Charlie Brown e i Peanuts compiono settant’anni di vita


di Alberto Pellegrino

3 Apr 2021 - Altre Arti e Festival, Fumetti

Compiono settant’anni i Peanuts, personaggi creati nel 1950 da Charles M. Schuls. Pellegrino ripercorre la storia e il significato simbolico di Charlie Brown, Linus, Snoopy e company.

Charlie Brown e la sua variegata compagnia compiono settant’anni, poiché la striscia dei Peanuts disegnata da Charles M. Schuls è apparsa per la prima volta il 2 ottobre 1950 e probabilmente né il suo autore né gli editori pensavano potesse diventare in breve tempo un successo di dimensioni mondiali, uno dei capolavori assoluti della letteratura disegnata americana con personaggi che sono entrati in modo incancellabile nell’immaginario collettivo della società di massa, continuando a sopravvivere alla stessa striscia chiusa nel Duemila. 

La forza e il valore poetico dei Peanutz derivano da questo universo di bambini, nel quale si riflettono come in uno specchio i problemi, le ansie, le nevrosi degli adulti che non compaiono mai, ma dei quali si avverte la presenza. Malgrado questi piccoli protagonisti pensino e agiscano secondo la tipica psicologia infantile, il mondo degli adulti è presente con i danni della massificazione, l’affannosa ricerca del successo, la solitudine e la nevrosi, la passiva accettazione di un modus vivendi che sottomette l’individuo a un processo di etero-direzione, per cui in questo microcosmo finiscono per riflettersi “tutte le nevrosi di un moderno cittadino della civiltà industriale” (Umberto Eco). Nello stesso tempo, a rendere affascinanti queste storie, è presente una buona dose di poesia fatta di tenerezza, di pietà e di bisogno d’amore: “Se poesia – dice ancora Umberto Eco – è far scaturire da eventi di ogni giorno, che siamo abituati a identificare con la superfice delle cose, una rivelazione che delle cose ci faccia toccare il fondo, allora, una volta ogni tanto, Schulz è poeta”.

Il protagonista è Charlie Brown

Charlie Brown è il protagonista di questa saga, ma è circondato da una serie di altri personaggi che hanno raggiunto una popolarità pari se non superiore alla sua. Egli rimane la maggiore espressione di un umorismo pessimistico, perché incarna la figura del perdente, dominato da nevrosi e carenze caratteriali, spesso umiliato e sfruttato dai suoi stessi compagni, ma nello stesso determinato fino alla testardaggine nel perseguire alcuni traguardi. Infatti egli si rifiuta ostinatamente di arrendersi anche quando una situazione è irrimediabilmente perduta o quando, a un passo dalla vittoria, una sua inaspettata abilità si trasforma crudelmente in una sconfitta. Per tutta la vita rimane un mediocre scolaro di quarta elementare con risultati mediocri nonostante sia diligente; ha un’ostinata passione per il baseball, per cui diventa l’organizzatore e un pessimo lanciatore di una squadra destinata abitualmente a perdere (è rimasta storica una sconfitta di 2 a 929), nella quale le uniche eccezioni positive sono rappresentate dal cane Snoopy nel ruolo di interbase e da Linus in quello di esterno sinistro. L’altra grande passione di Charlie è costituita da quegli aquiloni che s’intestardisce a costruire e a lanciare nel cielo nonostante finiscano sempre contro un albero che egli è solito chiamare un “albero cannibale”. Charlie Brown ha una testa rotonda con un piccolo ricciolo di capelli sulla fronte; indossa sempre un maglione giallo, rosso o arancione con una greca nera a zig-zag attorno alla vita. Ha un padre che fa il barbiere, mentre non si hanno notizie precise sulla madre; molto presente è invece la sorella Sally, verso la quale è sempre molto paziente, mentre lei lo assilla per fargli fare i compiti o per criticare i suoi comportamenti; infine ha un “amico di matita”, al quale scrive delle lettere che non ricevono mai una risposta, anche perché si dimentica spesso di metterci il francobollo. Charlie è segretamente innamorato di una “ragazzina dai capelli rossialla quale non ha mai avuto il coraggiodi rivolgere la parola e che non compare mai nel fumetto; ignora i corteggiamenti di Piperita Patty per rimanere fedele a quella ragazzina dei suoi sogni. L’amica del cuore è Lucy van Pelt, un concentrato di astuzia, adulazione, insensibilità, intrigo e smania di protagonismo, un carattere forte che sottopone il povero Charlie a frequenti analisi psicoanalitiche e a scherzi di pessimo gusto per umiliarlo e sottometterlo ai suoi voleri. L’unico capace di resistere a questa pestifera bambina è Schroeder, un piccolo pianista appassionato di Beethoven, che respinge le sue attenzioni amorose, che rappresenta l’intellettuale indipendente e il vendicatore del maschio americano. Ma proprio per la mancanza di un personaggio femminile positivo viene il sospetto che in tutta questa saga a fumetti scorra una sotterranea vena di maschilismo.

L’alter ego di Charlie: Linus van Pelt

In questo variopinto e complesso mondo collocato in un’anonima realtà urbana piccolo-borghese, un personaggio ha progressivamente assunto una particolare rilevanza e conquistato una grande popolarità. Si tratta di Linus van Pelt che, oltre ad essere il migliore amico del protagonista, è dotato di una complessa personalità: ha una spiccata passione per la religione (cita spesso la Bibbia e la sua divinità personale è il Grande Cocomero), ama la filosofia, sogna per il sé il potere e la libertà; rimprovera Charlie Brown di vivere “di motti e di luoghi comuni”; ha un temperamento  predisposto a usare liberamente la fantasia, come testimonia l’invenzione o l’utilizzo fantasioso di sconosciuti  animali “feroci” come i burropardi (terribili leopardi che vivono solo nei burroni), le vipere cornute, i rospi smeraldini e le serpi regina; “dipinge” quadri di grandi dimensioni, utilizzando semplicemente un dito come un pennello e l’aria come una tela. Sally, la sorella di Charlie, è innamorata di lui e lo chiama “scimmiottino d’oro”, ma non ha speranze di essere ricambiata, perché Linus ha una cotta per la sua maestra di scuola, Miss Othmar. A suo modo anche Linus è un perdente per l’incapacità di liberarsi delle sue insicurezze, per cui si succhia il pollice e cerca un sostegno nella celebre copertina (entrata in modo simbolico nella cultura popolare) che porta sempre con sé e che usa come un’arma contundente contro chi lo minaccia o sbeffeggia. Nonostante le sue notevoli doti intellettuali è anche lui il prodotto di una società nevrotica e dietro di lui si staglia l’ombra di Freud e, quando gli viene a mancare l’appoggio della sua “coperta di sicurezza”, manifesta preoccupanti turbe emotive, depressione, attacchi di panico, fino a quando ritrova il suo equilibrio e la sua capacità di resistenza ai processi d’integrazione, ritornando in possesso del suo feticcio.

Snoopy e il mondo della fantasia

Un altro personaggio che si è ritagliato un ruolo da protagonista è Snoopy, che è diventato il beagle più famoso del mondo. Ha anche lui le sue nevrosi, perché non accetta di essere solo un cane e, per rassegnarsi a questa sua condizione animalesca, si rifugia continuamente nel mondo dei sogni. È un pensatore ma, non potendo parlare con gli esseri umani, riesce a comunicare solo con l’uccellino Woodstock, l’amico più intimo che è in grado di leggere i suoi pensieri. La condizione canina assicura a Snoopy il cibo e un canile munito di ogni conforto, tanto da contenere un Van Gogh, un tavolo da biliardo, un affresco raffigurante la storia della civiltà, un televisore, una biblioteca, per cui egli è costretto a dormire sopra la cuccia, sfidando le minacce dei gatti suoi tradizionali nemici. La lettura preferita di questo cane sapiente è Guerra e pace di Tolstoi, anche se legge una parola al giorno per non stancarsi. La sua immaginazione antropomorfa gli permette di vivere amori tempestosi, di fare viaggi, di tenere conferenze e scrivere romanzi che non saranno mai pubblicati e che iniziano tutti con il famoso incipit “Era una notte buia e tempestosa”. Una sfrenata fantasia consente a Snoopy di incarnare circa 150 personaggi, tra i quali spiccano un campione di vari sport, un pirata, un avvocato, un soldato della guerra d’indipendenza, un capo scout, un dottore, un astronauta, un play boy come Joe Falchetto; a trasformarsi a volte in altri animali. Il personaggio preferito delle sue fantasie oniriche rimane però un pilota della prima guerra mondiale con tanto di casco, occhialoni e sciarpa svolazzante: alla guida di un caccia Sopwith Camel si batte contro il “Barone rosso”, il celebre asso dell’aviazione tedesca che di solito risulta vittorioso, per cui dopo gli scontri la cuccia-aeroplano  del povero Snoopy risulta traforata dai colpi delle mitragliatrici nemiche. Con le sue molteplici sfaccettature e i suoi significati esistenziali questo personaggio esprime sicuramente la maggiore carica fantastica e poetica di Schulz, proponendosi come un simbolo per tutti i sognatori di questo mondo.

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