Alice canta Battiato al Teatro di Ostia Antica
di Flavia Orsati
2 Set 2025 - Commenti live!
“Ostia Antica Festival 2025” ospita la tappa del tour “Alice canta Battiato”. Nel Teatro Romano un grande omaggio alla memoria del cantautore siciliano di Alice, accompagnata dal pianista Carlo Guaitoli e da I Solisti Aquilani.
(Foto di Federico Mantova)
Io non invecchio
Niente più mi imprigiona.
Franco Battiato – È stato molto bello
Domenica 31 agosto, negli spazi del Teatro Romano di Ostia Antica, Alice ha tenuto la tappa romana del suo tour “Alice canta Battiato”, accompagnata da Carlo Guaitoli al pianoforte e da I Solisti Aquilani, nel contesto dell’Ostia Antica Festival 2025.
Un sito archeologico importante, di cui si percepisce tutto il peso, per celebrare un anniversario altrettanto significativo: quello degli ottanta anni dalla nascita di Franco Battiato, scomparso nel maggio del 2021.


Il concerto si è sviluppato in un crescendo: Alice passa dalla interpretazione di brani meno noti, che parlano di viaggi e mondi lontani, come Luna indiana, in apertura, o Lode all’inviolato, fino ad approdare ai successi immortali del cantautore catanese, quali Povera Patria, I treni di Tozeur, La stagione dell’amore, E ti vengo a cercare, La cura.
Alice, legata a Battiato da una collaborazione e da un sodalizio intellettuale decennale, riesce a tenere il palco con una verve scenica non indifferente, ma sempre rispettosa e consapevole della responsabilità nei confronti dei brani del Maestro, che esegue con piglio proprio, senza mai snaturarli.
Ascoltando con attenzione i brani che si susseguono, è possibile avere un compendio del complesso sistema di pensiero che ha retto, durante il corso degli anni, il cantautorato di Battiato, e di quali fossero le sue tematiche predilette: il viaggio, l’anima, la morte, l’illusorietà delle cose, la malinconia, l’amore per gli altri esseri. Come sanno tutti i conoscitori di Battiato, i ritmi orecchiabili in certi casi, raffinati in altri, conferiscono una godibilità solo apparente ai brani, colmi di significati esistenziali e di riferimenti filosofici. La filosofia è stata, ovviamente, uno dei cardini della sua vita, quella occidentale e soprattutto orientale, influenzandone il pensiero che si riversa nei propri testi e di quelli che aveva scritto per Alice; anche se, forse, più della filosofia, la mistica, la meditazione, la spiritualità, quali strumenti di ricerca e di indagine introspettiva, avevano accompagnato la sua esistenza. Da Gurdjieff a René Guénon, da Platone a Manlio Sgalambro, si compendia un universo proteiforme, latore di significati spesso esoterici e nascosti.
Lungo queste direttrici vola la memoria di altri due illustri catanesi che hanno avuto il privilegio di conoscere Battiato, collaborarci, intervistarlo: il primo, lo scrittore Domenico Trischitta, il secondo il pittore Francesco Trovato. Entrambi, avendolo incontrato, rendono l’idea di un uomo austero ma ironico, aperto al dialogo ma estremamente fermo nelle sue posizioni, concentrato nello studio, nella riflessione, nel grande compito di elevarsi, fin dove si può, ogni giorno che passa. Come imperativo morale non per se stessi o per il proprio successo, ma per il progredire di tutta l’umanità.
“Alice canta Battiato” è stato un grande omaggio, insomma, alla memoria del cantautore siciliano, irrorato dai raggi di una decisa e malinconica luna di fine estate che, tra le fronde degli alberi e nel cuore della Storia, sembrava volerlo far rivivere, nel calore commosso e appassionato di un pubblico che, lui, avrebbe sicuramente percepito e apprezzato.
Per chi non ha avuto la fortuna di conoscere o ascoltare dal vivo Franco Battiato, questo concerto è quasi un ricordo.




