Bella edizione de “Il barbiere di Siviglia” a Fermo
di Fiorella Bonfigli
27 Nov 2025 - Commenti classica
“Il barbiere di Siviglia” apre con pieno successo la Stagione Lirica al Teatro dell’Aquila di Fermo.
(Foto di Marilena Imbrescia)
Si è aperta, il 22 novembre, con l’opera più conosciuta di Gioacchino Rossini, “Il barbiere di Siviglia”, la stagione lirica 2025/2026 al Teatro dell’Aquila di Fermo grazie alla Fondazione Rete Lirica delle Marche, con allestimento del Maggio Musicale Fiorentino e coproduzione con la Fondazione Teatro delle Muse di Ancona.
Dopo il consueto brindisi di apertura, con la presenza di varie personalità del territorio fermano, il sipario si è aperto sull’immortale opera del maestro pesarese, per l’occasione affidata alla regia di Damiano Micheletto.
L’opera racconta il piano ingegnoso del Conte di Almaviva per conquistare Rosina, giovane pupilla del burbero Don Bartolo, deciso a sposarla per impadronirsi della sua dote. Con l’aiuto del fidato Figaro, factotum della città, attraverso vari travestimenti, equivoci, imbrogli e sotterfugi, i due innamorati riusciranno a coronare il loro sogno d’amore, mentre Bartolo resterà sconfitto e ridicolizzato in una girandola di situazioni comiche.
Il regista aveva creato nel 2005 per il Maggio Musicale Fiorentino questo allestimento e come allora colpisce ancora l’inventiva e il senso del teatro di un Micheletto, allora agli esordi, che con sedie, ombrelli e una scala riesce a creare il mondo della Siviglia Rossiniana con gli intrecci buffi dei suoi personaggi, ognuno caratterizzato dagli sgargianti costumi di Carla Teti.
Lo spettacolo richiama alla commedia dell’arte, se pensiamo a Figaro come un Arlecchino, Bartolo come Pantalone e Rosina come Colombina. La rappresentazione ha quindi uno spirito giocoso e visivamente sorprendente, nel pieno rispetto dello spirito rossiniano.
La parte musicale ha visto l’ottima performance dei cantanti a partire da Hae Kang, nel ruolo di Figaro, di Eugenio Di Lieto in quella di Don Basilio, di Alexandra Meteleva che interpetra Rosina, di Giuseppe Toia nei panni di Don Bartolo. Completano il cast Pietro Adaini come conte d’Almaviva, Melissa D’Ottavi nel ruolo di Berta e Matteo Angelo Ribba in quello di Fiorello.
Completano la piena riuscita della rappresentazione, le performances dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana guidata dal maestro Jacopo Brusa e del coro del Ventidio Basso di Ascoli Piceno.
Un allestimento nel complesso ben riuscito, ben bilanciato tra modernità (con riferimento al famoso preludio dove viene inserita la scena della partenza del treno alla stazione e dei viaggiatori che riproducono situazioni tragicomiche nel vagone) e fedeltà al carattere buffo e brillante di Rossini.
Sembra ideale sia per gli appassionati di lirica che per chi si avvicina per la prima volta all’opera grazie al ritmo vivace e al suo impianto scenico.







