Camerino (MC): il grande Markus Stockhausen al Camerino Festival


Francesco Rosati

13 Ago 2002 - Commenti classica

Si è svolto lunedì sera 12 agosto presso il Teatro Filippo Marchetti il penultimo appuntamento del CAMERINO FESTIVAL, la Rassegna Internazionale di Musica e Teatro da Camera che in questa 16 edizione ha proposto un cartellone quanto mai vario e stimolante per il numeroso pubblico che vi ha partecipato.
La serata ha proposto il grande trombettista tedesco Markus Stockhausen in trio con la musicista olandese Tara Bouman, al clarinetto e corno di bassetto, e il pianista Fabrizio Ottaviucci.
Il trio si è cimentato in un interessante programma che ha spaziato dalla complessa produzione musicale del Novecento sino ai giorni nostri, con brani dello stesso Stockhausen e del marchigiano Tonino Tesei del quale è stato eseguito un Trio in prima esecuzione assoluta, appositamente commissionato dal Camerino Festival.
Il concerto è iniziato con una piccola sorpresa: i due strumentisti a fiato infatti aprivano lo spettacolo suonando dal foyer, proseguendo poi il loro cammino attraverso la platea e quindi sul palcoscenico. Dopo questo breve saluto, scritto dall'eclettico Stockhausen, il concerto proponeva la sua parte classica con quattro pezzi tratti dal repertorio del Novecento storico. Il M Stockhausen eseguiva con la sua solita straordinaria abilità tecnica e pienezza espressiva tre brani tratti dalla letteratura del Novecento: <i<Intrada di Honegger, Legend di Enescu e la nota Sonata per tromba e pianoforte di Hindemith. L'artista olandese era invece protagonista della splendida Première Rapsodie per clarinetto e pianoforte di Debussy.
La seconda parte del concerto si apriva con una suite per corno di bassetto solo scritta da Markus Stockhausen per la sua compagna Tara Bouman che confermava le notevoli doti di strumentista, particolarmente a suo agio nel repertorio contemporaneo. La composizione, piuttosto giocosa e scherzosa, riusciva a mettere bene in risalto le qualità timbrico-espressivo di uno strumento purtroppo caduto in disuso.
Il concerto proseguiva con il Trio di Tonino Tesei per tromba, corno di bassetto e pianoforte.
Mirabile era la capacità dell'autore di creare una ottimale amalgama tra gli strumenti, qui presenti in una insolita veste cameristica, e soprattutto di dare unità stilistica ed espressiva ad un brano costruito secondo complessi e matematici meccanismi compositivi; ne risultava una partitura che, funzionando come un congegno meccanico ad alta precisione, è stata resa dagli artisti con una fluidità e libertà espressiva apprezzata non solo dal pubblico, ma anche dall'autore presente in sala.
Il concerto terminava con i suoni interiori di Music for (inner) Peace, musica intuitiva per clarinetto e tromba sempre accompagnati e sostenuti dal pianoforte del M Fabrizio Ottaviucci artista che apporta al trio la propria competenza e carica interpretativa di affermato solista. La musica intuitiva si crea indipendentemente e a partire dal nulla giocando sulla creatività , sull'espressione e sull'immediatezza dell'ispirazione degli esecutori. Una frase dello stesso Stockhausen può essere illuminante: In tal modo il musicista usa il suo strumento, ma allo stesso tempo usa il suo spirito ed il suo corpo come strumenti. Si pone in sintonia con il cosmo. I suoi suoni sono preghiere.
L'insolita proposta, più vicina alle forme del jazz, era gradita dal numeroso pubblico presente, anche perchè metteva ancor più in luce le straordinarie capacità di interprete del bravissimo Stockhausen, che si cimentava in vari strumenti della famiglia della tromba e del flicorno, qui libero da ogni vincolo di partitura.

Il prossimo e ultimo appuntamento con l'edizione 2002 del Camerino Festival è previsto per mercoledì 14 agosto con l'interessante spettacolo proposto dalla Compagnia Zappalà Danza di Catania che presenterà Les Noces di Stravinskij più una produzione del Camerino Festival, in prima esecuzione assoluta, Quartet Groove, su musiche di nello Toscano e le coreografie di Roberto Zappalà .

(Francesco Rosati)


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