Bel “Trovatore” nel Teatro di Verdura a Palermo


di Alma Torretta

24 Lug 2021 - Commenti classica

A Palermo, per la stagione estiva del Teatro Massimo di Palermo, è stato proposto il Trovatore, in forma di concerto, con protagonista assoluta il soprano americano Angela Meade.

Dopo La Traviata con Pretty Yende, la stagione estiva del Teatro Massimo di Palermo ha proposto un altro titolo verdiano in forma di concerto con protagonista un grande soprano d’oggi, in quest’ultimo caso l’americana Angela Meade, voce maestosa che da sola giustificava l’andare ad assistere allo spettacolo. Per poi scoprire che anche il Conte di Luna interpretato dal baritono polacco Artur Rucinski era assolutamente da non perdere, dopo un inizio un po’ freddo ha conquistato tutti per intensa interpretazione e bravura tecnica. Sul podio il maestro Daniel Oren.

Nel bel Teatro di Verdura che accoglie nel suo lussureggiante giardino gli spettacoli all’aperto del teatro d’opera palermitano, una serata per pochi intimi, in molti infatti essendo stati scoraggiati dall’annuncio di possibili piogge e da un ritardo di mezz’ora nell’inizio dello spettacolo per una protesta del personale solo in parte recentemente stabilizzato, una serata per intenditori con la forma di concerto che mette a nudo gli interpreti e rende assoluta protagonista la musica senza distrazioni d’allestimento. Uno spettacolo dedicato al regista inglese Graham Vick che per il Teatro Massimo di Palermo ha firmato un indimenticabile Ring di Wagner, omaggio doveroso alla notizia della sua prematura scomparsa.

Il cast di questo Trovatore ha annoverato, nel ruolo titolo, il tenore uruguaiano Carlos Ventre, voce possente ma che non è apparsa abbastanza eroica e squillante come il ruolo di Manrico esige ed anche la famosa cabaletta “Di quella pira orrendo foco” che dovrebbe scatenare gli applausi non ha esaltato il pubblico pur se correttamente eseguita. Invece nella sua ultima apparizione a Palermo, nel 2019, Ventre aveva lasciato un ottimo ricordo nei Pagliacci, forse il ruolo dell’uomo tormentano e disperato per il tradimento è più nelle sue corde che quello del giovane eroe impetuoso e carismatico che dovrebbe essere il Trovatore. Si è confermata invece essere assolutamente di riferimento come Azucena il mezzo Violeta Urmana, forse solo fin troppo elegante e perfetta in alcuni passaggi per essere una zingara stravolta dagli eventi, tecnicamente ineccepibile, ha meritato in pieno i convinti applausi che l’hanno gratificata.

Tornando ad Angela Meade, è stata la protagonista assoluta, la sua voce potente, ampia, dai toni caldi, riempie l’anfiteatro, la sua Leonora è decisa, determinata, già da interprete matura e che trascina gli altri, a volere trovare proprio il pelo nell’uovo i suoi pianissimo nell’atto finale andrebbero ancora lavorati un po’ e ulteriormente affinati. La Meade domina la scena già dal suo intenso “Tacea la notte placida” nel primo atto, molto toccante anche il suo duetto finale con il Conte di Luna. Quest’ultimo si fa notare in uno strepitoso “Il balen del suo sorriso” che Artur Rucinski canta con perfezione e grazia assoluta e da lì in poi ogni suo intervento sarà impeccabile e di grande intensità emotiva. Completano il cast il basso Sava Vemic nel ruolo di Ferrando, il mezzosoprano Carlotta Vichi in quello di Ines, e il tenore Blagoj Nacoski come Ruiz. Bene anche il Coro diretto da Ciro Visco, mentre la direzione dell’Orchestra del Teatro Massimo da parte del maestro Daniel Oren mostra momenti d’enfasi forse eccessive per un Trovatore in forma di concerto con solo gli artisti in scena ed il coro relegato immobile sul fondo ed è, infatti, più godibile nei passaggi più delicati giocati sulle finezze degli strumenti solisti.

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