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Vinicio Capossela is Wonderful a Roma

Bellissimo e raffinato concerto di Vinicio Capossela in un live unico per la rassegna di Santa Cecilia, all'Auditorium Parco della Musica.


Federica Baioni

Roma 6 maggio 2004 – Circondato da un ensemble di archi insolita per chi come lui è solito accompagnarsi da orchestre baltiche e violini tzigani come la Kokani Orchestra e spalleggiato in un duetto intenso e di vibrante poeticità dal suono di un virtuoso come Mario Brunello al violoncello, stavolta Capossela ha stregato il par terre romano con un concerto unico, tappa indimenticabile di un progetto intitolato: Non si muore tutte le mattine. Versi, sonetti e parole in musica che fanno parte del suo ultimo sforzo letterario omonimo sottoforma di romanzo. Un viaggio tra musica e parola fatto di melodie suonate al piano e cantate da voce e violoncello. Un excursus insolito della prolifera produzione discografica di Capossela che non disdegna nel secondo set con quel suo fare maliardo e con un tocco di gigioneria da comedièn d'eccezione, di conquistare il pubblico con brani indimenticabili come: Con una rosa, Modì, Marajà , Zampanò e Con la Pioggia dove invita a persino il pubblico ad applaudire schioccando le dita quasi ad imitare il tintinnio della pioggia che cade. Suggestive le note del violoncello che catturano in un'atmosfera a metà tra sogno e fiaba la platea. Tanti i brani in repertorio che scandiscono la due ore di un concerto fatto di parole, travestimenti (eccezionale quello di Capossela con la camicia di forza) e brani che riecheggiano a Piazzola, Bach e Tchaikovsky con tanto di sonetti di Michelangelo improvvisati dalla voce roca e suadente di Capossela. Un live che canta la bellezza in tutte le sue forme e che per due ore fa dimenticare a tutti il torpore del periodo contemporaneo. Il saluto al pubblico romano intervenuto in una serata organizzata dall'Accademia di S.Cecilia con il patrocinio della Provincia di Roma ( benvenuti in questa grande ostrica dove faremo finta di essere la perla ) è tutto rivolto alla poesia e alla magica forza della voce che si fa musica e che balla, interpreta, sghignazza con un fare instancabile, imprevedibile e vulcanico sulle note del tappeto melodico a metà tra il classico e l'elettronica. Con lui sul palco oltre al maestro M. Brunello al violoncello l'ensemble d'archi italiana di Castel Franco Veneto che restituisce alle partiture classiche che fanno da colonna sonora a questo suggestivo spettacolo un tappeto di note eccezionalmente suonate e di grande intensità interpretativa. Una musica quella di Capossela che si muove tra le pieghe dell'anima, che commuove, diverte e da voce come in un bellissima tela alla vita e ai colori che compongono il mosaico della vita di ognuno di noi.
(Federica Baioni)

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