maestri muranesi e delle loro aziende, oltre ad artisti e designer che hanno voluto cimentarsi con queste opere, prendendo però le distanze dai tradizionali fermacarte a “Millefiori”, molto in voga nel secolo scorso nella produzione dell’isola.

La mostra intende inoltre allargare lo sguardo includendo, insieme ai fermacarte, anche fermaporte e fermaportoni, articoli che Murano produceva per uso domestico, invitando anche artisti e designer contemporanei a creare ap­positamente un loro lavoro.

Tra i protagonisti in mostra spiccano i lavori di importanti firme del panorama artistico: Lilian Rita Callegari, Michela Cavagna, Silvia Levenson, Rossana Pavanello, Lucio Perna, Maria Grazia Rosin, Natalia Saurin, Maria Scarognina, Matteo Seguso, Marina e Susanna Sent

INFO

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