Buona la prima per Macchini!


di Elena Bartolucci

14 Gen 2023 - Commenti teatro

“Scena muta”: al debutto il nuovo spettacolo del comico fantasista di origini fermane.

Macchini-muto (foto Lamberto Zulli)

Sant’Elpidio a Mare (FM) – Nell’Auditorium Graziano Giusti del piccolo comune della provincia di Fermo, il comico, fantasista e clown Piermassimo Macchini ha portato in scena la sua ultima fatica artistica dal titolo “Scena muta”.

Per chi non lo conoscesse, nel 2003 Macchini frequenta la Scuola Internazionale di Teatro “Circo a Vapore” di Roma, e poi segue numerosi stage e workshop con vari personaggi come Jango Edwards, Yves Lebreton, Bustric e Leo Bassi. In seguito, allarga il suo raggio d’azione all’improvvisazione teatrale, costituendo nel 2004 la Compagnia Teatrale Improvvivo, attiva anche sui fronti della prosa, della comicità, del cabaret e della formazione per attori. L’esperienza con questa compagnia rafforza il suo innato desiderio di far sorridere la gente, anche grazie alla partnership con enti impegnati nel volontariato tra i quali UNICEF, EMERGENCY, AISM, Comunità di Capodarco e Tutti i Giorni Onlus con la quale nel 2006 avvia il progetto “Costruiamo un Sorriso” a Buenos Aires, in Argentina, per inaugurare un centro di accoglienza per bambini poveri.

Ha partecipato ai più importanti festival di teatro di strada in Italia e all’estero nonché a diverse trasmissioni comiche. In Italia lavora su diversi fronti: teatro, tv, cinema, radio ed editoria (ha infatti all’attivo “Piacere Provincialotto” (2005), “La gente mormorano” (2017) e “Manifesto Radical Grezzo” (2020) sempre per Giaconi Editore).

Macchini ha scelto proprio la sede dell’associazione culturale La Gru per testare questo spettacolo intitolato “Scena muta”, ancora in fase di rodaggio con il pubblico, che ha però risposto in modo decisamente positivo in termini di affluenza nelle cinque serate in cui è stato proposto. La maggior parte degli astanti in sala è stato per quasi tutto il tempo piegato in due dalle risate o con il volto rigato di lacrime a causa delle rocambolesche battute sciorinate da Macchini, una di seguito all’altra.

Abbandonati i suoi famosi baffetti ma soprattutto le celebri caricature (ad esempio quella di Cesare Paciotti), è riuscito a creare uno spettacolo carico di energia e forte comicità senza mai scendere nel volgare eccessivo o nell’uso frivolo e reiterato delle parolacce. Ha infatti offerto uno show da grande mattatore, ben equilibrato, energico, sagace e persino malinconico nel finale.

Spaziando da racconti legati comunque al territorio (inarrivabili le risate sul pezzo degli strumenti musicali nelle sagre di paese e non solo) e alla semplice quotidianità (esilarante sia il pezzo sugli anziani che vanno a fare la spesa che quelli sulle milf a cena e sulle smartbox regalate dagli amici), sul finale il mattatore marchigiano si è messo a nudo, raccontando un episodio di molestie telefoniche che ha subito tra il 2013 e il 2015. Questo esempio di invasione della privacy ha segnato l’unico momento dolceamaro dello spettacolo, che ha comunque offerto un ottimo spunto per i presenti per riflettere sull’invidia e sul male gratuito che incattivisce la gente oggigiorno.

Tratto da una dichiarazione dello stesso Macchini, legata al presente spettacolo: “La scena muta come difesa e resa, di fronte alla paura, ma anche di fronte all’imbecillità dei tuttologi da social, dei politici che continuano imperterriti il loro magna magna, o alle più comuni vicissitudini del quotidiano. D’altra parte, nonostante la continua evoluzione della tecnica e della scienza, non è ancora stato inventato un modo migliore per demonizzare le incertezze, il senso di inutilità che ci pervade, o tutte le paure – fino alla più grande, la più eterna, la paura della morte -, del ridere. La scena muta come fuga e la risata come cura”. 

Non bisogna quindi avere paura e fare scena muta, ma è necessario trovare il coraggio di reagire sia nel quotidiano che nei momenti più delicati e difficili da affrontare.

Piermassimo Macchini ha dimostrato di saper lavorare molto bene sia sulla parola che con le parole, dosando in maniera acuta le pause e la voce fuori campo e giocando moltissimo sull’espressività. Senza dubbi, le sue origini come mimo gli hanno dato la possibilità di offrire persino un quid in più in questa performance, con cui è riuscito come sempre a stabilire diversi scambi divertenti con il pubblico.

Lo spettacolo “Scena muta” è stato ideato e scritto da Piermassimo Macchini e adattato insieme al regista Leonardo Accattoli.

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