Dalí: la tradizione legata a doppio filo con il surrealismo


di Elena Bartolucci

9 Gen 2026 - Arti Visive

La mostra romana “Dalí. Rivoluzione e Tradizione”, intitolata al grande pittore catalano, allestita a Palazzo Cipolla, sarà aperta al pubblico fino al prossimo 1° febbraio 2026.

(Tutte le foto sono state messe a disposizione dall’ufficio stampa della mostra “Dalí. Rivoluzione e Tradizione”. Le foto dell’installazione sono di Monkeys Video Lab)

Salvador Dalí – Autoritratto con il collo di Raffaello (dettaglio), 1921 circa © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Roma, 2025

Roma – Nel cuore pulsante di Via del Corso, nel polo museale del maestoso Palazzo Cipolla è stata allestita la mostra “Dalí. Rivoluzione e Tradizione”, che sarà aperta al pubblico fino al prossimo 1° febbraio 2026.

Salvador Dalí – Alla Ricerca della Quarta Dimensione / A la búsqueda de la cuarta dimensión, c.1979, Olio su tela 122.5 x 246 cm, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres© Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Roma, 2025

Nato a Figueres in Catalogna, Dalí è uno dei principali esponenti del surrealismo del Novecento, noto per un linguaggio visivo che intreccia sogno, filosofia e simbolismo psicologico. Dopo studi accademici a Madrid, Dalí si lega al movimento surrealista di Parigi, pur mantenendo una personalissima visione artistica che lo porta a confrontarsi con i grandi maestri della storia dell’arte e con gli artisti contemporanei.

Questa esposizione ambisce a celebrare il genio indiscusso di Salvador Dalí (1904-1989), mettendo in scena un chiaro paradosso alla base della sua arte: la stravaganza nella sua innata e forte innovazione artistica in netto contrasto con la sua incredibile venerazione per i grandi classici nonché suoi miti come Raffaello, Velázquez e Vermeer.

Questi grandi maestri giocano il ruolo di veri e propri interlocutori con cui l’artista si raffronta in continuazione instaurando un vero e proprio confronto creativo e che vengono presi come continuo riferimento da rielaborare in varie chiavi di lettura critica per edificare quella che sarà la sua chiara rivoluzione surreale.

È possibile ammirare oltre sessanta opere tra dipinti, disegni, documenti fotografici e materiali audiovisivi provenienti da istituzioni di altissimo profilo internazionale come il Museo Reina Sofía e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Museu Picasso di Barcellona e le Gallerie degli Uffizi di Firenze, che indagano l’universo creativo dell’artista e il suo profondo rapporto con i grandi maestri del passato e del suo tempo. Interessante infatti è il capitolo dedicato al rapporto con Pablo Picasso. Il pittore di origini catalane intrattenne un legame tanto di ammirazione quanto di frizione con Picasso, che comportò un confronto acceso tra i due artisti, una sorta di sfida interna volta alla ricerca della grandezza e della modernità, in cui Dalí provò a definire la propria identità artistica a partire da influenze che non desiderava semplicemente replicare.

Salvador Dalí – Dalí visto di spalle mentre dipinge Gala. Opera stereoscopica, 1972-1973 © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Roma, 2025

In termini di allestimento, la nota positiva è che i curatori della mostra sono riusciti a bilanciare alcuni capolavori noti e opere meno viste, mescolando interessanti testimonianze audiovisive.

L’unico elemento negativo è forse non aver mostrato abbastanza il risultato surrealista dell’artista, puntando invece molto al percorso didascalico ed emozionale che porta il visitatore a interrogarsi su quanto la tradizione abbia pesato sull’evoluzione rivoluzionaria di Dalí e se esista davvero una rottura netta con la pittura del Cinquecento e del Seicento, a lui tanto cara.

Salvador Dalí – Pierrot with guitar, c. 1923, Olio e collage su cartone 54.5 x 52.3 cm © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Roma, 2025 / VEGAP Madrid

L’evento, la cui direzione scientifica è firmata da Montse Aguer con la curatela di Carme Ruiz e Lucia Moni, è stato promosso dalla Fondazione Roma in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí e con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna e il supporto organizzativo di MondoMostre.

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