Concorso Toscanini 2021 al Teatro Regio di Parma, i vincitori


a cura della Redazione

26 Ott 2021 - Commenti classica, Concorsi

Si è concluso il Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra “Arturo Toscanini”. Una vera festa dell’Opera in cui la Giuria internazionale, presieduta da Fabio Luisi e costituita da Sovrintendenti e Direttori Artistici di alcuni tra i più importanti teatri al mondo, ha assegnato il primo premio al giovane direttore bielorusso Vitali Alekseenok. Secondo e terzo premio a Sasha Yankevych e Felix Hornbachner. Numerosi i premi speciali.

Vitali Alekseenok, direttore bielorusso ventinovenne, è il vincitore della XI edizione del Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra “Arturo Toscanini”. Questo il verdetto della Giuria Internazionale del Concorso, presieduta dal Maestro Fabio Luisi e composta da Augusto Techera (Teatro Colón di Buenos Aires), Roland Adler (Semperoper di Dresda), Richard Hetherington (Royal Opera House di Londra), André Comploi (Teatro alla Scala, Milano) e Jesús Iglesias Noriega (Palau de les Arts di Valencia) e – in collegamento streaming –  John Fisher (Metropolitan Opera New York), oltre che da Alberto Triola, Sovrintendete e Direttore Artistico de La Toscanini.

Il primo premio, del valore di euro 15.000, è stato offerto da Pusterla 1880. Il secondo premio, del valore di 7.500 euro, offerto da Gruppo Hera, è stato assegnato al direttore ucraino Sasha Yankevych. Il terzo premio, del valore di 5.000 euro, offerto da Ce.PIM S.p.A, va al direttore austriaco Felix Hornbachner.

Numerosi i premi speciali. Il Premio Speciale del Pubblico, offerto dalRotary Club Salsomaggiore Terme(euro 2.000), va a Vitali Alekseenok. Al medesimo anche il Premio Speciale “Emanuela Castelbarco Toscanini” per la miglior esecuzione di un duetto verdiano, offerto da Verdissime.com (euro 1.000) e il Premio Speciale del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano (un concerto con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Milano). A Sasha Yankevych il Premio Speciale della Filarmonica Arturo Toscanini (euro 1.000) e il Premio Speciale dell’Opéra de Saint-Etienne (un concerto nella Stagione Sinfonica).

Il Rossini Opera Festival di Pesaro, nella persona del Sovrintendente Ernesto Palacio e il Teatro Bellini di Catania, nella persona del Sovrintendente Giovanni Cultrera offrono una scrittura a Vitali Alekseenok. Il Teatro Comunale di Bologna, nella persona del Sovrintendente Fulvio Macciardi offre una scrittura a Sasha Yankevych.

12 giovani direttori selezionati tra 240 candidati provenienti da 45 Paesi. Un workshop di 2 settimane, nel mese di maggio, con 15 docenti. 6 semifinalisti valutati nelle giornate del 19 e 20 ottobre da una Giuria internazionale. Poi 3 finalisti, convocati al Teatro Regio di Parma, nel cuore pulsante della tradizione lirica, per dar prova di sé di fronte a un illustre e blasonato parterre. E la proclamazione dei vincitori.

«È stato un progetto estremamente complesso, ambizioso, ai limiti del temerario – ha commentato Alberto Triola, Sovrintendente e Direttore Artistico de La Toscanini-. Non solo per la novità del format ma anche per il numero di partecipanti – fra candidati, concorrenti, docenti del workshop, cantanti, orchestrali e coristi, e le diverse giurie e commissioni che hanno seguito e valutato i dodici concorrenti dal primo giorno fino alla finale di questa sera. Il Concorso “Arturo Toscanini” era stato pensato come grande appuntamento per Parma Capitale Italiana della Cultura. L’emergenza pandemica ci ha frenato bruscamente l’anno scorso, ma tenacemente la Fondazione Toscanini ha voluto difendere un progetto in credeva e crede molto, sia per il valore e l’amore che sentiamo per l’Opera, e per l’Opera italiana in particolare, sia per la necessità che avvertiamo di dare un aiuto concreto ai giovani artisti, direttori e cantanti, specialmente in questa fase di ripartenza delle attività artistiche. Questa sera è stata una vera festa dell’Opera. Degna conclusione di una galoppata emozionante iniziata nella primavera scorsa con un workshop che ha lasciato un segno profondo in tutti coloro che vi hanno partecipato, con una attenzione e una relazione forte con la città di Parma, con il territorio e con le bellezze artistiche e con i valori del territorio di questa nostra amata terra verdiana».

Nato in un’epoca in cui la didattica del dirigere non contemplava affatto corsi né tantomeno concorsi, compendiandosi solo in un numero esiguo di manuali, il celebre e mitizzato Arturo Toscanini, genius loci della città di Parma, è stato un «direttore virtuoso» che «scatenò una guerra fanatica contro il virtuosismo» (Adorno, 1959), dove ogni suo gesto era «un gesto teatrale […] esempio perfetto di arte che nasconde l’arte» (Sargeant, Geniuses, godness and people, 1949). Il suo magistero diviene oggi un faro ideale soprattutto per una jeune garde di eccellenti direttori, di cui Vitali Alekseenok, Felix Hornbachner, Sasha Yankevych sono senza dubbio alcuni fra gli esempi più fulgidi.

«Toscanini è un direttore unico che visse in un’epoca in cui erano ancora vivi Verdi e Puccini – ha commentato Jesús Iglesias Noriega, Direttore Artistico del Palau de Les Arts di Valencia-. Con il suo esempio ha sempre insegnato la disciplina nel lavoro e il rispetto per la partitura. E ha creato una scuola. In un giovane direttore oggi si ricerca musicalità, tecnica, personalità e capacità di comunicazione. Ma questa è solo una realtà ideale. Proprio in virtù della giovane età, non è possibile trovare tutti questi elementi riuniti insieme in un direttore all’inizio della carriera. Perciò, in questo Concorso abbiamo cercato di individuare chi potesse essere più prossimo a questo ideale. Non chi fa tutto alla perfezione –perché la magia della musica risiede anche nella “capacità di sbaglio”, che spesso offre molto di più a una performance. Abbiamo valorizzato chi sa meglio trasmettere emozioni, a partire dalle affinità con uno specifico brano».

«Un direttore è molto di più di una persona che tiene un concerto, è un Maestro – spiega Augusto Techera, Chief Coordinator della Produzione Artistica al Teatro Colón di Buenos Aires. Costruire una carriera, sulle orme di Toscanini, significa intraprendere un lungo cammino di studio, lavoro, sacrificio e umanesimo. Una carriera in cui l’arte e la tecnica si pongono al servizio di una partitura e di una drammaturgia viva, maturando la capacità di trasformare la comunità».

«È bello constare come tutti i finalisti di questo Concorso siano a un livello artistico molto alto, ma tutti con differenti visioni musicali – ha sottolineato Richard Hetherington, Head of Music della Royal Opera House di Londra -. Ognuno dei tre direttori ha delle idee precise che trasmette con carisma. Tutto ciò è fantastico!».

La Finale del Concorso si è svolta sabato 23 ottobre, in forma di concerto aperto al pubblico, presso il Teatro Regio di Parma, presentata da Stefania Bonfadelli e Paoletta Marrocu.

Ognuno dei tre finalisti si è cimentato nella direzione di un duetto rossiniano e di un atto d’opera verdiano, alla guida della Filarmonica Toscanini, del Coro dell’Opera di Parma. Dal Tancredi (1813), giocato sul bordo affilato di equivoci e sospiri, al Mosè (1829), passando per Semiramide (1823), forse«l’ultimo melodramma della grande tradizione barocca» (Celletti). Poi dal Nabucco (1842) al Macbeth (1847), fino ad arrivare a La traviata (1853) dove, tra la folleggiante coquetterie di una Parigi borghese e indifferente, declinano, pallenti, le camelie di un amore senza tempo.

Il ricco impaginato messo a punto per l’occasione è stato esaltato da una serie di straordinari cantanti: «Fiero incontro!… Lasciami non t’ascolto» dal Tancredi (1813) con Maria Laura Iacobellis (Amenaide) e Laura Polverelli (Tancredi); «Dio che vegli su me… Ah se puoi così lasciarmi» dal Mosè (1829), con Marigona Qerkezi (Anaide) e Matteo Roma (Amenofi); «Ebben… a te: ferisci… Giorno d’orror e di contento!» da Semiramide (1823), con Marigona Qerkezi (Semiramide) e Valeria Girardello (Arsace). Poi il primo atto del Nabucco (1842), che vedrà impegnati Matteo Desole (Ismaele), Ramaz Chikviladze (Zaccaria), Chiara Isotton (Abigaille), Federica Carnevale (Fenena) e Barbara Massaro (Anna); il secondo atto de La traviata (1853), con Marigona Qerkezi (Violetta), Marta Pluda (Flora), Matteo Desole (Alfredo), Alberto Gazale (Germont), Chuan Wang (Gastone/Giuseppe), Daniele Caputo (Barone Douphol), Leonardo Galeazzi (Marchese d’Obigny/Commissionario), Andrea Pellegrini (Dottor Grenvil); il primo atto del Macbeth (1847), dalla ‘scena della lettera’ di Lady Macbeth, con Francesco Landolfi (Macbeth), Anastasia Boldyreva (Lady Macbeth), Andrea Pellegrini (Banco), Barbara Massaro (Dama di Lady Macbeth), Riccardo Della Sciucca (Macduff), Chuan Wang (Malcom) e Daniele Caputo (Servo).

«Vorrei ringraziare particolarmente i cantanti che hanno aiutato i nostri candidati, dando il massimo per riuscire a fare musica insieme con i tre giovani direttori d’orchestra – ha dichiarato il Maestro Fabio Luisi, Presidente della Giuria Internazionale e fra i direttori più importanti del nostro tempo, ambasciatore della musica nel mondo –. I tre finalisti si sono molto impegnati, durante tutto il percorso di formazione che la Fondazione Toscanini ha offerto loro negli ultimi mesi. Questo Concorso, dunque, non è un episodio, ma si propone come forma di educazione musicale».

Tra gli ospiti presenti, oltre ai componenti della Giuria Internazionale, i membri della Commissione Speciale formata da rappresentanti di Fondazioni Lirico Sinfoniche, Teatri di Tradizione e Festival italiani: Vincenzo De Vivo (Direttore artistico della stagione lirica del Teatro delle Muse di Ancona); Giovanna Lomazzi (Vicepresidente della AsLiCo); Paolo Cascio (Segretario artistico del Festival Donizetti di Bergamo); Fulvio Macciardi (Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna); Giovanni Cultrera (Sovrintendente del Teatro Bellini di Catania); Andrea Cigni (Sovrintendente del Teatro Ponchielli di Cremona); Claudio Orazi (Sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova); Aldo Sisillo (Direttore artistico del Teatro Comunale di Modena); Anna Maria Meo (Direttore generale del Teatro Regio di Parma); Fiorenzo Grassi (Direttore artistico della stagione lirica del Teatro Fraschini di Pavia); Ernesto Palacio (Sovrintendente del Rossini Opera Festival di Pesaro); Cristina Ferrari (Direttore artistico del Teatro Municipale di Piacenza); Alessio Vlad (Direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma); Francesco Andolfi (Segretario artistico del Teatro Regio di Torino); Franco Moretti (Direttore generale del Festival Puccini di Torre del Lago); Matteo Beltrami (Direttore artistico del Luglio Musicale Trapanese); Paolo Rodda (Direttore artistico del Teatro Verdi di Trieste); Fortunato Ortombina (Sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia); Francesco Ommassini (Direttore residente della Fondazione Arena di Verona).

Al Teatro Regio di Parma anche molti volti noti del mondo dello spettacolo Fabio Armiliato, Luciana D’Intino, Tiziana Fabbricini, Barbara Frittoli, Pier Luigi Pizzi e Roberto Scandiuzzi per citarne alcuni.

«Il concorso internazionale di Direzione d’orchestra d’Opera Arturo toscanini – ha concluso Alberto Triola – è stata un’occasione, non solo per i tre finalisti, ma anche per tanti cantanti provenienti dalle accademie italiane più prestigiose, di farsi ascoltare e mettersi in gioco di fronte a una platea prestigiosa, una Giuria internazionale e una Commissione speciale che rappresenta il mondo dell’Opera italiana. Ci diamo ora appuntamento al 2023 per il nuovo Concorso Toscanini. E siamo felici ed orgogliosi che questo format dedicato all’Opera italiana abbia avuto un così grande successo».

www.concorsotoscanini.it

Tag:, , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *