“ANTROPOCENE”, l’ultimo LP della band Unità di Produzione


a cura di Felice Capasso

14 Set 2021 - Dischi

A tre anni dall’uscita del primo LP “ABISSO” Unità di Produzione torna con il suo secondo LP “ANTROPOCENE” in uscita il 30 ottobre 2021. L’abbiamo recensito in anteprima per voi.

ll disco riprende alcuni dei temi solo accennati dalla band all’interno della pubblicazione precedente per esploderli in una riflessione sulle derive dell’uomo e della tecnologia, su come quest’ultima impatta sulla percezione della realtà e sull’ambiente stesso che l’uomo abita.
Senza sentenze o giudizi i brani gettano un rassegnato sguardo su una società che non riesce a riconoscere il proprio ruolo perché troppo spesso in contrapposizione con l’ambiente, la nuova frontiera della tecnologia e l’impalpabile realtà virtuale.
Non a caso dunque la scelta del titolo “ANTROPOCENE”, termine coniato già nel 2000 dal chimico olandese premio Nobel Paul Crutzen per indicare l’epoca geologica attuale, in cui l’ambiente terrestre viene fortemente condizionato dagli effetti dell’azione umana. Quello descritto dal terzetto orobico per “ANTROPOCENE” è un habitat che non è solo quello della biosfera ma è anche il nuovo ecosistema artefatto dalla nuova realtà digitale e quello interiore costruito dalla furia della mente umana.

I nove brani raccolti in “ANTROPOCENE” sono stati scritti da UdP durante l’autunno del 2019 e registrati durante gli immediati mesi successivi. Le registrazioni, interrotte dalla pandemia, sono state concluse sul finire del 2020.
L’approccio della band alla stesura nuovo disco tralascia ogni sovrapproduzione che aveva caratterizzato il predecessore “ABISSO” e si concentra su di un essenziale alternative rock italiano, dove l’amalgama della sezione ritmica animata da un rinnovato livore tribale funge da fondamenta sulla quale si adagiano chitarre e sintetizzatori onirici a fare da cornice a testi da sempre introspettivi alternati a cori eterei.

A precedere l’uscita dell’album, il 9 ottobre 2021 verrà rilasciato il singolo PULVISCOLO accompagnato dal videoclip con regia e montaggio a cura di “Bunker Antiatomico”. Il video è stato creato grazie al materiale video di pubblico dominio, libero da copyright e proveniente dalla community di pexels.com . 

Le immagini vengono intrecciate in giochi di simmetrie che si specchiano l’una con l’altra. Un video che cita autoreferenzialmente i singoli delle pubblicazioni precedenti dove le suggestioni questa volta creano un caleidoscopio di immagini che si riflettono uguali a sé stesse comparendo e svanendo mentre ogni prospettiva è soverchiata. (Così il comunicato stampa)

Unità di produzione – “Antropocene”: la nostra recensione

Sound grintoso per il nuovo album della band Unità di produzione. Nell’opener Ouverture al Fallimento troviamo questi riff pesanti che si alternano con “pause sonore” più melodiche degne di rilievo. Il sound è tra il postpunk/new wave e lo stoner con tratti di alternative rock italiano alla Marlene Kuntz, Verdena. In Flebili si fa avanti una certa “elettronica” che conferisce sicuramente qualcosa di evocativo alla canzone. Ascoltando Unità di produzione come non pensare ai CCCP/CSI di Gianni Lindo Ferretti. La ritmica sempre tanto importante e possente caratterizza le due prime canzoni che abbiamo ascoltato che sono già da sole il biglietto da visita per questa band: entrambe contengono tutte le peculiarità della band compreso questo cantato/spoken tanto particolare.

Tecnocrazia si apre con questa chitarra effettata accompagnata dal basso tanto corposo (Stessa cosa pure per Andromeda). Il sound tanto cupo a tratti presenta bagliori sonori sferzanti. In questa band si lavora tanto sull’effettistica per creare “ambienti sonori” tanto suggestivi. Canzoni che sembrano vere e proprie poesie sonore. Tanta attenzione pure per il songwriting non c’è dubbio. Anche master, produzione e mixing sono di alto livello ed è una goduria ascoltare Unità di produzione che propongono una sorta di “rilettura” di cose già sentite.

1000 anni stupisce per il suo dinamismo e per questo basso preponderante che sembra spada di Damocle per il povero ascoltatore malcapitato o da orgasmo per coloro che amano le sonorità marziali. Il disco all’ascolto è molto scorrevole: le canzoni molto simili tra loro. Infatti, Unità di produzione mostra di aver trovato il proprio stile, il proprio sound inconfondibile. Prigione del secolo è ancora tanto allusiva con questi pattern sonori che si legano in modo sia armonioso che contrastante come spesso succede nel disco. La band non ci fa mancare alcune distorsioni che lacerano il nostro petto. In Estetica del declino belle queste sonorità d’ambiente che creano come epifanie sonore…Di Pulviscolo apprezzabile sia il refrain che questa sorta di “organo contemporaneo”. Una canzone che scatena un discreto appeal. Non manca mai la durezza sonora che è marchio di fabbrica di questa band.

Certo mi sento di consigliare alla band una maggiore sperimentazione attraverso l’inserimento di alcuni elementi “nuovi” rispetto al loro sound, magari “esagerando” con l’elettronica per ottenere effetti e sonorità sbalorditive, inusitate. Per esempio, proviamo ad immaginare il sound di Unità di produzione con elementi chill out, ambient o downtempo: stravolgerebbe tutto ma a me piacciono le cose stupefacenti….

Unità di Produzione – Biografia

Unità di Produzione
 nasce a Bergamo come quartetto sul finire del 2014 dall’incontro tra chitarre ispirate al rock alternativo anni 90, una sezione ritmica figlia del post-punk e testi introspettivi. Nel 2016 UdP pubblica la prima avventura in studio, l’EP “MONOLITE”. Il 2017 segna il passaggio all’attuale formazione a tre elementi e una sterzata verso scenari distorti ed oscuri, in contemporanea cominciano le registrazioni nel consueto bunker antiatomico del primo LP “ABISSO” uscito a febbraio del 2018. Dal 2015 a oggi la band ha all’attivo più di 50 date nei locali e nei festival italiani, un tour che li ha visti in condividere il palco con artisti come Dunk, Pinguini Tattici Nucleari, Andrea Ra e molti altri. Nell’autunno del 2019 comincia la stesura del nuovo album “ANTROPOCENE” in uscita il 30 ottobre 2021.

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