Delizioso “Mozart Concert Arias” ad Anversa


di Alma Torretta

12 Ott 2022 - Commenti classica, Commenti danza

Ad Anversa è tornato con grande successo “Mozart Concert Arias”, coreografie di Anne Teresa De Keersmaeker. Tra arie e balletto, lo spettacolo è ormai considerato un classico.

(Foto © Opera Ballet Vlaanderen)

Elegante e ricco di ironia, bello da vedere per coreografie e costumi, delizioso da ascoltare per la musica raffinata. Mozart Concert Arias è uno spettacolo da non perdere perché regala davvero felicità, come del resto il suo stesso sottotitolo suggerisce, Un moto di gioia, che è proprio l’aria che apre la serata, anche se non mancheranno i momenti tragici ma sempre con il sorriso. Il lavoro di Anne Teresa De Keersmaeker,  la più grande coreografa belga contemporanea, è stato presentato in prima mondiale nel 1992 alla Corte d’onore del Palazzo dei Papi durante il Festival d’Avignone e l’Opera Ballet Vlaanderen con sedi a Gand e  Anversa, l’ha ripreso quest’anno mostrando come ha mantenuto  tutta la sua freschezza e attualità, ed è per questo che può ormai essere considerato un classico della danza contemporanea ed una delle più ispirate realizzazioni dell’artista coreografa. La sua essenzialità lo rende senza tempo, come le musiche di Mozart, arie e composizioni strumentali con filo conduttore l’amore esplorato in tutte le sue sfaccettature, dalla civetteria alla ricerca del primo sguardo e al colpo di fulmine, dal cuore spezzato alla fuga irritata e/o annoiata, ma sempre con la leggerezza e gioiosità che contraddistingue Mozart anche nelle situazioni più infelici, anche quando l’amore può essere crudele.

Nella semplice ma efficace scenografia di Jean-Luc Ducourt et Herman Sorgeloos, ispirata al palazzo di Schönbrunn a Vienna, con in fondo dei pannelli verdi che richiamano l’arancera del castello e, soprattutto, la pedana che ne ricorda il bel parquet, si muovono tre cantanti, due soprano e una mezzo, ed il corpo di ballo dell’opera fiamminga composto da danzatori uno più bravo dell’altro. I bellissimi costumi, firmati da Rudy Sabounghi, sono un mix di antico e moderno: giacche e gilet ricamati, bluse sbuffanti e piedi nudi si mescolano con camicie moderne, in nero o chiare, abbinate a scarpette d’epoca barocca, con reinterpretazioni di vestiti settecenteschi come gli strepitosi maculati sia per lei che per lui.

Lo spettacolo si presenta come una successione di momenti di danza e canto sempre con un elemento di collegamento tra una scena ed un’altra, ed è un vero peccato che l’intervallo ne interrompa la consequenzialità in modo brusco. Danza e voci non sono rigidamente separati, le cantanti entrano a fare parte della coreografia ed i ballerini piangono, gridano, sbuffano, sottolineano con ironia pure i loro momenti di stanchezza, c’è una continua interazione anche di sguardi e contaminazione delle parti tra tutti gli artisti in scena. La coreografia mescola con grande intelligenza e divertimento lo stile classico e quello contemporaneo, proprio della De Keersmaeker, con movimenti d’ispirazione di danze popolari e d’epoca, rock e dance, ed anche movenze animali a quattro zampe e striscianti con risultati a volte davvero esilaranti. Le tre cantanti soliste in questa ripresa sono il soprano belga Emma Posman che ha meritato applausi calorosi nella seconda parte dello spettacolo per il suo virtuosismo e che sin dall’inizio si era fatta notare per le sue interpretazioni accorate; il mezzosoprano Raphaële Green ha invece voce piena, calda e morbida, bel volume ed è dalla musicalità trascinante; completa il trio il soprano Annelies Van Gramberen dagli acuti fendenti luminosi e buoni legati. La musica di Mozart è ben resa dall’Orchestra Sinfonica Opera Ballet Vlaanderen diretta da Francesco Corti che asseconda i tempi vivaci della coreografia e garantisce pulizia d’esecuzione. Si fa notare, infine, sul palcoscenico il bravo pianista Pedro Beriso, anche lui in giacca blu settecentesca, e una giacca di velluto blu indossa pure il maestro Francesco Corti, ma senza ricami e se l’è tolta per dirigere.

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