Bregovic regala una musica a cui il corpo difficilmente sa resistere


di Elena Bartolucci

7 Ago 2025 - News live

Un viaggio sonoro di musiche balcaniche e sonorità gitane che unisce le culture e accende i sensi.

(Foto di Federico Sabbatini)

Ancona – Mercoledì 30 luglio, presso l’Arena sul Mare al Porto Antico della città dorica, nell’ambito del Flame Festival 2025”, organizzato da Futura Unisce, è andato in scena il concerto di Goran Bregovic, il musicista e compositore balcanico più celebre al mondo, che è stato affiancato sul palco dalla virtuosissima Wedding and Funeral Band.

Nato a Sarajevo nel 1950 da madre serba e padre croato, Bregovic coltiva sin da giovanissimo la sua passione per la musica e, nonostante gli studi di filosofia e sociologia, riscuote un improvviso successo che lo porterà subito alle luci della ribalta, divenendo l’idolo della gioventù jugoslava.

Dalla fine degli anni ‘80, Bregovic dovrà abbandonare il suo paese e al tempo stesso si lascerà andare componendo musiche per il teatro e colonne sonore per il cinema (sono innumerevoli le collaborazioni con il cineasta nonché suo amico Emir Kusturica).

Verso la fine degli anni’90 tornerà a esibirsi dal vivo in tutta Europa capitanando la sua orchestra per matrimoni e funerali, con cui presenta tutti i suoi brani più belli ed è in grado di unire culture tradizionali cantando in inglese, italiano, spagnolo, gitano ed ebreo nonché eseguire stili musicali dalle sonorità classiche e moderne (dalle armonie bulgare, al folklore slavo, alla polifonia della musica sacra ortodossa, fino al ritmo gitano).

La stessa cosa che ha fatto ad Ancona: è riuscito a proporre alcuni dei suoi successi più conosciuti e anche pezzi di colonne sonore da film come Underground che lo hanno fatto conoscere al grande mondo del cinema, senza tralasciare brani tratti dai suoi album più recenti (Duj Duj, Maki maki, Presidente, Balkañeros, In the Death Car, Ya Ya, Šoferska, Ederlezi, Mesečina, Hopa Cupa, Cajesukarije-Čoček oppure Jeremija).

Certamente Gas gas e Kalašnjikov sono i due brani che hanno letteralmente acceso il pubblico che è saltato dalle sedie precipitandosi davanti al palco e lungo gli spazi vuoti per poter ballare e gustare a pieno il ritmo travolgente di una serata che sembrava non voler finire.

Molto interessanti anche le cover inaspettate e intime di Il pescatore di Fabrizio De André (già proposta con Olly all’ultimo Festival di Sanremo) e Bella ciao, con cui il pubblico si è lasciato andare a un coro di voci all’unisono. Non è stato un semplice concerto quanto un vero e proprio show con cui Bregovic (chitarra, sintetizzatore, voce), mescolando sapientemente stili e generi diversissimi, ha regalato uno spettacolo energico ed energizzante, che diverte, fa cantare e incita tutti a scatenarsi in balli irrefrenabili.

Davvero altissimo il livello di bravura dimostrato da ogni componente della sua band: Muharem Redžepi (goc ovvero grancassa tradizionale, voce), Bokan Stankovic (prima tromba), Dragic Velickovic (seconda tromba), Stojan Dimov (sax, clarinetto), Aleksandar Rajkovic (primo trombone, glockenspiel), Milos Mihajlovic (secondo trombone) e Ludmila Radkova Trajkova e Daniela Radkova-Aleksandrova come coro di voci bulgare.

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