Emilia Romagna Teatro Fondazione: “Etimologie” in streaming


a cura di Vincenzo Pasquali

3 Nov 2020 - News teatro

“Etimologie”, progetto a cura del direttore di Rai Radio3 Marino Sinibaldi e del direttore di ERT (Emilia Romagna Teatro) Fondazione Claudio Longhi, dedicato alle parole della lingua italiana, sarà in diretta, ogni lunedì, sul canale Facebook di Emilia Romagna Teatro Fondazione dal 9 al 30 novembre 2020. Ospiti: Vito Mancuso, Donatella Di Cesare, Stefano Laffi, Giorgia Serughetti, Mariapia Veladiano, Domenico De Masi, Silvia Salvatici, Ezio Mauro, introdotti da Valeria Della Valle.

Dal 9 al 30 novembre Etimologie, progetto a cura del direttore di Rai Radio3 Marino Sinibaldi e del direttore di ERT Fondazione Claudio Longhi, dedicato alle parole della lingua italiana e realizzato con il sostegno del Gruppo Unipol e con la media partnership di Rai Radio3,saràin streaming ogni lunedì sul canale Facebook di Emilia Romagna Teatro Fondazione (https://www.facebook.com/ErtFondazione): importanti personalità del panorama culturale italiano – Vito Mancuso, Donatella Di Cesare, Stefano Laffi, Giorgia Serughetti, Mariapia Veladiano, Domenico De Masi, Silvia Salvatici, Ezio Mauro – si confrontano in quattro incontri su alcuni termini che definiscono la società contemporanea e sull’evoluzione del loro significato in un mondo che cambia.

Emilia Romagna Teatro Fondazione ha ideato anche per la stagione 2020-2021 un calendario di eventi culturali parallelo agli spettacoli, da sempre uno dei segni particolari della carta di identità della Fondazione: appuntamenti pensati per spaziare oltre il palcoscenico e che ora, in un momento in cui la programmazione dei teatri è costretta ad arrestarsi, diventano occasione per provare a tenere saldo il collegamento tra spettatori e teatro. Una scelta che non sostituisce lo spettacolo dal vivo con il web, ma cerca di riprendere online quelle attività già pensate in una forma più agile, proprio in vista dei tempi che stiamo vivendo.

Sulla forza delle parole e sulla loro resistenza o cedibilità nel tempo si concentrano gli incontri con otto voci del pensiero contemporaneo a cui saranno affidate otto parole, introdotte dagli interventi della linguista Valeria Della Valle, che scavano nell’etimologia di ciascun lemma: al teologo Vito Mancuso il “Coraggio”; alla filosofa Donatella Di Cesare il “Popolo”; al ricercatore sociale Stefano Laffi le “Generazioni”; alla ricercatrice e saggista Giorgia Serughetti la “Cura”; il “Lavoro” al sociologo Domenico De Masi, a confronto con la “Scuola”, assegnata alla scrittrice Mariapia Veladiano; la “Memoria” al giornalista Ezio Mauro, accanto ai “Confini”, attraversati dalla storica Silvia Salvatici. Modera gli incontri Marino Sinibaldi.

«Il logos è il principio primo. Preesistente a tutto e capace di sopravvivere a tutto. Anche nei momenti più bui le parole dette, scritte e ascoltate ci fanno sentire vivi, pensanti, dialoganti – afferma Vittorio Verdone, Direttore Corporate Communication e Media Relations Gruppo Unipol –.Il progetto Etimologie ci ha appassionati da subito, sin dalle prime idee che Claudio Longhi e Marino Sinibaldi ci hanno proposto. Come Gruppo Unipol ci riconosciamo nei temi e nei correlativi impegni che evocano le Otto grandi Parole scelte per la rassegna».

L’uso del linguaggio non è mai innocente. Ad analizzarlo con occhio critico se ne esce modificati o si finisce per modificarlo, forzarlo, strumentalizzarlo. Alla radice del linguaggio sta la parola, con tutta la storia che esprime, con le intricate selve di significato che, evolvendo di epoca in epoca, si trova a esplorare, evidenziare, spesso capovolgere.

Etimologie è uno spazio e un tempo dedicato alla riflessione e al confronto, indagando temi sempre più centrali nelle discussioni di oggi alla ricerca della loro potenza semantica, del loro valore e dell’opportunità di farsi termometro del presente in un mondo che non smette di cambiare.

«Il progetto Etimologie nasce nelle prime settimane del 2020 da un’idea e un’illusione. La scadenza cronologica – il primo ventennio del nuovo secolo, anzi il primo ventennio del nuovo millennio – sembrava il momento adatto per provare a mettere ordine all’interno di una serie di campi del sapere e della vita collettiva. Ecologia, Economia, Demografia e Politica sembravano tutte sottoposte a grandi tensioni, in uno stato avanzato di crisi e di cambiamento. Nasceva il progetto di provare ad analizzarlo a partire da una serie di parole, una griglia che aiutasse almeno a definire il campo: Coraggio, Popolo, Generazioni, Lavoro, Cura, Scuola, Confini, Memoria. Parole non casuali ma scelte tra le tante possibili per la loro pregnanza e utilità.

Poi è accaduto quello che è accaduto. Il Tempo è improvvisamente e radicalmente cambiato. Quel piccolo capitale di certezze con cui avevamo avviato il progetto si è dissolto in modo fulmineo e irreparabile. Ma nel drammatico mutamento in corso ci siamo accorti che quelle parole continuano ad avere un senso forte, possono essere utili per definire il perimetro del trauma che stiamo vivendo e forse del mondo che sta nascendo. Nell’angoscia e nell’incertezza che ci dominano, pensare insieme a come cambiano i concetti fondamentali della nostra vita pubblica e privata può aiutare ad affrontare la confusione, a rendere meno opachi i sentimenti e meno indecifrabile il tempo futuro. In senso del tutto diverso dal progetto iniziale ma con la stessa attenzione a coinvolgere competenze che possono chiarire il senso e la profondità delle otto parole chiave». (Marino Sinibaldi)

«Stiamo vivendo, ormai da vari mesi, un appuntamento con la Storia, tanto inatteso quanto sconvolgente. Nel tempo sospeso che ci è toccato in sorte, e nello smarrimento che ne è seguito, fatto di ore difficili e cruciali, di passioni contrastanti, tra ripiegamenti interiori e ritrovati slanci di speranza, resta fondamentale continuare a coltivare la curiosità, mantenere vigile lo sguardo su ciò che ci circonda, avere cura del destino della comunità. La conferma del progetto Etimologie – la cui idea di partenza, come ben ricorda Marino Sinibaldi, appartiene a un orizzonte di eventi affatto diverso da quello attuale: come sembra lontano (e lo è) gennaio 2020! – risponde proprio alla volontà di non lasciarsi sopraffare dall’incertezza e dal garbuglio dei nostri giorni, dando vita a uno spazio condiviso di dialogo e approfondimento che permetta di penetrare nelle pieghe della mutevole contemporaneità dall’ottica di un passato recente con cui non è possibile smettere di fare i conti. Si tratta di un esercizio di lucidità che trova un suo ideale compendio in una folgorazione sanguinetiana: “Le parole sono le mani per le cose che non puoi toccare”. Interrogarsi sulle otto parole chiave scelte, indagarle, osservarne le trasformazioni, masticarle in bocca e nella mente, giocarci concettualmente smontandole e ricomponendole: tutto ciò significa anche, in un periodo di distanziamento, creare vitali connessioni sul senso dell’esperienza della Storia che ci attraversa, a livello individuale e collettivo. È, in fondo, un modo per “toccare” cosa stiamo diventando. Emilia Romagna Teatro Fondazione è onorata di dare vita a questa iniziativa avendo al suo fianco Rai Radio3, coinvolgendo autorevoli figure dell’universo culturale italiano e potendo contare sull’appoggio del Gruppo Unipol». (Claudio Longhi)

BIOGRAFIE DEGLI OSPITI

Vito Mancuso – Coraggio

Vito Mancuso – foto di GIacomo Maestri

Saggista e teologo, il suo pensiero è oggetto di discussioni per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, in campo etico e in campo dogmatico. È stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano e di Storia delle dottrine Teologiche presso l’Università degli Studi di Padova. I suoi scritti suscitano notevole attenzione da parte del pubblico, in particolare L’anima e il suo destino (Cortina Raffaello, 2007); Io e Dio, Una guida dei perplessi (Garzanti, 2011); Il principio passione, La forza che ci spinge ad amare (Garzanti, 2013) e Dio e il suo Destino (Garzanti, 2015), quattro bestseller da oltre centomila copie con traduzioni in altre lingue e un importante rassegna stampa, radiofonica e televisiva. Nel libro Il coraggio di essere liberi indaga il tema della libertà per costruire un rapporto autentico con se stessi e con gli altri: «Tu ti ritieni libero? E se non ti ritieni tale, lo vuoi diventare? Hai, vuoi avere, il coraggio di essere libero?». Il suo ultimo libro è La via della bellezza (Garzanti, 2018). Ha collaborato con “la Repubblica” e dal 2019 scrive per “Il Foglio”.

Donatella Di Cesare – Popolo

Donatella Di Cesare

Insegna Filosofia teoretica all’Università “La Sapienza” di Roma. È tra le voci filosofiche più presenti nel dibattito pubblico. Collabora con “L’Espresso”, “Il Manifesto”, le pagine culturali del “Corriere della Sera”, “La Stampa”, e molti altri siti e riviste italiane e internazionali. Gli interrogativi etici e politici sulla violenza nell’età della globalizzazione l’hanno spinta a studiare il fenomeno della tortura e quello del terrore, volto oscuro della guerra civile globale (Tortura, Bollati Boringhieri, Torino, 2016; Terrore e modernità, Einaudi, 2017). Lo scontro epocale fra lo Stato e i migranti è la questione del libro Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione, Bollati Boringhieri, 2017 (Premio Pozzale per la saggistica 2018; Premio Sila per economia e società 2018). Gli ultimi suoi libri sono: Marrani. L’altro dell’altro, Einaudi, 2018; Sulla vocazione politica della filosofia, Bollati Boringhieri, 2018 (Premio Mimesis Filosofia 2019); Virus sovrano? L’asfissia capitalistica, Bollati Boringhieri, 2020; ll tempo della rivolta, Bollati Boringhieri, 2020.

Stefano Laffi – Generazioni

Stefano Laffi

Sociologo, nato e cresciuto a Milano, dove ha fondato Codici, una cooperativa di ricerca e intervento sociale. Ha insegnato nelle principali università milanesi, ma da sempre privilegia la ricerca sul campo e la divulgazione dei suoi temi di ricerca. Specializzato in progetti di cittadinanza attiva e di protagonismo nella vita pubblica di ragazzi e giovani, ha pubblicato fra gli altri per Feltrinelli La congiura contro i giovani (2014) e Quello che dovete sapere di me, la parola ai ragazzi (2016). È direttore della rivista “Codici404” e collabora stabilmente con la rivista “gli Asini”.

Giorgia Serughetti – Cura

Giorgia Serughetti

Ricercatrice in Filosofia politica presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca. Si occupa di genere e teoria politica. Ha pubblicato, oltre ad articoli e contributi in volumi collettivi, i libri: Democratizzare la cura / Curare la democrazia (Nottetempo, 2020); Libere tutte. Dall’aborto al velo, donne del nuovo millennio (con Cecilia D’Elia, minimumfax, 2017); Uomini che pagano le donne: dalla strada al web, i clienti nel mercato del sesso contemporaneo (Ediesse, I ed. 2013, II ed. 2019); Chiedo Asilo: essere rifugiato in Italia (con M. Calloni e S. Marras, Egea, 2012). Collabora con il quotidiano “Domani”.

Domenico De Masi – Lavoro

Domenico De Masi

È professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma dove è stato preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione. Si dedica alla formazione e alla ricerca socio-organizzativa. È membro del comitato scientifico della rivista “Sociologia del lavoro” e del comitato etico della Fondazione Veronesi. Ha fondato e diretto la “S3-Studium. Società di studi e ricerche in scienze organizzative”, la “SIT. Società italiana telelavoro” e la rivista “NEXT. Strumenti per l’innovazione”. È stato dirigente e docente presso il Centro Iri per lo Studio delle Funzioni Direttive Aziendali (IFAP); presidente dell’In/Arch (Istituto italiano di architettura) e dell’AIF (Associazione italiana formatori). È autore di numerosi saggi di sociologia urbana, dello sviluppo, del lavoro, dell’organizzazione e dei macro-sistemi, fra cui i recenti: Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati (Rizzoli, 2017); Lavoro 2025 (Marsilio, 2017); Il lavoro nel XXI secolo (Einaudi, 2018); L’età dell’erranza. Il turismo del prossimo decennio (Marsilio, 2018); Il mondo è giovane ancora (Rizzoli, 2018); Roma 2030. Il destino della capitale nel prossimo futuro (Einaudi, 2019); Lo Stato necessario. Lavoro e pubblico impiego nell’Italia postindustriale (Rizzoli, 2020); Smartworking. La rivoluzione del lavoro intelligente (Marsilio, 2020).

Mariapia Veladiano – Scuola

Mariapia Veladiano – foto di Sonia Gastaldi

È nata a Vicenza nel 1960. È laureata in filosofia e teologia ed è stata felice donna di scuola – insegnante e preside. Da quando si è frantumato il suo rapporto di fiducia con l’amministrazione si dedica interamente alla scrittura. La vita accanto, pubblicato con Einaudi Stile Libero nel 2011, è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2010 e secondo al Premio Strega 2011. Tradotto in inglese da MacLehose Press e in francese da Stock. Ha poi pubblicato, con Einaudi Stile Libero nel 2012, Il tempo è un dio breve. Nel 2013 è uscito un piccolo giallo per ragazzi, Messaggi da lontano, con Rizzoli. E, ancora con Einaudi Stile Libero, Ma come tu resisti, vita (2013), una raccolta di minuscole riflessioni sui sentimenti e le azioni. Con Guanda editore, nel 2016 Una storia quasi perfetta e nel 2017 LEI.

Silvia Salvatici – Confini

Silvia Salvatici

È docente di Storia contemporanea presso l’Università di Milano. É stata Honorary Research Fellow alla School of History, Classics and Archeology del Birkbeck College, Associate Research Fellow presso l’Italian Academy at Columbia University (New York) e Fernand Braudel Senior Fellow presso il Department of History and Civilization dello European University Institute (Firenze). Ha inoltre coordinato un programma dell’International Organization for Migration (Ginevra) dedicato alla creazione di un archivio della memoria della guerra del Kosovo. Ha tenuto cicli di lezioni per l’Oral History Summer Institute della Columbia University, per l’International Trauma Studies Program della New York University, per la Saint Joseph University in Beirut. É stata inoltre Susan Currier Visiting Professor for Teaching Excellence al College of Liberal Arts del California Polytechnic State University. È condirettrice di Contemporanea. Rivista dell’800 e del ‘900, è membro del Consiglio scientifico dell’Istituto Parri (già Insmli) e fa parte della Società italiana delle storiche. Ha fatto parte del comitato scientifico del programma di Rai Cultura Il tempo e la storia e ha attualmente lo stesso incarico per il programma Passato e Presente. I suoi interessi di ricerca vertono sulla storia del XX secolo e si concentrano attualmente sulla storia dell’umanitarismo internazionale e della popolazione profuga nell’Europa del secondo dopoguerra. Si è occupata inoltre di storia del lavoro femminile, di donne e diritti umani, di memorie dell’esperienza bellica con particolare riferimento alla guerra del Kosovo. Tra le sue pubblicazioni Senza casa e senza paese. Profughi europei nel secondo dopoguerra (il Mulino, 2008) e Nel nome degli altri. Storia dell’umanitarismo internazionale (il Mulino, 2015).

Ezio Mauro – Memoria

Ezio Mauro

Nato a Dronero il 24 ottobre 1948, inizia la professione di giornalista nel 1972 alla “Gazzetta del Popolo” di Torino. Passa poi a “La Stampa”, a Roma, come inviato di politica interna e svolge anche servizi e inchieste all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Nel 1988 inizia la sua collaborazione con “la Repubblica”, come corrispondente dall’Urss, con base a Mosca. Il 26 giugno 1990 torna a “La Stampa” come condirettore, per poi assumere la carica di direttore il 6 settembre 1992. Nel 1994 riceve il Premio Internazionale Ischia per il giornalismo. Il 6 maggio 1996 diventa direttore di “la Repubblica”. Nel 1997 ottiene il Premio Internazionale Alfio Russo. Nell’ottobre 2009 la Harvard Kennedy School gli assegna un encomio in riconoscimento del ruolo svolto da “la Repubblica” «in un momento di grave pericolo per la libertà di stampa in Italia». Nel 2011 pubblica con Gustavo Zagrebelsky La felicità della democrazia. Un dialogo edito da Laterza nel 2011. Nel 2015 pubblica Babel edito da Laterza, dialogo sulla democrazia con Zygmunt Bauman. Nello stesso anno debutta Thyssen. Opera sonora, spettacolo teatrale tratto da un suo reportage sull’incidente avvenuto nel 2007 nell’acciaieria di Torino. Il 14 gennaio 2016 lascia la direzione di “la Repubblica” con cui collabora come editorialista. Nel 2017 gli vengono assegnati il Premiolino, il Premio Cherasco, il Premio Andrea Barbato, il Premio Giovanni Spadolini ed è insignito dalla Presidenza francese della Légion d’honneur. A ottobre 2017 esce il suo ultimo libro, L’anno del ferro e del fuoco. Cronache di una Rivoluzione, edito da Feltrinelli, da cui sono tratte le rappresentazioni teatrali I due treni e Lenin e lo Zar. A marzo 2018, firma il film documentario Il Condannato. Cronaca di un Sequestro, prodotto da Stand by me e da Rai Cinema, sui 55 giorni di prigionia di Aldo Moro. A ottobre 2018 sempre con Feltrinelli pubblica il libro L’uomo bianco in cui parte dalla tentata strage di Macerata da parte di Luca Traini e arriva all’ indagine della mutazione culturale. Il 24 ottobre 2019 esce, per Feltrinelli, Anime Prigioniere – Cronache dal Muro di Berlino. Il 6 novembre esce il film documentario legato al libro, prodotto da Stand By Me e Rai Cinema.

CALENDARIO

Lunedì 9 novembre, ore 21.00

  • CORAGGIO – Vito Mancuso
  • POPOLO – Donatella Di Cesare

Lunedì 16 novembre, ore 21.00

  • GENERAZIONI – Stefano Laffi
  • CURA – Giorgia Serughetti

Lunedì 23 novembre, ore 21.00

  • SCUOLA – Mariapia Veladiano
  • LAVORO – Domenico De Masi

Lunedì 30 novembre, ore 21.00

  • CONFINI – Silvia Salvatici
  • MEMORIA – Ezio Mauro

INFO E APPROFONDIMENTI: www.emiliaromagnateatro.com

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