“Cecità” di Josè Saramago


Marco Squarcia

20 Set 2013 - Libri

Analizziamo un cult della letteratura, premiato e strapremiato, sia il libro stesso, sia ovviamente l’autore: Premio Nobel per la letteratura. E scusate se è poco. La Trama: in un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza. Il consiglio spassionato di leggere questo libro mi è giunto da un mio collega di redazione. Lo avevo sentito spesso, ma mai l’avevo letto. Appena però mi sono informato, l’ho preso e letto in pochissimo tempo. Fatelo anche voi e mi raccomando, tenete gli occhi ben aperti, se non volete essere contagiati dall’uomo…..
Josè SaramagoL’Autore: Josè Saramago è stato uno scrittore, critico letterario,poeta, drammaturgo e giornalista portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998. Il riconoscimento a livello internazionale arrivò solo negli anni novanta, con Storia dell’assedio di Lisbona, una delle più belle storie d’amore mai scritte, il controverso Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità. Nel 1998 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura perché “con parabole, sostenute dall’immaginazione, dalla compassione e dall’ironia ci permette continuamente di conoscere realtà difficili da interpretare.  Del discorso che tenne alla consegna del premio, famoso è l’incipit: “l’uomo più saggio ch’io abbia mai conosciuto non era in grado né di leggere né di scrivere”, disse riferendosi a suo nonno.
Fonte (www.wikipedia.org)

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